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Perché la Corte dei Conti Ue strattona la Commissione sui prestiti all’Ucraina

Conti Ue Prestiti Ucraina

I revisori dei Conti Ue chiedono correzioni sulle norme riviste per erogare i prestiti a Kiev. La Corte richiama l’attenzione su alcuni aspetti delle modifiche proposte dalla Commissione al regolamento finanziario

 

La Corte dei conti Ue solleva dei dubbi sui prestiti da 18 miliardi destinati all’Ucraina.

All’inizio di novembre, la Commissione europea ha proposto modifiche al regolamento finanziario dell’Unione europea per diversificare le operazioni di prestito dell’Ue. Parallelamente, ha anche avanzato proposte per fornire aiuti finanziari urgenti all’Ucraina.

La legge stabilisce che la Corte dei conti europea deve essere consultata in anticipo su qualsiasi proposta che incida sul bilancio dell’Ue, ricorda la Corte dei Conti europea (Eca) in un’opinione emessa il 22 novembre.

Secondo la Corte, da un lato vi sono “vantaggi” nello stabilire una strategia di finanziamento “diversificata” come metodo di base per tutte le operazioni di prestito ma, dall’altro, la nuova legislazione “non fornisce alcun dettaglio sulle disposizioni necessarie, come un quadro di governance e procedure di gestione del rischio” riassume l’Ansa. “Una precisazione che suona da rimprovero a Commissione e Consiglio” commenta Eunews.

Tutti i dettagli sulla nota della Corte dei Conti europea.

IL PARERE DEI REVISORI DEI CONTI UE SUI PRESTITI ALL’UCRAINA

La Corte dei conti europea ha emesso un’opinione sulla proposta di modifiche della Commissione europea al regolamento finanziario dell’Ue e fornire così 18 miliardi di aiuti all’Ucraina nel 2023, con scadenze fino a 35 anni, rimborsabili non prima di 10 anni da oggi.

Da una parte i revisori contabili di Lussemburgo vedono i vantaggi di stabilire una strategia di finanziamento diversificata come metodo di base per tutte le operazioni di prestito, si legge nella nota. “Questo approccio diversificato rispecchia ciò che è attualmente implementato per i prestiti nell’ambito del pacchetto di ripresa COVID dell’UE NextGenerationEU. Invece del “finanziamento back-to-back” richiesto dalle attuali regole finanziarie dell’Ue, il nuovo approccio è simile a quello utilizzato dagli Stati sovrani, che possono detenere temporaneamente gli importi presi in prestito su un conto bancario e utilizzare debito a breve termine strumenti quali cambiali UE e linee di credito. Ciò darebbe alla Commissione maggiore flessibilità nella scelta della migliore opzione di prestito disponibile” sottolinea la Corte dei Conti.

I DUBBI SULLA GARANZIA

Tuttavia, la Corte dei Conti Ue osserva che “la legislazione riveduta non fornisce alcun dettaglio in merito alle disposizioni che ritengono necessarie, come un quadro di governance e procedure di gestione del rischio“.

La garanzia per questi prestiti – nota la Corte – sarebbe l’headroom (il “margine di manovra”) del bilancio dell’Ue, ovvero la differenza tra il massimale delle risorse proprie e le risorse proprie effettivamente utilizzate per finanziare il bilancio. Tale margine rappresenta attualmente una riserva per coprire ulteriori deflussi finanziari.

I RISCHI CORRELATI

“Se l’headroom del bilancio dell’Ue coprisse il rischio di mancato rimborso dei prestiti all’Ucraina, ciò significherebbe che i rischi correlati potrebbero avere un impatto sui bilanci futuri e sulle esigenze di pagamento”, avvertono i revisori. Al momento, conclude la Corte dei Conti europea, “non ci sono piani per aumentare di conseguenza l’entità dell’headroom”.

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