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Perché la Francia taglia i visti di ingresso ad Algeria, Marocco e Tunisia

Visti Algeria

L’articolo di Enrico Martial

Il governo Castex riduce della metà rispetto al 2020 il numero di visti di ingresso assegnati ad Algeria e Marocco e del 30% di quelli assegnati alla Tunisia. Tra gennaio e luglio 2021 su 7.731 espulsioni di cittadini algerini irregolari soltanto 22 avrebbero fatto ritorno al loro Paese. Considerato che nel primo semestre del 2020 sono stati rilasciati 63mila visti su 96mila domande, ci si attende quindi un massimo di 31.500 visti concessi a cittadini algerini nei prossimi sei mesi. Per quanto riguarda il Marocco, su 3.301 espulsioni, soltanto 80 migranti irregolari sarebbero tornati in patria.

Per completare le espulsioni è necessario che i Paesi di ritorno emettano dei lasciapassare, che sono ritenuti troppo pochi, secondo quanto ha riferito il portavoce del governo francese, Gabriel Attal a Europe 1, il 28 settembre. La gestione amministrativa è stata peraltro complicata dal Covid, considerato che per esempio il Marocco impone al rientro un test PCR, che spesso viene rifiutato dal migrante irregolare in corso di espulsione. La riduzione dei visti avrà un impatto significativo sugli scambi: per esempio, nel 2019, i visti rilasciati a cittadini marocchini sono stati 349mila, anche a favore di studenti, che sono circa 43mila nelle scuole e università francesi.

Con i tre Paesi è stato svolto un negoziato che però non ha avuto esito positivo e ha indotto una decisione che lo stesso Attal ha riconosciuto come “drastica e inedita”. Le reazioni non si sono fatte attendere: il ministro degli esteri del Marocco, Nasser Bourita, ha detto che la decisione francese “è ingiustificata” ma ha ammesso di aver prodotto soltanto 400 lasciapassare da gennaio ad agosto 2021. Con l’Algeria c’era già stata una progressiva riduzione dei visti, che sono passati da 420mila nel 2017 a 200mila nel 2019.

La tensione con il Marocco è poi aggravata dallo scandalo Pegasus, di cui ha parlato anche Start. Il software spia di produzione israeliana sarebbe stato impiegato dal governo marocchino per infettare e forse ottenere l’accesso ai telefoni e alle conversazioni di almeno 15 membri del governo francese. Anche uno dei numeri di telefono del presidente Emmanuel Macron figurerebbe nell’elenco dei telefoni oggetto di attacco. Inoltre con il Marocco persistono le più classiche frizioni sul Sahara occidentale e va ricordato il recente caso europeo degli 8mila migranti che hanno assaltato le enclave spagnole di Ceuta e Melilla, a partire dal 17 maggio 2021, con il favore del governo di Rabat furioso per le cure mediche prestate in Spagna a Brahim Ghali, leader del fronte Polisario.

La notizia della riduzione del numero dei visti ha avuto un forte rilievo sui social, e costituisce un nuovo elemento di dibattito in vista delle presidenziali francesi. La destra, sia quella repubblicana sia quella lepenista hanno apprezzato ma anche lamentato il ritardo con cui la misura è stata adottata. A sinistra ne sono state indicate le possibili storture e il significato politico-elettorale.

 

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