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Prime Day Amazon fra super offerte e super proteste

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La giornata e mezza dei maxi sconti dedicata ai clienti Prime del big retailer online Amazon registra un bilancio positivo per le vendite (Jeff Bezos gongola), ma i dipendenti…

36 ore di super offerte nel negozio online più famoso di sempre. Si è concluso ieri il quinto Prime Day di Amazon, l’attesissimo evento annuale dedicato agli acquisti in esclusiva per i clienti Amazon Prime.

Nonostante i crash del sito web e gli scioperi dei dipendenti in Europa, secondo la ricerca di Coresight, il primo giorno dovrebbe generare 3,4 miliardi di dollari in entrate per Amazon quest’anno, con un aumento del 40% rispetto al 2017.

È GIÀ NATALE

La giornata (e mezza) è stata estesa dalle 30 ore del 2017 alle 36 ore di questa quarta edizione, con oltre un milione di offerte esclusive per più di 100 milioni di clienti Prime in tutto il mondo. I clienti in Italia, Usa, Regno Unito, Spagna, Messico, Giappone, India, Germania, Francia, Cina, Canada, Belgio, Austria e quest’anno Australia, Singapore, Paesi Bassi e Lussemburgo, possono trovare una vastità di prodotti a prezzi davvero scontati.

BILANCIO POSITIVO

Le vendite Prime Day su Amazon Marketplace sono aumentate dell’89% nelle prime 12 ore dell’evento. Gli ordini cumulativi totali su Amazon Marketplace per le prime 12 ore del Prime Day sono saliti del 69% rispetto a un anno fa, secondo Feedvisor. Con una mail inviata al Cnbc, il colosso dell’e-commerce di Seattle ha dichiarato che “le vendite Prime Day negli Stati Uniti finora sono più grandi che mai”.

INTANTO I DIPENDENTI SCIOPERANO

Se i clienti si sono dati alla pazza gioia, dall’altro canto i dipendenti Amazon si sono mobiliti in Europa con scioperi per richiamare la società di Seattle a migliorare le condizioni lavorative.

DALLA GERMANIA…

Come già successo durante il Black Friday di novembre, centinaia di lavoratori in sei località della Germania hanno scioperato tra lunedì e martedì. “Fino a mezzanotte, i prezzi scenderanno e aumenteranno i profitti, i dipendenti di Amazon lasceranno il lavoro e chiederanno un contratto collettivo per proteggere la loro salute”, si legge in un comunicato del sindacato Verdi impegnato contro le condizioni e gli orari di lavoro all’interno degli stabilimenti Amazon. “È un lavoro usurante – spiegano i lavoratori – camminiamo chilometri ogni giorno e facciamo per otto ore gli stessi gesti in una posizione eretta prolungata”. La Germania è il secondo mercato nazionale di Amazon dopo gli Stati Uniti, riporta Reuters. Le vendite nette sono cresciute del 20% lo scorso anno a 17 miliardi di dollari, pari al 9,5% del totale, secondo il rapporto annuale della compagnia.

… ALLA SPAGNA

Hanno fatto seguito i dipendenti del più grande centro logistico di Amazon in Spagna con uno sciopero di tre giorni per rivendicare uno stipendio più alto di quello che il colosso di Seattle propone. I dipendenti del centro di San Fernando de Henares avevano già scioperato a marzo per le stesse ragioni, per la prima volta dall’apertura del sito nel 2012.

IL MINIMO SINDACALE IN POLONIA

Il Prime Day polacco si è svolto all’insegna del “work-to-rule” negli stabilimenti Amazon. I dipendenti hanno svolto il proprio lavoro ma giusto il minimo indispensabile. Lo stesso giorno un portavoce del gruppo di Seattle in Polonia è sceso in difesa di Amazon, affermando che la società aveva investito 15 miliardi di euro (17,6 miliardi di dollari) e creato oltre 65.000 posti di lavoro in Europa.

NON C’È SOLO L’AMAZON PRIME DAY

Se lunedì è partito il quarto Prime Day per Amazon, sempre lunedì è stato anche il primo anno in cui Walmart (e molti altri concorrenti del gigante dell’e-commerce di Bezos) hanno organizzato eventi simili rivali. Nello spazio dello shopping digitale, Amazon continua a guidare la gara con un ampio margine. Amazon detiene ancora la metà di tutte le vendite online degli Stati Uniti, mentre Walmart soltanto il 4%. Ma la catena dei supermercati statunitense sta guadagnando terreno.

ANCHE WALMART CONSEGNA PRIME

Secondo l’Observer, non è scontato che gli utenti preferiscano il Prime Day Amazon alla concorrenza. Pare infatti che un’insegnante del New Jersey, sperando di trovare un’aspirapolvere scontata con Amazon Prime Day, si sia rivolta a Walmart.com dopo che il sito Amazon è andato più volte in crash. “Per lo stesso prezzo. Preferirei comprare da Walmart. Dopo tutto, ha ancora negozi fisici se qualcosa va storto. A proposito, Walmart offre la spedizione gratuita di due giorni proprio come Amazon Prime”, ha dichiarato la fonte all’Obsever.

BEZOS IL PIÙ RICCO DI TUTTI DI SEMPRE

In barba ai dipendenti scontenti, l’Amazon Prime Day ha segnato anche la consacrazione per il suo numero uno. Jeff Bezos ha conquistato il titolo di uomo più ricco dell’era moderna per il Bloomberg Billionaires Index. La ricchezza di Jeff Bezos vale infatti 150 miliardi di dollari, superando di ben 55 miliardi Bill Gates, che si classifica al secondo posto nella classifica dei più ricchi del mondo. I 100 miliardi di dollari che valeva Gates nel 1999, nell’apice della bolla dotcom, oggi valgono 149 miliardi di dollari. Ciò rende l’amministratore delegato di Amazon il più ricco di chiunque altro sulla terra dal 1982, quando Forbes pubblicò la sua prima classifica dei miliardari.

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