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Chi sono le vittime dello spyware Pegasus in Polonia

Pegasus

I ricercatori di Citizen Lab hanno detto che in Polonia l’avvocato-oppositore Roman Giertych e il procuratore Ewa Wrzosek sono stati vittime del software Pegasus. L’articolo di Giuseppe Gagliano

 

I ricercatori del gruppo di controllo Citizen Lab, con sede a Toronto, hanno detto lunedì sera che Roman Giertych, un importante avvocato legato all’opposizione politica della Polonia, e il procuratore Ewa Wrzosek erano caduti vittime del software Pegasus, descrivendo in dettaglio come i loro telefoni sono stati hackerati per sorvegliare la loro attività.

Il governo polacco ha negato di aver preso di mira i due per scopi politici. “Qualsiasi suggerimento che i servizi polacchi utilizzino metodi operativi spiare candidati politici è falso”, ha affermato Stanisław Żaryn, portavoce del ministero dei servizi speciali polacco.

Ma i critici del governo nazionalista polacco martedì hanno respinto quella risposta, accusando il governo di essere dietro gli attacchi.

Non è il primo caso in cui Pegasus è stato trovato usato contro figure dell’opposizione in Europa. Un’indagine chiamata Pegasus Project quest’estate ha rilevato che il software è stato utilizzato in più di 50 paesi su membri della società civile, politici, avvocati, giornalisti e altri.

Francia, Spagna e Ungheria erano tra i paesi in cui i giornalisti erano stati presi di mira. Nel caso dell’Ungheria, i ricercatori hanno collegato l’uso di Pegasus al governo del primo ministro Viktor Orbán. Sulla scia delle relazioni, la commissione per le libertà civili del Parlamento europeo ha tenuto audizioni e ha invitato la Commissione a mettersi in gioco e limitare l’uso di spyware, anche da parte dei governi membri.

Il software Pegasus al centro dello scandalo è un potente malware sviluppato dalla società israeliana NSO Group che viene venduto principalmente a enti governativi. Il malware utilizza debolezze di sicurezza note o sconosciute nei dispositivi [come gli smartphone] degli obiettivi, per accedervi. Dopo aver ottenuto il controllo di un tale dispositivo, è possibile sfogliare i file locali, le foto, accendere il microfono.

Ma le rivelazioni dalla Polonia questa settimana e dall’Ungheria quest’estate pongono in rilevante problema per l’UE.Tuttavia l’UE non ha l’autorità di decidere in che modo i paesi membri gestiscono la loro sicurezza interna, il che ha impedito l’azione contro le pratiche di sorveglianza pervasive in passato.

Il primo ministro lussemburghese Xavier Bettel in ottobre ha suggerito che avrebbe tollerato l’uso di Pegasus da parte del suo governo per motivi di sicurezza statale. A novembre la MIT Technology Review ha riferito che il governo francese era in trattative per acquistare il software. Ma naturalmente Parigi ha negato.

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