In un contesto geopolitico segnato dal conflitto in Iran e dalla chiusura parziale dello Stretto di Hormuz, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni compie una visita a sorpresa di due giorni nel Golfo Persico, toccando Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar.
Come riportano all’unisono le fonti di Palazzo Chigi citate dalle agenzie, si tratta della prima missione di un leader di Ue, G20 e Nato nella regione dall’inizio delle ostilità.
La premier ha puntato a rafforzare le relazioni bilaterali, ribadire il sostegno italiano di fronte agli attacchi iraniani e, soprattutto, consolidare la sicurezza energetica nazionale, in un momento in cui il caro-energia rischia di aggravare le difficoltà dell’economia italiana.
Una “missione lampo” tra riservatezza e rischi di sicurezza
Giorgia Meloni è atterrata ieri a Gedda, in Arabia Saudita, per un blitz di due giorni che include tappe in Qatar ed Emirati Arabi Uniti.
Come scrive Il Sole 24 Ore, la visita è stata organizzata in appena quattro giorni e tenuta riservata per ragioni di sicurezza, al punto che nemmeno i ministri ne erano informati fino all’ultimo.
L’intelligence aveva sconsigliato la trasferta in zona di guerra, tanto che la tappa in Kuwait è saltata per motivi di sicurezza legati alla minaccia dei droni iraniani.
La premier ha viaggiato con un volo schermato dal tracciamento online e ha concesso una sola intervista al Tg1 al suo arrivo.
Rafforzare le relazioni e ribadire il sostegno italiano
L’obiettivo dichiarato, come scrivono Bloomberg e Reuters, è duplice: “rafforzare le relazioni” con Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti e “ribadire il sostegno dell’Italia di fronte agli attacchi iraniani”, consolidando un “partenariato strategico sempre più solido”.
Fonti di Palazzo Chigi, citate da Il Giornale, sottolineano che l’Italia già aiuta questi Paesi a difendersi, inviando anche sistemi di difesa aerea.
Meloni ha voluto portare di persona un messaggio di solidarietà a “Paesi amici” che sono “strategici per i nostri interessi” e ospitano decine di migliaia di italiani.
Come riporta Euronews, la missione mira anche a discutere di sicurezza energetica con i principali leader della regione, in un quadro in cui l’Italia ha mantenuto aperti i canali diplomatici con l’Iran, chiedendo il cessate il fuoco prima di ogni altra iniziativa.
La sicurezza energetica nazionale al centro della missione
Il Golfo rappresenta “una fonte cruciale di petrolio e gas per l’Italia” e “ha un ruolo determinante nell’andamento dei prezzi energetici globali”, ripetono all’unisono le fonti di Palazzo Chigi rilanciate da Reuters.
Meloni stessa, nell’intervista al Tg1 citata da TgCom24, ha spiegato: “Io ero già stata in Algeria per garantire il gas, oggi sono nel Golfo per discutere soprattutto del petrolio: da queste nazioni proviene circa il 15% del petrolio che è necessario per l’Italia”.
La missione punta a intensificare i flussi energetici, garantire gli investimenti Eni (con l’amministratore delegato Claudio Descalzi coinvolto nell’organizzazione, come rivela il Corriere della Sera) e assicurare approvvigionamenti a tutela degli interessi nazionali.
Come scrive la Repubblica, da questa regione arriva il 15% del petrolio e il 10% del gas destinati all’Italia. Non esiste al momento una “situazione di emergenza”, ma Meloni intende premunirsi prima che il conflitto si protragga.
Le preoccupazioni economiche
Le tensioni internazionali hanno già prodotto effetti concreti. Come rileva Bloomberg, lo choc energetico causato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz – snodo per un quinto del petrolio mondiale – ha fatto lievitare i prezzi di gas e petrolio. Standard & Poor’s ha tagliato le previsioni di crescita italiane e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, citato dal Corriere della Sera, non ha escluso di invocare le “circostanze eccezionali” per sforare il tetto del disavanzo.
Lo stesso Giorgetti ha definito la situazione “oggettivamente preoccupante per l’economia”. Proprio venerdì il governo ha prorogato il taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio, impegnando 500 milioni di euro aggiuntivi.
Meloni ha ammesso “effetti concreti negativi sull’energia e sull’economia italiana” e ha garantito che l’esecutivo interverrà “con tutti gli strumenti possibili per proteggere le famiglie e le imprese”.
Distanza da Trump e difesa degli interessi nazionali
La visita assume anche un significato geopolitico nei rapporti con gli alleati.
Come emerge dall’intervista al Tg1, Meloni ha preso le distanze da alcune posizioni di Trump: “Sul piano geopolitico l’Europa non ha molto da guadagnare da una divaricazione con gli Stati Uniti, però il nostro lavoro è soprattutto quello di difendere i nostri interessi nazionali e quando non siamo d’accordo dobbiamo dirlo. E stavolta noi non siamo d’accordo”.
La premier ha criticato implicitamente l’approccio americano alla sicurezza di Hormuz e ha ribadito la coerenza dell’Italia, che aveva già limitato l’uso della base di Sigonella “fuori dai protocolli Nato”. Come nota la Repubblica, Meloni si è mossa in autonomia, senza avvisare i partner Ue, perché “nella situazione attuale ciascuna nazione cerca di preservare le proprie riserve energetiche”.







