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Come sarà il nuovo governo (anti Wilders) in Olanda

“Governo di collaborazione” senza maggioranza, ma con un programma pro Ue, in Olanda. Estratto dal Mattinale Europeo

ECCO IL NUOVO GOVERNO IN OLANDA

Rob Jetten (nella foto), il giovane leader dei D66 destinato a diventare il prossimo primo ministro nei Paesi Bassi, venerdì ha presentato il programma della coalizione che formerà un governo di minoranza, con ogni probabilità nel corso di questo mese. “Lo definirei un ‘governo di collaborazione’. Mettiamo insieme le nostre forze dentro e fuori il parlamento, con le organizzazioni sociali, l’industria e tutti coloro che vivono qui”, ha detto Jetten, ricordando che “la gente si aspetta soluzioni”.

I PARTITI DELLA COALIZIONE

La coalizione tra il partito liberale di sinistra dei D66 di Jetten, quello liberal-conservatore VVD e i cristiano-democratici della CDA, sarà pro europea e centrista. Ma con 66 seggi su 150 nella Camera Bassa dovrà contare sulla collaborazione di altri partiti, con ogni probabilità l’alleanza tra laburisti e verdi.

IL PROGRAMMA DEL NUOVO ESECUTIVO IN OLANDA

Il governo uscente di Dick Schoof era stato dominato dall’ossessione migratoria di Geert Wilders, il leader del partito di estrema destra PVV che era diventato l’azionista di maggioranza della coalizione dopo le elezioni del 2023. Rob Jetten e i suoi alleati hanno scelto una direzione completamente diversa: pro europea e pragmatica, senza rinunciare alle tradizionali posizioni dei Paesi Bassi, uno degli Stati membri più “fugali” dell’Ue. Il programma della loro coalizione prevede di investire massicciamente nella difesa (19 miliardi di euro stanziati nei prossimi anni) e negli alloggi a prezzi accessibili (1 miliardo di euro l’anno a partire dal 2029).

COME CAMBIA LA FINANZA PUBBLICA

Sul fronte delle entrate, per finanziare l’aumento della spesa per la difesa il governo introdurrà un “contributo di libertà” sui redditi che dovrebbe consentire di raccogliere 3 miliardi di euro l’anno. Ci sarà un taglio dell’assistenza sanitaria e della previdenza sociale, tra cui la riduzione dell’indennità di disoccupazione da due a un anno. I piani del precedente governo di tagliare la spesa per l’istruzione saranno cancellati. L’immigrazione non è più il tema centrale del programma, anche se la coalizione promette fermezza nella gestione delle frontiere.

(Estratto dal Mattinale europeo)

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