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Oms pro Speranza, pagella Ue dei vaccini, Colao non picchia Huawei, le richieste di Elkann a Draghi

di

arnese

Speranza, Oms, Draghi, Johnson & Johnson, Stellantis, Colao, Huawei, Elkann e non solo. Fatti, nomi, numeri, curiosità e polemiche. I tweet di Michele Arnese, direttore di Start

 

LA PAGELLA UE SUI VACCINI

 

IL MINISTRO DELLA SALUTE SI DIMETTE. IN AUSTRIA

 

IL MINISTRO DELLA SALUTE NON SI DIMETTE. IN ITALIA

 

PERCHE’ SPERANZA RESTA MINISTRO

 

NUBI GIUDIZIARIE SUL MINISTERO DELLA SALUTE

 

GUERRA DI OMS VISTO DA ZAMBON EX OMS

 

VACCINI & BREVETTI

 

DATI VIRALI

 

CHE COSA E’ SUCCESSO NEGLI USA AL VACCINO DI JOHNSON & JOHNSON

 

COSA SI DICE IN USA DI JOHNSON & JOHNSON

 

IL PIANO DI BIDEN SUI VACCINI

 

I SOLDI AMERICANI PER IL VACCINO DI J&J

 

IL NUOVO PIANO IN CANTIERE DI DRAGHI SUI VACCINI

 

IL FUTURO DEI VACCINI

 

I VACCINI SECONDO RASI EX EMA

 

LA BANDA LARGA SI ALLARGA

 

I PENSIERI DI COLAO SULLA RETE SECONDO IL SOLE

 

COLAO NON PICCHIA SU HUAWEI

 

LE RICHIESTE DI STELLANTIS A DRAGHI

 

LE DIETROLOGIE DI BETTINI SU CONTE E DRAGHI

 

QUISQUILIE & PINZILLACCHERE

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA SU JOHNSON & JOHNSON:

Le autorità federali americane «raccomandano una pausa» nella diffusione del vaccino Johnson & Johnson, come «misura di estrema cautela». Motivo? «Alcuni casi di reazione grave» al siero. Entro due settimane dall’iniezione, sei donne, tra i 18 e i 48 anni, hanno contratto una rara forma di patologia, con coaguli nel sangue. Una è morta, un’altra è «in condizioni critiche».

La Food and Drug Administration (Fda) e il Centers for Disease and Control Prevention (Cdc) hanno diffuso un inusuale comunicato congiunto: «Raccomandiamo una pausa, anche se al momento questi eventi avversi sembrano essere estremamente rari». Sei casi su circa 6,8 milioni di dosi Johnson & Johnson somministrate finora. «Meno di un episodio su un milione», ha osservato il virologo Anthony Fauci che ha aggiunto: «La sospensione durerà alcuni giorni o una settimana, non un mese». In una nota l’azienda ha precisato: «Per ora non è stata stabilita una chiara relazione tra questi rari eventi e il nostro vaccino».

Il Cdc ha convocato per oggi «una riunione straordinaria» di «esperti indipendenti». Verranno esaminati i dati e le cartelle cliniche delle sei pazienti. Poi toccherà alla Fda decidere se porre dei vincoli alla riammissione sul mercato del vaccino, sconsigliandolo, per esempio, ad alcune fasce di età. Non ci sono ancora indicazioni precise sul punto.

La notizia, comunque, ha scosso l’America. Gli scienziati hanno subito evocato il problema sorto in Europa con AstraZeneca, mentre 30 governatori su 50 hanno immediatamente escluso J&J dalla campagna vaccinale. Per una volta sono saltate le differenze politiche o geografiche. Si va dalla California alla Florida, dal Michigan all’Ohio, da New York alla Louisiana.

Ma le ripercussioni sono mondiali. J&J ha comunicato alla Commissione di Bruxelles che ritarderà la consegna delle fiale previste, senza chiarirne, però, in quale misura. Il programma prevedeva la fornitura di 55 milioni di dosi entro la fine di giugno e di altri 120 milioni entro l’anno. Nello stesso tempo l’Ema, l’Agenzia europea per il controllo dei farmaci, fa sapere che «dalla scorsa settimana» sta esaminando «le segnalazioni di eventi embolici». Anche l’Ema non si sbilancia: «Non è chiaro se esista una relazione di causa-effetto».

L’utilizzo del siero J&J è stato approvato dalla Fda il 27 febbraio scorso, dopo tre settimane di verifica sui dati. Il governo Usa ci ha puntato molto, finanziando con quasi due miliardi di dollari le fasi della ricerca, della sperimentazione e della produzione. Ancora oggi è considerato un tassello fondamentale per completare la campagna di vaccinazione entro fine giugno. È un prodotto più facile da usare rispetto a quelli di Pfizer e Moderna, perché è monodose e si può conservare in normali frigoriferi. Due caratteristiche che agevolano la distribuzione capillare anche nelle aree più periferiche.

L’azienda si era impegnata a consegnare circa 100 milioni di fiale entro maggio all’Amministrazione federale. Ma nelle ultime settimane ci sono stati diversi problemi. Alcuni Stati, come Georgia, Colorado, Iowa, avevano già bloccato le somministrazioni dopo le prime segnalazioni di trombosi. E nel frattempo si è scoperto che 15 milioni di dosi erano state rovinate in uno stabilimento della Emergent BioSolutions di Baltimora.

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