Mondo

Nicola Cosentino, il garantismo e la furia giustizialista

di

Casellati Papetee

Nicola Cosentino, ex deputato del Pdl, ex sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi, è stato assolto in appello

Dunque, Nicola Cosentino, ex deputato del Pdl, di lontana origine politica Psdi, partito socialdemocratico, ex sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi, è stato assolto in appello, dopo 9 anni. Si tratta della cosiddetta inchiesta “Il principe e la ballerina”, dopo che l’on. Cosentino è stato assolto in Cassazione per un altro importante procedimento giudiziario.

Non sono in grado, non essendo mai stata cronista di giudiziaria, di elencare quel vero e proprio ginepraio di inchieste, procedimenti, condanne a carico di “Nick ‘O Mericano” (così definito per via delle origini familiari di emigrati in Usa, poi divenuti importanti petrolieri).

L’unica certezza è che nel circuito mediatico di sinistra mainstream lui figura sempre come il “camorrista”. Come il titolo del film. Certamente l’essere nato a Casal di Principe (Caserta) non lo ha aiutato nell’immagine sui “giornaloni” .

So soltanto che Nicola Cosentino, per come io da cronista parlamentare lo ho conosciuto, non è il mostro che è stato descritto.

È laureato, è un avvocato, persona di buone letture, anche con una sua ironia partenopea, pure nei momenti più difficili. Come quando, grazie ai voti del Pdl, fu salvato alla Camera da una richiesta di arresto.

Dubbi sul fatto che lui fosse un camorrista, almeno in quel fondamentale procedimento, dopo aver letto molto bene le carte furono espressi persino dal radicale Maurizio Turco e dall’allora deputato, Pd, ex Pci, Pds, Ds, Gianni Cuperlo.

Si era fatto il vuoto attorno al deputato Cosentino nel Transatlantico di Montecitorio. Anche certi suoi colleghi di partito lo scanzavano, ormai.

Eravamo in 4 o forse 5 giornalisti ormai a parlargli. E questo resta motivo di piccolo orgoglio personale del mio garantismo. Io non conosco bene “Nicola”, ma gli ho parlato fino alla fine di quei giorni in cui girava come un braccato per i corridoi di Montecitorio.

Di cosa parlavamo? In realtà di Baia Domizia, mio luogo di vacanze, da quando ci andavo con il mio papà, allora direttore tecnico di una grande ditta privata di Napoli, appaltatrice dell’A1, tratto Roma-Napoli e non solo, più su, fino a Orvieto e Chiusi-Chianciano. Caianello, uno dei cantieri diretti da mio padre, è molto vicino a Baia Domizia (Caserta).

Di cui con Cosentino talvolta abbiamo ricordato gli anni d’oro, quando Baia D. era considerata l’Argentario del Sud, costruita da una società mista veneta-campana sotto l’egida della Dc.

Non so se a Cosentino io abbia mai raccontato di quando a mio padre uccisero il cane perché aveva licenziato un operaio, assente senza motivo da mesi, uno in odor di camorra. Forse si, glielo raccontai.

L’ultima volta che ho parlato con l’on. Cosentino a Montecitorio lui mi ha detto: “Che farò ora? Farò un blog a difesa dei condannati ingiustamente, un blog contro l’abuso della carcerazione preventiva”.

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