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Perché Amazon, Facebook e Google ruzzolano a Wall Street

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Che cosa è successo ieri alle azioni di Amazon, Alphabet (Google) e Facebook.

Le azioni dei colossi digitali americani chiudono la giornata in perdita a Wall Street in seguito all’annuncio di una serie di indagini dell’Antitrust. Al Dipartimento di Giustizia farà capo il dossier Google, mentre alla Federal Trade Commission spetterà il diritto di esaminare come le pratiche di Facebook e di Amazon hanno effetto sulla concorrenza digitale.

Ecco il succo della giornata di ieri per i principali colossi americani con Amazon, Google e Facebook, Vediamo tutti i dettagli.

CHE COSA E’ SUCCESSO A WALL STREET

L’indice Nasdaq è scivolato anche ieri, flirtando con una correzione del 10% dai record raggiunti a maggio. Tra i più colpiti, Facebook ha ceduto circa l’8% e Alphabet (che controlla Google) quasi il 7 per cento. Amazon ha perso circa il 5 per cento. Numerosi titoli di Silicon Valley avevano finora guadagnato significativo terreno da inizio anno, nonostante le ombre sull’economia globale e le tensioni commerciali con la Cina.

ECCO I MOTIVI DEL TONFO

Perché i titoli di Amazon, Google e Facebook barcollano? Ecco spiegato il motivo. L’antitrust americano sta stringendo l’assedio ai colossi dell’hi-tech: possibili indagini sul re dei social network Facebook saranno guidate dalla Federal Trade Commission, mentre il Dipartimento della Giustizia avrà la leadership in inchieste sul colosso di Internet e dei motori di ricerca Google di Alphabet. È questa la suddivisione dei compiti – o meglio della giurisdizione – che è stata formalizzata in queste ore dalle due principali authority americane impegnate nella difesa della concorrenza. “E che vuole raccogliere la sfida di creare una più efficace supervisione dei protagonisti dell’economia digitale dopo anni di polemiche e scandali su rischi non solo di abusi e violazione della privacy ma anche della nascita di nuovi monopoli”, ha scritto il Sole 24 Ore.

CHE COSA SUCCEDE A FACEBOOK

Intanto Facebook ha incassato il secondo colpo negativo da parte di un giudice. Dopo che un magistrato del Delaware aveva ordinato all’azienda di dare agli azionisti le email e altri documenti interni su come viene gestita la privacy da parte del colosso dei social network, adesso è la volta del giudice che dà disco verde alla causa portata avanti dal procuratore generale del Distretto di Columbia, dove ha sede la capitale americana Washington, dà conto il Corriere delle Comunicazioni: “Il giudice Fern Flanagan Saddler ha infatti firmato l’ordine che rigetta la mozione presentata da Facebook per la dismissione della causa. La città-capitale degli Usa a dicembre aveva avviato un procedimento legale contro Facebook accusandolo di aver ingannato i suoi utenti perché già sapeva da due anni della breccia con la condivisione non prevista dei dati di 87 milioni di utenti con Cambridge Analytica prima di renderla pubblica, e questo aveva che aveva consentito i produttori terze parti di app di avere accesso ai dati di questi utenti senza il loro consenso”.

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