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Tutte le pallonate fra Qatar e Arabia Saudita

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L’articolo di Marco Livi, giornalista di Italia Oggi

Più del vil petrolio e gas naturale potè il calcio: il Qatar ha quantificato per la prima volta i danni subiti a causa dell’Arabia Saudita e della sua politica di isolamento nei confronti dell’emirato. E calcola il danno in ambito sportivo visto che ha chiesto ieri al governo di Riad un risarcimento da un miliardo di dollari (circa 860 milioni di euro), per aver piratato il segnale del suo network sportivo BeIn, titolare tra l’altro di diritti tv dalla francese Ligue 1 alla britannica Premier League, passando per la Serie A italiana e senza dimenticare le auto della Formula Uno o il basket dell’Nba.

Secondo Doha, BeoutQ (che già nel nome sembra scimmiottare BeIn) fa riferimento alla monarchia saudita così come l’operatore delle tlc Arabsat, riuscendo così entrambi a diffondere illegalmente le trasmissioni sportive qatariote in tutto il paese. Da qui la richiesta di una compensazione all’Oic (Organisation of the islamic conference) mentre in parallelo il governo dello stato peninsulare nel Golfo Persico ha avviato una causa formale, sempre per violazione della proprietà intellettuale, presso l’Organizzazione mondiale del commercio-Omc (World trade organization-Wto in inglese).

Le prime recriminazioni ora rilanciate pubblicamente dal ministro del commercio di Doha Ahmed bin Jassim bin Mohammed Al Thani si sono avute in occasione degli ultimi Mondiali di calcio in Russia, a cavallo tra giugno e luglio scorso. Ma già in passato BeIn aveva protestato contro la concorrente saudita, tanto che Riad ha finito per bandire i decoder per seguire illegalmente le partite.

La situazione si muove su più piani, anche e soprattutto perché è da più di un anno che l’Arabia Saudita tenta d’indebolire il Qatar. Assieme a più di una decina di alleati (in prima fila ci sono Emirati Arabi Uniti, Egitto e Bahrein), i sauditi hanno interrotto nel giugno del 2017 ogni relazione col regno ricco di risorse naturali da esportare (tra cui petrolio e gas naturale).

Questa volta l’accusa è nei confronti di Doha ed è quella di appoggiare gruppi terroristici, avvicinarsi diplomaticamente all’Iran e sostenere economicamente operazioni congiunte. Peraltro, si tratta di accuse che si sono concentrate ancora una volta sulle attività del Qatar in campo media. Infatti Riad ha spesso sottolineato come il canale all news Al Jazeera, sempre di proprietà della famiglia regnante a Doha, analizzi e riporti i fatti di cronaca per costruire consenso intorno a posizioni religiose estremistiche.

Comunque, al caso specifico delle partite di calcio piratate o meno, si aggiungono i reclami di altre emittenti tv da altri paesi, come Nbc e alcuni Studios cinematografici hollywoodiani, che protestano anch’essi per la violazione dei propri copyright da parte di BeoutQ, secondo indiscrezioni di stampa internazionale.

Quindi non è escluso che nuovi operatori media si schierino a sostegno delle tesi di Doha e così facendo, grazie alla cosiddetta diplomazia del pallone, il Qatar potrebbe incrinare l’accerchiamento nemico in Medio oriente.

Articolo pubblicato su ItaliaOggi

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