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Perché il Congresso Usa incalzerà Facebook, Apple, Amazon e Google

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L’audizione al Congresso segnerà un passo significativo nell’indagine della sottocommissione antitrust che sta indagando su diversi presunti abusi da parte di Facebook, Apple, Amazon e Google

È tutto pronto per la testimonianza davanti al Congresso Usa dei numeri uno dei quattro colossi della tecnologia Facebook, Apple, Amazon e Google.

Entro la fine del mese saranno chiamati a difendersi dalle accuse di concentrazione di potere delle loro aziende da parte di Democratici e Repubblicani che li dipingono sempre più come monopolisti, supportati anche dall’ampia indagine Antitrust avviata nei loro confronti.

Ad anticipare l’evento era stata la giornalista Kara Swisher, secondo quanto riporta The Verge, prima che un portavoce dell’Assemblea Usa confermasse al New York Times l’impegno che vedrà presenti Tim Cook di Apple, Mark Zuckerberg di Facebook, Sundar Pichai di Google e Jeff Bezos di Amazon.

TESTIMONIANZA FISSATA PER IL 27 LUGLIO

Secondo quanto scrivono Scott Rosenberg e Margaret Harding McGill di Axios, la testimonianza ‘virtuale’ di fronte al Congresso dovrebbe essere stata fissata il prossimo 27 luglio. La notizia dell’audizione di luglio “segna un passo significativo nell’indagine della sottocommissione antitrust della Camera, che sta indagando su diversi presunti abusi da parte di ciascuna delle quattro società. Per Google, la discussione si è incentrata sul controllo del mercato pubblicitario, ma per Facebook l’attenzione è sulle acquisizioni. Le politiche dell’App Store di Apple e il trattamento di Amazon da parte di venditori di terze parti” sono invece tra gli altri punti dolenti secondo The Verge.

SONOS, TILE E BASECAMP GIA’ ASCOLTATE IN PROCEDIMENTI ANALOGHI

“L’indagine antitrust del comitato giudiziario della Camera è stata annunciata per la prima volta nel giugno 2019. Lo scorso settembre sono state presentate le richieste formali di documenti alle grandi aziende tecnologiche. Il comitato del Congresso ha già ospitato una serie di panel con aziende più piccole come Sonos, Tile e Basecamp, durante le quali queste società sarebbero state danneggiate dalle pratiche monopolistiche delle grandi società tecnologiche”, evidenzia ancora The Verge mentre il NYT ammette che il comitato si sta avvicinando alla fine delle indagini.

LA PRIMA VOLTA DI BEZOS

Tim Cook, Mark Zuckerberg e Sundar Pichai hanno già testimoniato davanti al Congresso, ma sarà la prima volta per Jeff Bezos di Amazon. Zuckerberg si presentò davanti alle commissioni sia della Camera che del Senato per difendere Facebook sulla scia dello scandalo sulla privacy dei dati di Cambridge Analytica e delle domande sul suo ruolo nelle elezioni del 2016 ad aprile 2018. Pichai testimoniò nel dicembre 2018 sulle accuse contro Google da parte dei Repubblicani. Cook venne chiamato per parlare di tasse aziendali al Senato nel 2013.

L’importanza di questo round, sottolinea Axios, è proprio la presenza “storica” di tutti i leader dell’industria tecnologica: “Questo quartetto di CEO non ha mai condiviso un palcoscenico e grazie alla pandemia è improbabile che lo faranno quando risponderanno alle domande dei membri del Comitato antitrust”. E proprio il mezzo stesso utilizzato per l’appuntamento, cioè la modalità in videoconferenza “è un segnale di quanto profondamente l’industria tecnologica abbia rimodellato la vita pubblica”, si osserva su Axios.

MICROSOFT NON C’E’ PIU’

“Il formato per l’udienza tecnica non è ancora stato definito, secondo diverse fonti, ma lo scenario più probabile al momento è la testimonianza di tutti e quattro i CEO dello stesso panel, piuttosto che uno dopo l’altro”, si legge su Axios che nota come Microsoft, 20 anni fa al centro dell’attenzione delle autorità, questa volta non sia oggetto delle indagini. “Questo è un segno del successo che Microsoft ha avuto negli ultimi giorni nel trovare un accordo con le autorità di regolamentazione e con il pubblico, un’indicazione che l’azienda non è più la forza dominante di una volta – o, molto probabilmente, un po’ di entrambe le cose”, hanno concluso Rosenberg e Harding McGill di Axios.

LE ALTRE QUESTIONI SUL TAVOLO

Oltre all’indagine antitrust, è probabile che il comitato affronti altre importanti questioni con le aziende, come i discorsi di odio su Facebook e la divisione YouTube di Google, nonché il trattamento di Amazon nei confronti dei magazzinieri, osserva il New York Times.

BIG TECH VS FTC E DOJ

L’indagine antitrust del comitato giudiziario non è l’unica battaglia normativa che Big Tech sta affrontando attualmente negli Stati Uniti. La Federal Trade Commission ha annunciato un’indagine sulle acquisizioni effettuate dalle grandi società tecnologiche, e anche il Dipartimento di Giustizia (DoJ) e 50 avvocati generali di Stati e territori statunitensi stanno conducendo indagini antitrust, ricorda The Verge.

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