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Qual è il vero peccato originale. Il pensiero di Ocone

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Il vero “peccato originale”, come ha scritto Benedetto Croce, è nel voler spezzare il nesso che tiene uniti il bene e il male nella vita umana. Ocone’s corner”, la rubrica settimanale di Corrado Ocone, filosofo e saggista.

Uno dei motivi per cui chi ha una sensibilità classica non sopporta la mentalità illuministica, e quella sua estrema propaggine che è il politically correct, è che essa, intesa ovviamente come categoria ideale e non come concetto storico, non fa i conti con l’“ambiguità” dell’esistenza umana. Ovvero, detto altrimenti, con quel fondo oscuro che ci accompagna e che è l’ineliminabile lato negativo della nostra vita.

Con esso fa invece i conti il pensiero liberale che sulle idee di fallibilismo, imperfezione, precarietà delle cose umane, ha costruito la sua visione del mondo. Anche il cristianesimo aveva ragionato su questo aspetto ineliminabile e costitutivo dell’umanità e aveva parlato di un “peccato originale” ce ci accompagna da sempre e contro cui nulla possiamo fare. La Grazia cristiana è la potestà che Dio ha di “salvarci”, e quindi di emendarci da questa nostra tara costitutiva. L’uomo, in altre parole, non può salvarsi da solo.

La modernità, nella sua versione illuministica e non liberale, ha dimenticato proprio questa umana saggezza. E l’uomo ha creduto di poter dominare la natura, le forze sociali, la sua stessa vita. Non solo: di poterla progettare secondo i suoi disegni, forgiarla come si forgia la creta. Un progetto prometeico, che si è voluto considerare emancipativo, che in qualche modo ha raggiunto oggi, con l’ingegneria genetica, i confini stessi della vita, l’“essenza umana”. È l’idea del limite, che è l’atra faccia della libertà, che è venuta meno. La libertà, senza quella idea che ne era l’ombra, ha finito per contraddirsi e per convertirsi nel più totale nichilismo.

La “rivoluzione sostenibile”, che sembra essere diventata di colpo, il nuovo mantra delle nostre società, e una vera e propria religione secolare, ha forse individuato questo punto, lo ha intuito. Ma il paradosso è che ha poi cercato di superarlo riproducendo proprio l’idea di una nuova “ingegneria sociale” dai tratti alquanto inquietanti perché vorrebbe renderci immuni da contagi, virus, impurità.

L’uomo non nasce buono e diventa cattivo in questa società, come voleva il Jean Jacques Rousseau negatore, secondo il filosofo cattolico Jacques Maritain, proprio della Grazia e del peccato originale della tradizione cristiana (cfr. il suo capolavoroUmanesimo integrale). Il tutto secondo la più tipica idea illuministica dell’“Ecrasez l’infame”. Ma l’uomo non è nemmeno solamente “lupo all’altro uomo”, come voleva Thomas Hobbes. È un insieme inestricabile di bene e male, un po’ “angelo” e un po’ “diavolo” come diceva James Madison, uno dei Padri Fondatori degli Stati Uniti.

E il vero “peccato originale”, come ha scritto Benedetto Croce, è proprio nel voler spezzare il nesso che tiene uniti i due elementi nella vita umana.

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