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Vi spiego perché la no fly zone sull’Ucraina non è fattibile. Parla il generale Arpino

Una no fly zone in Ucraina equivarrebbe a un atto di guerra contro la Russia. Conversazione di Startmag con Mario Arpino, generale, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e della Difesa.

 

Domenica 6 marzo il segretario di stato degli Stati Uniti, Antony Blinken, ha detto che Washington stava valutando “attivamente” la fornitura di velivoli militari alla Polonia. Varsavia, infatti, aveva posto la consegna di caccia F-16 americani come condizione per l’invio dei propri MiG-29 all’Ucraina: si tratta di aerei che i militari ucraini conoscono e sanno pilotare, e che dunque si rivelerebbero utili per resistere e rispondere all’invasione russa.

CACCIA POLACCHI ALL’UCRAINA?

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva chiesto alla NATO l’istituzione di una no fly zone (zona d’interdizione al volo, in italiano) sul suo paese, o almeno la dotazione di aerei da caccia alle forze armate.

La possibilità che la Polonia invii i propri MiG-29 all’Ucraina, però, sembra essere decaduta. L’account Twitter della cancelleria del primo ministro polacco ha infatti comunicato che “la Polonia non manderà i suoi aerei da caccia in Ucraina né permetterà l’utilizzo dei suoi aeroporti”.

Start Magazine ha discusso della guerra in Ucraina e del ruolo dell’aviazione con Mario Arpino, generale dell’Aeronautica militare e già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e della Difesa.

Qual è la situazione generale della guerra in Ucraina, dal punto di vista aereo?

L’aviazione dell’Ucraina non è molto grande: possiede una ventina di velivoli da difesa e una sessantina di aerei d’attacco. Ha sei basi, o forse aveva, perché sono state bombardate dai russi in modo più o meno preciso. Anche i centri radar sono stati tutti, o quasi, distrutti. In questo momento gli ucraini non hanno capacità di comando e controllo per dare appoggio alle truppe.

Una grande precisione non ce l’hanno nemmeno i russi, che non stanno utilizzando molto l’aviazione pur avendo centinaia di cacciabombardieri. Non si capisce bene il perché. Mancano, forse, gli strumenti di precisione. Potrebbero essere questo il motivo dell’avanzata lenta delle forze meccanizzate: non hanno il supporto aereo.

Finora i russi stanno utilizzando perlopiù artiglieria, missili da crociera e a lungo raggio per distruggere le basi e le postazioni. Intanto, le difese terrestri ucraine si stanno consolidando, grazie anche agli armamenti da difesa che arrivano dall’Occidente.

Che cosa significherebbe, nel concreto, una no fly zone in Ucraina?

Significherebbe presidiare tutto lo spazio aereo ucraino e impedire il volo a qualsiasi mezzo aereo non autorizzato. È una cosa che sembra semplice, ma c’è innanzitutto una implicazione formale: i velivoli della NATO non possono volare sopra l’Ucraina fino a che non siamo in guerra con la Russia.

La possibilità di volare sul territorio ucraino, occupato circa per la metà dalla Russia, implicherebbe poi la distruzione dei mezzi di difesa aerea russi. Equivarrebbe a un atto di guerra. Ogni velivolo decollato in Russia e diretto in Ucraina, poi, dovremmo abbatterlo.

A parte questo, bisogna tenere a mente che l’Ucraina è grande, con un territorio di circa 600mila chilometri quadrati. L’Italia ne ha la metà e disponiamo di quattro basi di difesa aerea. Se vogliamo ricordare la guerra in Iraq, anche l’Iraq è molto più piccolo dell’Ucraina: 400mila chilometri quadrati contro 600mila.

Qual era la situazione in Iraq?

Per l’Iraq, in un’area più piccola, avevamo schierati permanentemente, in territorio amico, quattro aerei radar, che avevano bisogno di cisterne per il rifornimento: l’operazione di presidio va fatta di continuo, per ventiquattr’ore, oppure è inutile. Ognuno di quei quattro radar aveva poi a disposizione due coppie di caccia, anche questi permanentemente in volo: vale a dire otto coppie di velivoli, con le loro necessità di rifornimento e di cambio.

Nei giorni scorsi sono circolati alcuni video di ucraini che abbattono aerei ed elicotteri d’attacco russi. Li abbattono da terra, utilizzando missili FIM-92 Stinger. Perché i velivoli russi si abbassano così tanto, e non bombardano da più in alto?

Se l’aeronautica russa non ha gli armamenti di precisione, non può colpire dall’alto ma deve abbassarsi. Così facendo, però, si espone alla contraerea ucraina: gli Stinger sono molto efficaci e impiegabili anche da soldati con un livello di addestramento medio.

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