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Perché Trump gongola per i numeri Usa sull’occupazione

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I dati sull’occupazione di maggio negli Usa “dimostrano quanto fosse forte l’economia americana prima della pandemia e sono l’inizio di un lungo periodo di crescita”, ha detto Donald Trump. Numeri, commenti e analisi

 

A maggio l’economia americana a sorpresa ha aggiunto oltre 2,5 milioni di posti di lavoro ed il tasso di disoccupazione è sceso dal 14,7% al 13,3%.

Stando al dipartimento del lavoro, negli Stati Uniti, il mese scorso sono stati creati 2,509 milioni posti di lavoro, mentre gli analisti attendevano un calo di 8,33 milioni di posti.

La disoccupazione è diminuita al 13,3% dal 14,7%; le attese erano per un rialzo al 19,5%.

Il dipartimento del Lavoro nota che l’occupazione è cresciuta nel settore alberghiero, delle costruzioni, dell’educazione, delle vendute al dettaglio e dei servizi sanitari; mentre e’ scesa nel settore pubblico (-585.000 posti di Lavoro).

IL COMMENTO DI TRUMP

I dati sull’occupazione di maggio “dimostrano quanto fosse forte l’economia americana prima della pandemia e sono l’inizio di un lungo periodo di crescita”, ha detto Donald Trump assicurando come l’America ha ora davanti “un buon giugno, un buon luglio ed un buon agosto, e spettacolari settembre, ottobre, novembre”.

L’ANALISI DELL’ECONOMISTA ARFARAS

“Il peggio e’ passato. Per usare una metafora, diciamo che il paziente e’ ammalato, ora non è più in terapia intensiva ma non e’ stato dimesso dall’ospedale”. Cosi’ l’economista Giorgio Arfaras, direttore della Lettera Economica del Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi, commenta i sorprendenti dati del mercato del lavoro americano e il loro significato per l’economia Usa. “E’ insomma ancora presto per dire che la ripresa sarà a V – spiega all’Agi – e dovremo valutare altri dati macroeconomici visto che fino a 15 giorni fa la stessa Banca Centrale sosteneva che i segnali di una vera ripresa erano lontani”.

L’economista invita insomma alla prudenza nella valutazione dei dati: “Non e’ detto che l’economia americana e’ sulla strada della ripresa, può essere solo un aggiustamento temporaneo”. Arfaras rileva che secondo quanto è emerso, negli Stati Uniti i trasferimenti dal bilancio ai cittadini “hanno più che compensato la perdita di reddito”. Ad esempio, è il suo ragionamento, “se nei settori più fragili, penso alla ristorazione, la caduta del potere d’acquisto non e’ stata cosi’ terrificante, i consumi hanno risentito sicuramente in misura attenuata degli effetti del lockdown”. A questo, aggiunge, l’economista all’agenzia stampa diretta da Mario Sechi, “va considerato il fatto che il mercato del lavoro Usa è iperliquido, ossia è sindacalizzato al minimo” e, per questo, più dinamico. Insomma, conclude, “aspettiamo gli altri dati per fare una valutazione precisa anche se, certo, questi di oggi sono una bella notizia”.

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