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Non solo vaccini. Tutte le mosse pre-elettorali di Macron

Partito Unico

Macron continua a muoversi governando sui temi di destra e sinistra in modo trasversale non solo su vaccini ma anche su temi sociali ed economici, liquidando così la concorrenza. La campagna elettorale vera e propria non è però ancora iniziata. Il punto di Enrico Martial

 

Il nono discorso televisivo delle ore 20 del presidente Macron dall’inizio della pandemia è cambiato un po’ nello stile, non più soltanto di guida politica e di rassicurazione nazionale, ma ormai anche elettorale. Sulla parte “governativa” ha affrontato i problemi sanitari e le sfide economiche. Come candidato ha occupato uno spazio pubblico, in piena legittimità e offuscando però tutti gli altri.

Proprio oggi, undici candidati alle elezioni presidenziali della destra repubblicana e di quella estrema – da Xavier Bertrand a Marine le Pen – sono andati a rendere omaggio a De Gaulle, in occasione del 51esimo dalla scomparsa, in gran parte a Colombay-les-Deux-Eglises. Sono finiti molto in fondo sia nei telegiornali della sera sia nelle cronache dei giornali online e di carta.

Così, in postura governativa, Emmanuel Macron ha dato annunci sulla pandemia e poi sul piano economico. L’idea è rilanciare la terza dose per le persone di età superiore ai 65 anni, per le quali dal 15 dicembre sarà indispensabile affinché il proprio green pass conservi validità. Sempre nel mese di dicembre prenderà il via una campagna per la terza dose per le persone tra i 50 e i 64 anni, così come per coloro che sono stati vaccinati da più di sei mesi: attualmente più dell’80% delle persone in terapia intensiva sono di età superiore ai 50 anni.

Nel discorso, vi sono stati richiami alla responsabilità, anche nei confronti dei sei milioni di cittadini che non hanno ancora ricevuto nessuna dose, mentre preoccupa l’aumento del 40% dei casi in una sola settimana. Da dicembre arriveranno in Europa i primi medicinali di trattamento per i casi più gravi, a fianco dello strumento vaccinale.

Macron ha poi elencato i risultati ottenuti nella risposta ai danni sociali ed economici della pandemia: sovvenzioni a fondo perduto, piani di rilancio, programmi per i giovani (reddito, formazione, occupazione), per le categorie fragili, per settori produttivi. La crescita francese supera il 6% (come quella italiana), la disoccupazione è ai livelli più bassi degli ultimi 15 anni.

La positiva sequenza è già risuonata nei precedenti discorsi, per rassicurare e rafforzare la coesione nazionale sulla “battaglia comune”: oggi assume un valore anche elettorale.

Il presidente francese ha portato tre argomenti con rilievo politico che finiscono per attenuare soprattutto le voci alla sua destra. Ha annunciato che si riprenderà a costruire centrali nucleari di tipo RPR, come già anticipato con il piano di investimenti “France 2030”. L’argomento è caro ai numerosi candidati presidenziali dei Républicains, che stanno insistendo al riguardo.

Inoltre, nel primo trimestre del 2021, una legge darà nuovi e ulteriori strumenti alle forze dell’ordine, mentre semplificherà alcune procedure.

Infine, non basteranno più quattro ma saranno necessari sei mesi di lavoro per ottenere l’indennità di disoccupazione. Inoltre, l’agenzia nazionale per il lavoro (Pôle Emploi) sospenderà le sovvenzioni a coloro che, pur disoccupati, abbiano rifiutato un’offerta di impiego.

Sono parallelamente motivi di indignazione a sinistra, temperati però dal dispiegamento di molti strumenti di affiancamento sociale, di formazione, oppure di sostegno ai giovani, come il piano “1 giovane, 1 soluzione”, elencato puntualmente nel discorso. La riforma delle pensioni è rimandata, e con essa le possibili tensioni e scioperi. Macron ne ha fatto una difesa di principio, sull’equità, per rimuovere quelle speciali e super-remunerate, sulla solidarietà intergenerazionale, per andare in pensione più tardi. Con lo sguardo a sinistra e in un approccio sociale, ha ricordato sia l’obiettivo dei mille euro come pensione minima, sia che dal 1° novembre è entrato in vigore il nuovo regime per i pensionati dell’agricoltura, che avranno come minimo 1035 euro mensili.

Macron continua a muoversi “allo stesso tempo”, governando sui temi di destra e sinistra in modo trasversale e liquidando così la concorrenza. La campagna elettorale vera e propria non è però ancora iniziata.

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