Mondo

Come sarà il Next Generation Eu anche per l’Italia

di

Conte

Tutti i dettagli sul Next Generation Eu proposto dalla Commissione europea. Fatti, numeri e commenti

Ecco come come sarà il Recovery Fund, ribattezza da Bruxelles “Next Generation Eu”.

Il pacchetto del Next Generation Eu proposto dalla Commissione europea per l’Italia ammonta a 172,7 miliardi di euro.

81,807 miliardi sarebbero versati come aiuti e 90,938 miliardi come prestiti.

I MILIARDI DEL RECOVERY FUND

I 172,7 miliardi proposti dalla Commissione Ue per l’Italia nell’ambito del pacchetto Recovery Fund rappresentano la quota più alta destinata a un singolo Paese. E questo sia in termini assoluti sia per quanto riguarda gli aiuti a fondo perduto che i prestiti.

ITALIA E NON SOLO

Segue l’Italia la Spagna, con un totale di 140,4 miliardi, divisi tra 77,3 miliardi di aiuti e 63,1 miliardi di prestiti.

GLI ALTRI PAESI

Terza in ordine di grandezza per la quota proposta per singolo Paese è la Polonia, con 63,8 miliardi di euro, di cui 37,693 di aiuti e 26,146 di prestiti. Per la Francia sono previsti 38,7 miliardi, mentre per la Germania 28,8, in entrambe i casi solo di aiuti a fondo perduto.

I DETTAGLI DEL RECOVERY FUND

Questi fondi sono quelli pre-allocati per l’iniziativa battezzata dalla Commissione ‘Next Generation Ue’ e si potranno poi combinare con altri programmi. Negli aiuti a fondo perduto sono compresi quattro strumenti: React Eu, RRF, Just transition fund e Rural Development.

GLI ALTRI PAESI

La proposta della Commissione prevede aiuti a fondo perduto anche ai Paesi cosiddetti ‘frugali’: alla Danimarca andrebbero 2,156 miliardi, all’Olanda 6,751, alla Finlandia 3,460 e all’Austria 4,043.

COME BRUXELLES SI FINANZIERA’

La Commissione otterrà i 750 miliardi di euro innalzando “temporaneamente” il tetto delle risorse proprie del bilancio comune al 2% del Pil Ue, e andando sui mercati a finanziarsi. Il debito così emesso dovrà essere rimborsato tra il 2028 e il 2058, attraverso il bilancio comune post 2027. Per reperire risorse Bruxelles propone di includere nuove risorse da tasse sulle emissioni, sulle grandi multinazionali, sulla plastica e web tax.

LE INDISCREZIONI DELL’OLANDA

“Le posizioni sono lontane e questo è un dossier che richiede l’unanimità, quindi i negoziati richiederanno tempo. E’ difficile pensare che questa proposta potrà essere il risultato finale di quei negoziati”. Questa la prima reazione di fonti diplomatiche olandesi sulla proposta della Commissione europea per la ripresa economica raccolte dall’Ansa.

IL COMMENTO DEL PREMIER CONTE

Dopo l’annuncio del piano – si chiamerà Next generation Eu -, da parte della presidente della Commissione Ue, Conte ha subito espresso soddisfazione: “Ottimo segnale da Bruxelles, va proprio nella direzione indicata dall’Italia. Siamo stati descritti come visionari perche’ ci abbiamo creduto sin dall’inizio. 500 mld a fondo perduto e 250 di prestiti sono una cifra adeguata”. Il nuovo fondo ammonta ad un totale di 750 miliardi di euro: 500 miliardi in sussidi a fondo perduto e 250 miliardi in prestiti. E il governo e’ disponibile a discutere sul secondo ‘capitolo’ ma – spiegano le stesse fonti – non arretrera’ sul primo. Per l’Italia il pacchetto ammonta a 172,7 miliardi di euro: 81,807 miliardi sarebbero versati come aiuti a fondo perduto e 90,938 miliardi come prestiti. La posizione dell’Olanda che ha alzato un muro era gia’ nota. Ed e’ messo in preventivo che i cosiddetti ‘Paesi frugali’ potranno opporsi. Ora pero’ c’e’ da stringere sui tempi, il 2021 e’ lontano e non e’ un caso che il presidente del Consiglio nella sua dichiarazione parli della necessita’ di “accelerare” sul negoziato per liberare “presto le risorse”. Sono ancora da capire le modalita’ del meccanismo ponte.

I CONTI DI BACCARO (CORRIERE DELLA SERA)

IL COMMENTO DEL MINISTRO AMENDOLA

La proposta di Recovery Fund della Commissione Ue è una base solida per concludere in modo positivo i negoziati al prossimo Consiglio Ue. Lo ha detto Enzo Amendola, ministro per gli Affari europei, dopo quanto comunicato dalla presidente Ursula Von der Leyen al Parlamento europeo. “Dopo Sure, la cassa integrazione europea, la Pandemic Crisis Support per la sanità, le risorse stanziate dalla Bei per le imprese, e il forte intervento sui mercati della Bce, oggi le istituzioni europee, grazie anche al lavoro del Commissario Gentiloni – aggiunge Amendola – hanno messo sul tavolo lo strumento che aiutera’ i paesi in difficolta’ a superare la crisi e a rafforzare il mercato comune”. “Parliamo di 750 miliardi, – in un bilancio europeo (qfp) che arriva complessivamente a 1.850 miliardi – di cui 500 di sussidi, che saranno raccolti attraverso l’emissione di titoli dalla Commissione legati al bilancio pluriennale. E’ un ottimo segnale rispetto alle proposte dell’Italia e di chi ha lavorato affinché l’Ue rispondesse in maniera solidale e adeguata offrendo sostegno ad imprese, lavoratori e famiglie”, spiega il Ministro. “Ora il governo definira’, come ha detto il presidente Conte, un Recovery Plan nazionale collegato alle misure europee. Diamo concretezza a un grande piano di trasformazione e riforma del Paese, basato sull’economia verde, digitalizzazione, sanità, istruzione e ricerca”, conclude Amendola.

IL TWEET DI BORGHI (LEGA)

L’ANALISI DEL PROF. BAGLIONI

L’utilizzo di risorse proprie per il Recovery fund “potrebbe essere un passo avanti nella costruzione europea di una unione fiscale o qualcosa del genere. E’ un passo verso quella direzione”. Così Angelo Baglioni, docente di economia monetaria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell’Osservatorio monetario. “Le risorse per restituire il debito che la commissione farà – aggiunge – saranno raccolte da alcune fonti fiscali comunitarie. E questa mi pare una novità, insieme al fatto che la commissione europea emetterà titoli di credito per un ammontare molto considerevole. Questi sono sostanzialmente degli Eurobond, sono titoli di debito comune a livello di Unione Europea. Quindi questi sono tutti passi verso una unione fiscale”. E poi “di fatto ci sarà un debito comune. Queste cose, principalmente quella di avere delle risorse proprie, sono delle novità molto importanti”, conclude Baglioni.

(articolo in aggiornamento)

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