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Perché Giuliano Ferrara giustizia Antonio Tajani?…

Il fondatore del Foglio, Giuliano Ferrara, sfotticchia Meloni e Tajani per il parossistico assedio dell’Italia alla Svizzera per la tragedia di Capodanno. I Graffi di Damato

Cavalcato da Giuliano Ferrara sul Foglio nel solito colore rosso, l’elefantino ha caricato sugli assedianti italiani della Svizzera. Che, guidati dalla premier Giorgia Meloni in persona, col supporto del vice presidente, forzista e garantista, del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, contestano le indagini sulla tragedia, anzi sulla strage -chiamiamola pure col nome che merita- di Capodanno a Crans-Montana. Dove sono morti bruciati o intossicati troppi ragazzi, anche italiani, in una trappola, più che in un locale di festa.

Sin dalle prime battute della tragedia del fuoco e di quella successiva, televisiva e di carta, si avvertì il rischio dell’apertura parossistica di un’altra guerra in Europa, non bastando quella d’Ucraina in corso da quasi quattro anni.

Il Papa si è fortunatamente sottratto alla tentazione di rimandare in patria le sue note e michelangiolesche guardie svizzere per fare giustizia spiccia, anche contro gli inquirenti avvertiti subito come inadeguati. O persino complici per le modeste cauzioni fissate per la liberazione dei proprietari e gestori del locale così mal protetto dal rischio d’incendio. Ma poco è mancato che il governo italiano spedisse in Svizzera le sue squadre.

Stiano parlando, signori, della Svizzera, della neutrale e democratica Svizzera, per cui non ha torto Giuliano Ferrara a parlare della nostra Italia, e dei poteri istituzionali in rivolta contro i vicini, di “un paese folle, costruito sulla gogna per i presunti colpevoli” e “sull’unità operativa e di carriera di chi accusa e di chi giudica“, con “l’abominio rigurgitante del carcere afflitto dalla piaga della custodia preventiva, e nel pieno di un referendum che si vuole riformatore della giustizia sommaria“. Un referendum alla cui campagna per il no rischiano di dare una mano, col loro assalto alla giustizia svizzera troppo garantista, i principali esponenti del governo. Compreso -ha sfottuto Ferrara scrivendo di Tajani- “il figlioccio di Silvio Berlusconi e di trent’anni di guerra intorno alle esondazioni della giustizia e al penalismo politico vendicativo”.

Trent’anni contati peraltro dal fondatore del Foglio con una certa approssimazione perché in realtà è da più di quarant’anni, dal caso di Enzo Tortora, che l’Italia vive la drammatica questione della sua giustizia.

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