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Perché Trump ha lanciato attacchi aerei contro l’Isis in Nigeria

Nella notte di Natale il presidente Donald Trump ha comunicato che gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi aerei in alcune aree Nordoccidentali della Nigeria contro i miliziani dello Stato islamico, accusati di aver compiuto attacchi mortali contro le comunità cristiane. Il report e l'analisi di Francesco D'Arrigo.

Negli ultimi anni, la Nigeria é stata teatro di un’intensa attività da parte di gruppi affiliati all’Isis, con ripetuti attacchi a villaggi e comunità religiose cristiane, compiendo atroci massacri che hanno reso la regione un obiettivo strategico della politica antiterrorismo dell’Amministrazione Trump.

Come previsto tra gli scenari del libro “Minacce Ibride” – Paesi Edizioni e nell’approfondimento pubblicato lo scorso 26 novembre su Start Magazine (Nigeria, la strage dimenticata dei cristiani e i piani di guerra statunitensi), nella notte di Natale il presidente Donald Trump ha dato l’ordine alla US Navy di lanciare molteplici attacchi aerei in alcune aree a Nord-Ovest della Nigeria contro i miliziani jihadisti dello Stato islamico, accusati di aver compiuto stragi contro le comunità cristiane.

Gli attacchi sono stati decisi a seguito dell’ultimatum diffuso dal presidente Trump all’inizio di novembre, in cui minacciava di intraprendere azioni militari contro gli elementi dell’Isis operanti in Nigeria, se i massacri di cristiani non fossero cessati.

          Ultimatum del Presidente Donald Trump

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nello stesso periodo, il Segretario alla Guerra Pete Hegseth aveva dichiarato che il Pentagono si stava preparando a un’eventuale azione militare nella regione del Sahel.

In un post pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social nel pomeriggio del giorno di Natale, il presidente Trump ha affermato che gli attacchi sono stati autorizzati dopo che i miliziani affiliati all’Isis hanno continuato a massacrare civili inermi, principalmente cristiani, nonostante il suo ultimatum emesso in autunno. Come si legge in quel post, il presidente degli Stati Uniti aveva minacciato che avrebbe annientato “Guns-a-Blazin” (a suon di armi spianate) i terroristi che avrebbero continuato a commettere atrocità contro i cristiani.

Il presidente Trump ha definito l’operazione decisiva e ha avvertito che ulteriori attacchi continueranno se la violenza contro i cristiani non si fermerà. Inoltre, ha affermato che l’operazione è stata effettuata lanciando molteplici attacchi di precisione e ha sottolineato che sotto la sua guida gli Stati Uniti non permetteranno al terrorismo islamico radicale di prosperare. Ha elogiato le Forze armate statunitensi per aver portato a termine la missione e ha inquadrato gli attacchi come una risposta alle persecuzioni e ai continui massacri di civili cristiani innocenti.

Post del presidente Trump sull’attacco di Natale contro Isis

Operazioni di questo tipo fungono da messaggio di hard power nella nuova rivalità globale e ricevono certamente il supporto della maggioranza dei membri del Congresso e di molti attori americani: dai falchi della difesa che vogliono ripristinare il dominio globale degli Stati Uniti; dal settore energetico e industriale per ripristinare investimenti sicuri, rotte petrolifere, materie prime strategiche; dalle Agenzie di intelligence e sicurezza nazionale, per operazioni antiterrorismo e neutralizzazione delle roccaforti jihadiste.

Questo attacco militare in Nigeria non contraddice la narrativa di “pace” del presidente Trump anzi, si adatta perfettamente al suo modello di punizione dei nemici e di accordi con i principali rivali. Con questi raid aerei, senza l’impiego di forze terrestri (boots on the ground) il presidente Trump non risolverà certamente i fattori scatenanti dei conflitti nella regione – tra cui l’escalation del terrorismo, le pressioni sulla sicurezza energetica, la competizione tra grandi potenze nell’Africa occidentale e gli ancestrali conflitti interni – ma onora degli impegni elettorali presi con i programmi Project 2025, MAGA e Trump 47.

Infatti, sebbene dopo i raid i funzionari del Pentagono non hanno rilasciato dettagli sulle vittime o sugli obiettivi specifici, il Segretario del Dipartimento della Guerra, Pete Hegseth, ha pubblicato un post dove ha ribadito che le uccisioni di cristiani innocenti devono cessare in Nigeria (e dappertutto) perché il Dipartimento della Guerra é sempre pronto a colpire, come ha scoperto stanotte l’Isis – a Natale.  Ha ringraziato il governo nigeriano per la collaborazione e annunciato ulteriori attacchi… e ha chiuso il suo comunicato con un “Merry Christmas!” indirizzato ai miliziani dell’Isis bombardati, connotando l’attacco nel contesto “messianico” religioso caro al movimento MAGA.

Auguri di “buon Natale” (ai miliziani dell’Isis bombardati?) del Segretario della Guerra Pete Hegseth
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