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Papa Francesco spoglia Parolin, Gentiloni strattona Conte, i rimpasti di Bettini e la trumpata di Biden

di

arnese

Fatti, nomi, numeri, curiosità e polemiche. I tweet di Michele Arnese, direttore di Start, non solo su Papa Francesco, Gentiloni, Renzi e Bettini

 

OBBLIGHIAMOCI

 

LA VARIANTE LOGICA

 

LA TRUMPATA DI BIDEN

 

PAPA BERGOGLIO SPOGLIA PAROLIN

 

SPALIAMO?

 

SUSSURRIAMO?

 

PRESSIAMO?

 

NUMERI VIRALI

 

ORDINE SPARSO

 

UN FISICO BESTIALE

 

QUISQUILIE E PINZELLACCHERE

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SINTESI INTERVISTA DEL CORSERA A GALANTINO SU FINANZE VATICANE

“Con questo atto il Papa ha voluto portare a compimento una delle riforme della Curia romana che più gli stava a cuore, e invocata da più parti, la razionalizzazione del comparto amministrativo-finanziario della Santa Sede. Di sicuro, la vicenda dell’investimento sull’immobile di Londra ha reso più urgente un cammino che però viene da lontano”. Così monsignor Nunzio Galantino, presidente dell’Apsa, in una intervista a la Repubblica.

“All’Apsa – spiega il prelato – viene riconosciuto il ruolo di unica istituzione abilitata, nella Santa Sede, a gestire e amministrare il patrimonio mobiliare e immobiliare. L’Apsa è sottoposta a stringenti controlli interni ed esterni. Il più immediato è esercitato dalla Segreteria per l’Economia. La Segreteria di Stato smette di farlo. Agirà con un suo budget, come tutti gli altri Dicasteri”.

La Segreteria di Stato ha abusato dei soldi dell’Obolo di San Pietro? “Questo Motu proprio non nasce per raddrizzare storture vere o presunte della Segreteria di Stato. Di sicuro vi sono parti che riguardano la Segreteria di Stato, ma il testo ha un obiettivo molto più ambizioso. I fedeli hanno il diritto di sapere come vengono gestite le risorse a noi affidate. E noi abbiamo l’obbligo di farlo con trasparenza”. “Non solo nella Chiesa, ma ovunque – dice ancora – si dice che tutti vogliono le riforme ma guai a chi vi mette seriamente mano. Non conosco i rapporti del cardinale Pell con la Segreteria di Stato o con altri organismi vaticani. Ero da tutt’altra parte in quei tempi. Il Papa con questo documento ci ha indicato percorsi e tempi certi di attuazione. Non c’è spazio per fare melina”.

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LANCIO AGI SU INTERVISTA DI GENTILONI

“Procedure straordinarie e corsie preferenziali” per accelerare sul Recovery Fund: è la richiesta avanzata dal commissario europeo per gli Affari Economici, Paolo Gentiloni, in un’intervista a Repubblica. “La distribuzione dei vaccini anti-Covid 19 ed il Recovery Fund sono una grande occasione per rilanciare l’Europa dopo la pandemia ma per garantire il successo del Recovery Plan l’Italia deve introdurre procedure straordinarie con leggi capaci di accelerare gli investimenti”, ha detto l’ex premier.

“Ciò che sta avvenendo è emozionante”, ha sottolineato Gentiloni parlando dell’avvio campagna di vaccinazione nei 27 Paesi dell’Ue. “All’inizio dello scorso marzo lavorammo per molti giorni con la Commissione per eliminare divieti di esportazione di ventilatori da alcuni Paesi Ue verso altri tra cui l’Italia”, ha ricordato Gentiloni, “il punto di partenza nella reazione alla pandemia fu una totale mancanza di solidarietà.

A dieci mesi da allora abbiamo l’Ue che negozia, per tutti i 27 partner, con le case farmaceutiche e che, avendo opzionato 1,6 miliardi di dosi, è il maggiore protagonista di operazioni co-vax con i Paesi più poveri, e aiuterà subito le vaccinazioni nei paesi vicini, dai Balcani all’Africa del Nord. C’è una ritrovata solidarietà europea ed un ruolo di primo piano sul piano globale. L’Europa è, coralmente, protagonista della reazione alla pandemia sul fronte della salute collettiva”.

“Il Recovery Fund”, ha sottolineato Gentiloni, “nasce dalla scelta di non rispondere alla crisi con l’austerità. Kristalina Georgieva, direttore esecutivo del Fmi, ha invitato i Paesi a spendere ‘ciò che possono’, l’Ue ha risposto con politiche espansive e di supporto inclusa la decisione, senza precedenti, di emettere debito comune per obiettivi comuni. è una svolta storica ma deve funzionare rendendo le nostre economie più verdi, inclusive e competitive. Perché è dal successo di questa decisione – che associa alla politica monetaria comune un embrione di politica economica comune – che dipende la sua replicabilità”.

Sui ritardi dell’Italia sul Recovery Plan, Gentiloni ha spiegato di non essere preoccupato dalle “scadenze di queste settimane, rispetto alle quali non c’è un particolare ritardo italiano”. “Piuttosto”, ha aggiunto, “penso alla seconda metà del 2021 e nel 2022, va evitato il rischio di mancare un appuntamento storico. Qualità del piano e sua attuazione sono sfide che potrebbero diventare molto difficili”.

“Vista l’esperienza che abbiamo in Paesi come Italia e Spagna sulla difficoltà dell’assorbimento delle risorse europee si tratta di una sfida enorme perchè questi fondi vanno impegnati entro il 2023 e spesi entro il 2026”, ha sottolineato l’ex premier. “Servono quindi procedure straordinarie e corsie preferenziali, ovvero uno sforzo straordinario. Non possiamo definire ‘senza precedenti” il Recovery Fund e poi non prendere decisioni conseguenti sulle procedure ordinarie”.

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