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Cosa c’è nella finanziaria tutta tasse e tagli del governo britannico

Finanziaria

I conservatori britannici stanno puntando tutto sull’Autumn Statement, la legge finanziaria. Tutti i numeri e le misure più discusse della finanziaria di Hunt. Il punto di Daniele Meloni

 

“Se sei un cittadino britannico, hai il dovere di mostrare compassione”. Ha esordito con questa frase il Cancelliere dello Scacchiere UK, Jeremy Hunt, in una Camera dei Comuni gremita come non mai per ascoltare il suo Autumn Statement, la legge finanziaria, sul cui successo i Tories si giocano buona parte delle loro chance di essere riconfermati al governo del paese nel 2024.

Se non è il caso di scomodare le “lacrime e sangue” di churchilliana memoria, poco ci manca. Aumenti di tasse e tagli alla spesa pubblica per tutti e una recessione di cui ormai si parla apertamente, secondo le previsioni dell’Office for Budget Responsibility (OBR). Hunt ha affermato che le misure prese dal governo – il Premier Sunak era accanto a lui che seguiva con postura assertiva – sono finalizzate a consolidare il bilancio del paese per farlo tornare a crescere nel 2024 e nel 2025.

Quali sono, dunque, queste misure che fanno tanto discutere? Innanzitutto la soglia massima di imposte al 45% viene abbassata da 150mila a 125mila sterline. Questo significa che per chi guadagna di più ci sarà un esborso verso l’erario di oltre mille sterline l’anno. Dal prossimo aprile saranno tagliati gli aiuti per pagare le bollette energetiche, che il mini-budget di Liz Truss aveva stabilito per due anni. Allo stesso tempo le tasse sugli extra-profitti delle multinazionali delle utilities passeranno al 25 al 35% da qui al 2028.

I Tories hanno mantenuto la promessa di alzare i benefit per gli incapienti e per i disabili e, soprattutto, hanno confermato la tripla garanzia sulle pensioni statali, che, quest’anno, cresceranno del 10,1% in linea con l’inflazione. Questa mossa era vista come cruciale dai parlamentari Conservatori per evitare il bagno di sangue alle prossime elezioni. Dalla prossima primavera sarà aumentato, invece, il salario minimo nazionale, National Minimum Wage, che passerà da 9,50 sterline l’ora per gli over-23 a 10,42. Sunak è il terzo Premier Tory dopo Cameron e Johnson a rivedere una norma introdotta a suo tempo da Tony Blair.

La parola “recessione” ha messo paura ai Conservatori. Secondo le stime dell’OBR il paese è già tecnicamente in downturn, e lo sarà anche per il 2023. Mezzo milione di persone perderanno il lavoro a causa della congiuntura, e il debito pubblico si è alzato di 400milioni di sterline rispetto alle previsioni di marzo. Dai banchi dei backbenchers Tory alle spalle di Sunak e Hunt un silenzio tombale ha salutato la lettura della Dichiarazione da parte del Cancelliere.

Il Labour ha parlato di un “governo che gioca con i numeri mentre fuori da Westminster la gente soffre” e ha rimarcato come l’abolizione del tetto ai bonus dei banchieri programmata dal duo Truss-Kwarteng sia stata confermata anche da Sunak e Hunt. Per i Laburisti – che nei sondaggi hanno circa 20 punti di vantaggio sui Tories – un’altra preoccupazione: la maggior parte dell’aumento delle imposte è previsto per il 2025 proprio quando Sir Keir Starmer dovrebbe essere Primo Ministro.

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