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Come si muoverà il governo della Tunisia con il Fmi

Tunisia Nuovo Governo

Tutti i dettagli sul nuovo governo della Tunisia e il ruolo del nuovo ministro delle Finanze con le organizzazioni economiche internazionali a partire dal Fmi

 

La Tunisia ha un nuovo governo. Il presidente Kais Saied ha annunciato oggi di aver approvato i nomi selezionati dal primo ministro Najla Bouden Romdhane. La notizia arriva undici settimane dopo la destituzione del precedente esecutivo e la sospensione del Parlamento da parte dello stesso Saied, che aveva assunto i poteri il 25 luglio scorso. Le sue mosse erano state giudicate un “colpo di Stato” dai suoi oppositori.

“Sono fiducioso che passeremo dalla frustrazione alla speranza”, ha affermato Saied alla cerimonia mentre inveiva contro “chiunque minacci lo Stato”.

MAQUILLAGE POLITICO

La decisione di mettere Bouden Romdhane a capo del governo potrebbe sembrare rivoluzionaria trattandosi della prima volta per una donna in Tunisia e nel mondo arabo, ma in realtà i suoi poteri saranno contenuti e molto limitati dal crescente autoritarismo del Presidente.

Come ha scritto su Twitter Fida Hamammi, attivista e ricercatrice tunisina che coordina in Nordafrica e Medio Oriente la Lega internazionale delle donne per la pace e per la libertà, non c’è nulla da festeggiare perché questa storia dimostra come una donna possa diventare Primo ministro solo quando questo ruolo “è svuotato completamente di qualsiasi potere, quando si limita a essere un volto e un’esecutrice di ordini dati da un uomo”.

IL NUOVO GOVERNO

Il nuovo governo è composto da 23 membri di cui 9 donne.

La lista comprende: Laila Jaffal, ministro della Giustizia; Imed Memmiche, ministro della Difesa; Samir Saeed, ministro dell’Economia e della Pianificazione; Malek Ezzahi, ministro degli Affari sociali; Nayla Nouira Gondi, ministro dell’Industria e dell’Energia; Fadila al Rabihi bin Hamida, ministro del Commercio; Mahmoud Elias Hamza, ministro dell’Agricoltura; Ali Mrabet, ministro della Salute; Fathi el Salouti, ministro dell’Istruzione; Moncef Boukather, ministro dell’Istruzione superiore; Kamal Dokish, ministro della Gioventù e dello sport; Rabie al Majidi, ministro dei Trasporti; Nizar Bennaji, ministro delle Tecnologie della comunicazione; Sarah Zafarani Jandari, ministro delle Attrezzature e degli alloggi; Muhammad al Raqeeb, ministro dei Beni di Stato; Mohammed Moez bin Hussein, ministro del Turismo; Mohamed Ibrahim El Shaibi, ministro degli Affari religiosi; Amal Belhaj, ministro delle Donne; Hayat Katat Al Garmazi, ministro della Cultura; Laila Chikhaoui, ministro dell’Ambiente; Aida Hamdi, segretario di Stato presso il Ministro degli Affari esteri.

LE CONFERME

Bouden Romdhane ha mantenuto Sihem Boughdiri Nemsia come ministro delle Finanze e Othman Jerandi agli Esteri, entrambi già nominati da Saied ad interim. Agli Interni è stato messo Taoufik Charfeddine, alleato del Presidente.

CHI È IL MINISTRO DELLE FINANZE

Sihem Boughdiri, 56 anni, di cui 28 trascorsi al ministero delle Finanze. È specializzata in legislazione fiscale. Ha guidato il gruppo di lavoro sulla riforma tributaria e si è distinta nel dirigere le negoziazioni dei relativi provvedimenti con le organizzazioni nazionali e gli ordini professionali.

A livello internazionale, Sihem Boughdiri ha preso parte alle trattative relative agli accordi sulla doppia imposizione con più di 20 Paesi.

Ha partecipato inoltre ai negoziati sul programma di riforma fiscale con il FMI, l’OCSE, l’Unione europea e il Fondo monetario arabo. È stata scelta anche come punto di riferimento per i negoziati che hanno rimosso la Tunisia dalla lista nera della Financial Action Task Force (Fatf).

LA SITUAZIONE ECONOMICA DELLA TUNISIA

Le mosse di Saied, oltre a mettere in dubbio il sistema democratico dalla Tunisia, hanno anche ritardato l’arrivo di un pacchetto di salvataggio finanziario da parte del Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Il Paese, sottolinea Reuters, sta affrontando una crisi delle finanze pubbliche che sembra degenerare rapidamente e il FMI ha già detto che negozierà solo sulla base di riforme credibili proposte dal governo.

Anche gli altri partner internazionali che intendono fornire assistenza finanziaria alla Tunisia hanno esortato Saied a definire una chiara tabella di marcia per i suoi prossimi passi e per tornare a un normale ordine costituzionale.

I NUMERI

La crisi economica della Tunisia è ben riassunta dai numeri forniti dall’ISPI: nel 2020 è crollato del -8,8%, il tasso di disoccupazione è al 18% e quello giovanile al 40%.  Infine, il rapporto debito pubblico/PIL è al 90%.

COSA DICE LA BANCA MONDIALE

Secondo la Banca mondiale, le prospettive economiche della Tunisia restano molto incerte. La persistente instabilità politica ha impedito l’attuazione di riforme per aprire un’economia che rimane chiusa agli investimenti e al commercio.

PREVISIONI PER IL FUTURO

Bouden Romdhane ha detto che la priorità principale del governo sarà affrontare la corruzione, ma non ha menzionato alcun programma di riforme economiche.

La Tunisia nei prossimi mesi ha numerosi debiti in scadenza e il governatore della Banca centrale, Marouane Abbasi, ha già avvertito che il finanziamento del bilancio rischia di aumentare l’inflazione, ridurre le riserve e causare un calo del valore della valuta locale.

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