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Perché il 2020 è stato (purtroppo) l’anno della Cina

Draghi Maggioranza

Chi ha vinto e chi ha perso nel 2020. Il Cameo di Riccardo Ruggeri 

Il 2020 è stato un anno insipido per l’Occidente. Per dirla con Giacomo Leopardi “il presente è piccolo e insipido per natura a tutti gli uomini”. La Treccani lo liquida così: “Insipido, di cosa detta o fatta senza vivacità d’intelligenza, d’immaginazione e di spirito, scialba …” E ancora: “Di persona priva di personalità o di caratteri individuali che le conferiscano un’attrattiva”.

Per la Cina di Xi Jinping invece è stato un anno entusiasmante e decisivo per la sua strategia dichiarata: impossessarsi del mondo, rifiutando la guerra, in realtà comprandosela con il loro mercato interno. Sarà il primo esempio nella storia dell’umanità: niente spade, baionette, missili, niente feriti o morti, ma fatture e prestiti usurai: Ceo capitalism in purezza. Con questa scelta di “no guerra, sì business” si è già conquistata l’insipida Europa, e le sue insipide leadership neppure se ne sono accorte, siamo diventati Uiguri a nostra insaputa.

E’ stato l’anno del Virus di Wuhan. Sia chiaro un virus naturale, non figlio di laboratori di qualche Triade cinese legata al Partito, come sostengono i complottisti nostrani. Scoperto nell’autunno 2019, tenuto segreto all’Oms per il tempo necessario a Xi (questo sì è stato un atto criminale, da nuova Norimberga, seppur in contumacia) di mettere a punto una strategia (geniale) di sanificazione radicale di Wuhan, con l’obiettivo: contagi zero. A maggio l’obiettivo era stato raggiunto, sconosciuto il prezzo pagato in vite umane, irrilevante per una dittatura criminale come quella. Nel frattempo il Virus si era diffuso nel mondo e l’Occidente l’avrebbe combattuto con la ridicola e fallimentare strategia del “chiudi-apri in attesa del vaccino”. E non con quella seria suggerita da Anthony Fauci. La Cina ha preso un grande vantaggio competitivo, l’Occidente Spa ora è un’azienda tecnicamente fallita. Reagirà? La bottegaia Europa dei piagnucolanti Angela e Emmanuel certamente no, dovremo sperare nell’America di Joe Biden. Pensa te, direbbero i colti.

Come dice Maria, personaggio del romanzo Maria e l’Ingegnere, in realtà siamo già nel 2025 mentre noi ci comportiamo come fossimo ancora nel 2020. Sapremo almeno rincorrere il futuro che a nostra insaputa ci ha sopravanzato, si chiede Maria? Le leadership europee, tutte, hanno dimostrato di essere insipide (in Toscana si dice “sciocche”), di fronte ai problemi giochicchiano con le loro chiacchiere infinite. Incipriati dalla testa ai piedi, come impone il loro politicamente corretto salottiero, mi auguro che almeno si aggrappino a Joe Biden. Curioso. In America lo giudicano insipido ma rispetto alle leadership europee pare la mitica Statua di sale.

Che Dio ce la mandi buona.

Zafferano.news

 

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