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Italia, Polonia e Ungheria sono avversari della Germania. Parola di German Foreign Policy

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Che cosa scrive il German Foreign Policy su quello che succede nell’Unione europea

Lo stimato sito www.german-foreign-policy, normalmente informatissimo sulla politica estera tedesca, presenta un articolo in prima pagina che a definire clamoroso è davvero poco.

Attraverso una fonte privilegiata tedesca, nell’articolo vengono espressi concetti che devono suonare come una sirena d’allarme per l’Italia e per tutti i Paesi dell’eurozona, soprattutto se periferici: Berlino per difendere l’euro – da cui trae enormi e spesso impropri ed asimmetrici vantaggi (come viene candidamente dichiarato nell’articolo) – è disposta a tutto, contro i paesi che sfidano la sopravvivenza della moneta unica.

Da una parte Berlino riconosce che l’euro è la vera ed unica fonte del suo attuale potere economico e dunque geostrategico (grazie ad enormi surplus commerciali, per altro impuniti lato EU); dall’altra parimenti dichiara la sua volontà di impedire la fine della moneta unica. Costi quel che costi.

In tale contesto gli sfidanti degli interessi teutonici in EU sono tre, in ordine cronologico: Polonia, Ungheria e soprattutto l’Italia gialloverde. L’ultimo è l’avversario più temibile, per la stazza ed il supporto interno ed esterno (ossia, anche per “qualcosa” che nemmeno lo stimato sito tedesco ha osato citare, la vicinanza storica di Roma a Washington). Va per altro notato come Roma oggi stia dando la stura al malcontento europeo contro i tedeschi, malessere che a ben vedere da anni serpeggia in tutta l’Unione.

Anche i dettagli dell’attivismo di matrice germanica per far cadere il governo gialloverde vengono candidamente dichiarati nel pezzo: nel dinamitare i gialloverdi è necessario “nascondere” Berlino e far fare il lavoro sporco ai cooptati EU se non direttamente alle istituzioni europee, siano essi – magari – Moscovici, Juncker o lo stesso Mario Draghi per la Bce.

Quello che il sito tedesco sopra citato vuole comunicare è che prima di tutto l’Ue tedesca è indirizzata verso il riarmo militare, verso un esercito Ue dove Berlino possa avere il comando come lineare conseguenza del suo potere economico, che poi è la carta geostrategica che oltre Gottardo si stanno giocando da almeno dieci anni. Effettivamente ad inizio 2019 c’è in programma un importante incontro pubblico di Macron a nome della Francia con la Germania: molti ritengono che in tale vertice di inizio anno prossimo verrà dichiarata la volontà francese di condividere la force de frappe con Berlino.

(estratto di un articolo pubblicato su www.qelsi.it; qui l’articolo integrale)

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