Mondo

Prove tecniche di rottamazione dell’austerità in Germania. Fatti, numeri e analisi

di

L’approfondimento di Michelangelo Colombo

CHE COSA STA STUDIANDO IL GOVERNO TEDESCO

Taglio delle tasse, per ora con l’abolizione dei 10 miliardi della “tassa di solidarietà” collegata ai costi della riunificazione che aumenterà direttamente le buste paga. In prospettiva più risorse pubbliche stanziate per la speciale cassa integrazione “Kurzarbeitergeld” che evita i licenziamenti, per sostenere domanda interna, consumi e mercato del lavoro come nel 2009. E, se necessario, spesa pubblica extra con incentivi e agevolazioni mirati alle imprese, soprattutto piccole, che devono innovarsi e in prospettiva ammodernarsi per la difesa dell’ambiente. Sono queste – secondo la sintesi del Sole 24 Ore – alcune delle misure di pronto intervento allo studio al ministero delle Finanze in Germania, nel caso in cui il rallentamento dell’economia in corso dovesse trasformarsi in una recessione prima tecnica e poi grave.

L’ALLARME DELLA BUNDESBANK

D’altronde l’allarma sulle prospettive macroeconomiche della Germania ieri è arrivato finanche dalla Bundesbank (qui l’approfondimento di Start): “Anche nel trimestre in corso, l’attività economica potrebbe diminuire leggermente”. Dopo il calo del secondo trimestre, la Bundesbank non esclude che il Pil possa calare anche tra luglio e settembre, segnando l’avvio ufficiale di una recessione.

LE CAUSE DELLA REVISIONE AL RIBASSO DELLE STIME

Nel rapporto di agosto, l’istituto tedesco sottolinea lo slancio debole nell’industria come motivo della persistente debolezza, anche se non è chiaro se pure la domanda interna potrebbe subire una frenata. Pesano «il calo della produzione delle costruzioni, la flessione dell’export nel Regno Unito e la stagnazione della domanda di auto».

LA MOSSA DEL GOVERNO

Intanto si delinea il piano di Berlino per rilanciare l’economia. Il ministro delle Finanze Olaf Scholz per la prima volta ha quantificato l’intervento straordinario: in caso di recessione il governo è pronto a spendere 50 miliardi aggiuntivi (la stessa cifra utilizzata durante la crisi del 2008-2009).

CHE COSA MEDITA IL MINISTRO DELLE FINANZE

Insomma, il governo tedesco si prepara a cambiare totalmente politica economica per uscire dalla recessione. Dopo le allusioni fatte dalla cancelliera Angela Merkel la scorsa settimana, ieri il ministro delle Finanze, Olaf Scholz, ha detto apertamente che l’esecutivo è pronto ad allentare i cordoni della borsa per erogare fino a 50 miliardi di euro di stimoli: «L’ultima crisi ci è costata 50 miliardi», ha spiegato il ministro socialdemocratico. «Dobbiamo essere in grado di metterli insieme e possiamo farlo perché la Germania ha ridotto il debito/pil sotto il 60% in questi dieci anni di crescita». Scholz ha quindi sottolineato come «il problema più grande sia l’incertezza, inclusa quella causata dalla guerra commerciale tra Cina e Usa».

L’INVERSIONE IN CORSO

La Germania ha il bilancio in pareggio dal 2014, in base a una legge introdotta dall’ex ministro delle Finanze, il conservatore Wolfgang Schaeuble, finora rispettata dal suo successore Scholz. Tuttavia il recente indebolimento dell’economia tedesca ha spinto molti economisti a mettere in dubbio l’opportunità di tale orientamento.

GLI EFFETTI SUI RENDIMENTI DEI TITOLI

In scia all’apertura di Scholz, i rendimenti dei titoli di Stato europei hanno cominciato a risalire dopo settimane di forti ribassi, con il rendimento del Bund a 10 anni, in particolare, che ha guadagnato 5 punti base a circa -0,65%, lontano dai recenti minimi, ha sottolineato Mf/Milano Finanza.

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