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Perché è ancora attuale la bussola di Craxi in politica estera

Le cerimonie commemorative ad Hammamet organizzate dalla Fondazione Craxi per l'anniversario della morte di Bettino Craxi. La nota di Sacchi

Bettino Craxi, 26 anni dopo. Da ieri, per l’anniversario della morte in esilio in Tunisia il 19 gennaio 2000, le cerimonie commemorative a Hammamet della Fondazione Craxi, istituita da Stefania Craxi. Oggi è attesa la visita per il governo del ministro della Difesa, cofondatore di FdI, Guido Crosetto. Che si unirà alla comunità italiana e ai cittadini tunisini insieme a molte persone giunte dall’Italia per l’omaggio alla tomba dell’ex premier e leader del Psi nel cimitero cristiano, di fronte al mare, all’ombra della Medina. Qui Craxi scelse di essere sepolto perché, come recita la scritta da lui dettata, “la mia libertà equivale alla mia vita”. Accanto a Crosetto, ci saranno parlamentari della maggioranza di centrodestra, come Alessandro Battilocchio, responsabile dell’ufficio elettorale di FI, che l’altro ieri, come sempre, ha commemorato Craxi nell’Aula di Montecitorio, ricordando “il grande statista che ha servito il nostro Paese”. La libertà, la battaglia a difesa dei popoli oppressi, da quello venezuelano a quello iraniano, sono la bussola guida delle cerimonie commemorative di Craxi e del suo pensiero “più che mai attuale”. Lo ricorda la figlia Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia, presidente della Commissione Esteri e Difesa di Palazzo Madama, in un video su Facebook con le immagini del padre che arringa le piazze gremite del Garofano rosso, quelle con i leader internazionali, ma soprattutto le immagini in cui è a fianco dei popoli oppressi, dei dissidenti, che sostenne sempre.

“Craxi, un leader che ha ridato ruolo e orgoglio alla sua patria”, è il titolo del video. Esordisce Stefania: “A 26 anni dalla scomparsa, Bettino Craxi parla ancora al nostro tempo. In un mondo attraversato da vecchie e nuove tensioni e da logiche ed equilibri che cambiano rapidamente resta attuale la sua idea di un’Italia ed un’Europa protagoniste degli scenari globali”. Sottolinea: “Ma soprattutto resta viva la sua vicinanza, il suo impegno verso i popoli oppressi, verso chi lotta per la libertà e il più fondamentale dei diritti, il diritto alla vita. E proprio nei momenti di crisi, quando tutto può apparire confuso, questa è l’unica vera bussola del nostro agire”. Una bussola valida, prosegue la senatrice azzurra, “specie quando le istituzioni sovranazionali sono ormai incapaci di dare risposte a chi soffre, a chi è oppresso dai regimi totalitari, che fanno straccio di ogni diritto e libertà e persino della ragione”. Poi, l’invito a seguire “l’esempio di Craxi” perché “abbiamo il dovere morale e politico di sostenere quanti si battono per la libertà e chiedono dignità, dal Sud America al Medio Oriente, dal popolo venezuelano a quello iraniano”.
“Hammamet, in gennaio, ha un suono particolare. È un luogo dove la luce del Mediterraneo sembra farsi più lenta, più profonda. Ogni anno, in questi stessi giorni, chi arriva dall’Italia riconosce nei vicoli della Medina e nel vento del mare la stessa atmosfera che ha accompagnato gli ultimi anni di Bettino Craxi”, scrive in una nota la Fondazione Craxi Ets.

Il cuore delle celebrazioni sarà oggi 17 gennaio. Nella tarda mattinata, la comunità italiana e tunisina, con quanti sono giunti dall’Italia, si ritroverà nel piccolo cimitero cristiano di Hammamet. “È un luogo silenzioso e raccolto, adagiato ai piedi della Medina, dove ogni anno si rinnova un gesto semplice e solenne: ricordare Craxi nel punto in cui ha scelto di riposare da uomo libero”,sottolinea la Fondazione. Terminata la cerimonia, il corteo si sposterà nella piazzetta adiacente al cimitero, affacciata verso il mare. Qui verrà svelata una nuova targa commemorativa: un marmo bianco, su cui sarà incisa una frase evocativa dello statista, “idealmente rivolta verso il mare, verso l’Italia, come un ponte che unisce due sponde del Mediterraneo e due storie che continuano a dialogare”. In serata all’Hotel Bel Azur, alle 21.30, sarà proiettato, in anteprima internazionale, il docufilm “Bettino oltre Craxi. Storia di un uomo”. “L’opera – spiega la Fondazione Craxi – restituisce un’immagine intima di Bettino Craxi attraverso una narrazione introspettiva costruita con materiali d’archivio – alcuni dei quali inediti – e con nuove testimonianze di personalità del mondo della cultura, dell’arte e della televisione che lo hanno conosciuto anche al di fuori degli ambiti politici e istituzionali”. Sulla stele commemorativa che verrà disvelata oggi nel piazzale antistante il cimitero cristiano di Hammamet, Nicola Carnovale, direttore generale della Fondazione Craxi, osserva: “È un gesto semplice, ma carico di significato, la stele vuole rappresentare molto più di un segno della memoria: è il simbolo del legame profondo che unisce Bettino Craxi alla Tunisia, la terra che scelse, che lo accolse e in cui visse gli ultimi anni della sua vita, i più intimi e complessi”. Per questo, la Fondazione Craxi ha deciso “di incidere una sua frase capace di restituire con immediatezza l’essenza di quel periodo”, spiega Carnovale.

Alla cerimonia sarà presente una numerosa delegazione giunta dall’Italia, tra cui molti giovani, insieme alla comunita’ italiana residente in Tunisia e a cittadini tunisini. Confermata anche la presenza istituzionale del governo italiano, quest’anno rappresentato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto. “In un momento segnato da conflitti, oppressioni e fragilità, questa ricorrenza assume un valore particolare. Il ricordo di un uomo che seppe sostenere dissidenti e persone impegnate nella difesa della libertà resta oggi di grande attualità , mentre molti popoli affrontano nuove forme di ingiustizia e repressione. Quella stele non parlerà solo di un passato da custodire, ma di un’eredita’ umana e politica che continua a interrogare e a ispirare”, conclude il direttore generale della Fondazione Craxi.

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