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Perché l’Austria picchia contro la Turchia

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Tutte le ultime tensioni fra Austria e Turchia. L’approfondimento di Giuseppe Gagliano

Martedì scorso il ministro dell’Interno austriaco Karl Nehammer nel corso di una conferenza stampa nella capitale austriaca ha detto che il governo austriaco desidera inviare un messaggio chiaro alla Repubblica turca e cioè che lo spionaggio turco e l’ingerenza della Turchia nelle libertà civili dei cittadini austriaci non potranno mai essere mai tollerati in Austria. Inoltre, il funzionario austriaco ha detto che il suo governo lavorerà a livello europeo per assicurarsi che la Turchia non interferisca negli affari interni degli Stati dell’Unione europea. Ma a cosa si riferisce esattamente il ministro?

Una presunta spia turca sarebbe stata scoperta dalle autorità austriache dopo una grande protesta politica svoltasi a Vienna lo scorso giugno, sfociata in violenti scontri tra manifestanti filo-curdi e filo-turchi. I manifestanti erano membri di organizzazioni filo-curde a Vienna, ma sono stati affrontati da manifestanti filo-turchi, il che ha portato l’intera manifestazione a degenerare in violenti scontri di strada. Un’indagine della polizia austriaca ha stabilito che molti dei manifestanti filo-turchi erano affiliati a un gruppo turco di estrema destra noto come i Lupi grigi.

Inoltre, secondo il ministero dell’Interno austriaco, è stato anche scoperto che l’intelligence turca, nota come MİT, ha contribuito a organizzare il gruppo dei Lupi grigi che si è contrapposta in modo violento alla manifestazione pro-curda. Tra i rivoltosi dei Lupi Grigi, dicono funzionari austriaci, c’era un uomo che era stato “reclutato” dal MİT per spiare attivisti filo-curdi o critici del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Nehammer ha precisati che la presunta spia ha già confessato di lavorare per i servizi segreti turchi.

In risposta alle dichiarazioni di Nehammer, il governo turco ha accusato la leadership nazionale austriaca di nutrire una “ossessione anti-Turchia” e ha ovviamente negato qualsiasi coinvolgimento del governo turco.

Come noto sul piano storico i lupi grigi sono stati fondati alla fine degli anni ’60 da Alp Arslan Türkç, uno dei principali promotori del colpo di stato del 1960. Inoltre questa organizzazione costituisce il braccio armato ufficioso dell’MHP diretto da Devlet Bahçeli, alleato di Erdogan. Fino al 2018 era stato classificata come organizzazione terroristica di estrema destra in Turchia. Benché sotto il profilo ideologico l’organizzazione sia persuasa della superiorità etnica dei turchi sui curdi, sui greci e sugli armeni, i Lupi grigi considerano i curdi il loro principale nemico nei cui confronti hanno posto in essere azioni terroristiche dentro e fuori la Turchia ora con il sostegno implicito ora esplicito del Mit turco.

Non è d’altronde un caso che l’organizzazione terroristica turca sostenga i turcomanni in Siria con aiuti militari e che Ankara li utilizzi sia nel nord della Siria insieme all’Isis – e a gruppi mercenari – sia in Libia. Il coordinamento delle operazioni in Libia viene affidato a due uomini legati al Mit turco e cioè a Fatih Inal Tarkan e a Maher Mustafa Pasha che coordina i mercenari della “Divisione Al-Muntesir Billah”, dei turcomanni. Nello specifico Pasha avrebbe lanciato operazioni militari sulla città di Afrin in Siria in diretto coordinamento con l’intelligence turca ed i Lupi Grigi.

In ultima analisi questa organizzazione terroristica è uno strumento politico e militare del quale lo Stato turco si serve nello stesso modo con il quale, per esempio, la Stasi si serviva dei gruppi di estrema sinistra come la Raf e il Movimento del 2 giugno o di quelli palestinesi in funzione antiamericana e antisraeliana durante la guerra fredda o nelle stesso modo con il quale l’intelligence anglo-americana e italiana si servirono di Ordine nuovo e Avanguardia nazionale in funzione anticomunista. Se, sotto il profilo storico, queste sinergie tra intelligence e organizzazioni terroristiche costituiscono un esempio illuminante di come agisce il doppio stato per quanto concerne Turchia sono indispensabili per comprendere con quale spregiudicatezza si muove Erdogan sia nel contesto della politica interna che estera.

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