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Perché il taglietto della Fed di Powell non entusiasma Trump e Wall Street

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Che cosa ha deciso la Fed e quali sono state le reazioni alla Borsa di New York

 

La Federal Reserve ha tagliato i tassi d’interesse di 25 punti base, portandoli in una fascia dal 2 al 2,25%, scontentando così il presidente Usa Donald Trump che aveva invece chiesto una riduzione di 50 punti base.

Il mercato non ha gradito, infatti non appena è stato annunciata la decisione, il Dow Jones, che era invariato, è sceso dello 0,3% mentre l’euro ha perso lo 0,5% sul dollaro a 1,1112.

La Fed ha anche annunciato di avere terminato con due mesi di anticipo il suo piano di riduzione del bilancio, mossa che potrebbe essere propedeutica alla ripresa del Qe.

Al momento, il bilancio della Fed vale circa 3.800 miliardi; il suo valore massimo di 4.500 miliardi era stato raggiunto tra il 2015 e il 2016. Dopo l’ultima crisi finanziaria, la Fed aveva lanciato tre round di acquisti di bond ipotecari e titoli di Stato per sostenere l’economia.

A votare a favore del taglio dei tassi sono stati 8 membri su 10. I due no sono arrivati dalla presidente della Fed di Kansas City, Esther George, e della Fed di Boston, Eric Rosengren, che avrebbero voluto mantenere invariato il costo del denaro.

La Federal Reserve ha poi aperto a un possibile nuovo taglio, ribadendo che “agirà in modo appropriato per sostenere l’espansione, con un mercato del lavoro forte e un’inflazione vicina all’obiettivo simmetrico del 2%”.

Come in altre occasioni, la Banca centrale ha dichiarato, nel comunicato appena diffuso, che “continuerà a monitorare le implicazioni dei dati in arrivo per l’outlook economico”.

Gli esponenti del Comitato di politica monetaria della Fed (Fomc) hanno giustificato il taglio dei tassi con le “implicazioni degli sviluppi globali per le prospettive economiche e delle pressioni inflazionistiche ridotte”, ha affermato la nota del Fomc.

La Federal Reserve ha poi ribadito di aspettarsi che l’espansione “sostenuta” dell’attività economica continui con condizioni del mercato del lavoro “forti” e un’inflazione “vicina” al target pari a una crescita annuale del 2%. Tuttavia, “le incertezze per questo outlook restano”.

L’economia “sta crescendo a un tasso moderato”, secondo la Fed, che a maggio aveva invece parlato di “tasso solido”; “solido” resta il mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione è rimasto “basso” (a giugno al 3,7%); le aspettative di lungo termine sull’inflazione sono “cambiate di poco”.

Il taglio dei tassi annunciato oggi dalla Federal Reserve, il primo dal dicembre del 2008, è pensato per “proteggere l’economia americana da rischi negativi dati da una crescita mondiale debole e dall’incertezza data dalla politica commerciale”, ha detto Jerome Powell, il presidente della Banca centrale americana.

Aprendo la conferenza stampa, Powell ha affermato che l’outlook statunitense resta “favorevole”, aggiungendo che il ritorno della crescita dell’inflazione americana al target pari a un 2% annuo potrebbe ritardare in quanto “le pressioni deflattive globali persistono”.

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