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Negozi, scuole e bar, ecco come la Francia riapre più dell’Italia

di

Edouard Philippe Francia

Tutti i dettagli sugli annunci del governo in Francia sulla fase 2

Anche la Francia prova a ripartire post Covid-19. Dall’11 maggio tutti i negozi saranno aperti e si potrà andare in biblioteca o al museo. Anche in alcune scuole (su base volontaria) suonerà la campanella. Entro fine maggio verranno riaperti anche bar e ristoranti, mentre per prendere parte ad una Messa si dovrà aspettare almeno fino al 2 giugno.

Tutti i dettagli.

COSA APRE DALL’11 MAGGIO IN FRANCIA

L’11 maggio riapriranno in Francia tutti i negozi (chiusi ancora i centri commerciali), ma sarà chiesto ai clienti di rispettare la distanza sociale (almeno un metro l’uno dall’altro). In quella data riapriranno anche biblioteche e musei: “le biblioteche, i piccoli musei così importanti per la vita culturale dei nostri territori saranno in grado di aprire le loro porte a partire dall’11 maggio”, ha detto il premier Edouard Philippe, illustrando all’Assemblea nazionale il piano per l’uscita dal lockdown.

SCUOLE RIAPERTURA VOLONTARIA

L’11 maggio riapriranno anche asili nido, scuole dell’infanzia e scuole elementari. Gli istituti, però, usciranno dal lockdown “su base volontaria e in modo graduale”, con un numero di bambini e allievi limitato. “Sarà possibile l’accoglienza in gruppi di massimo 10 bambini, con la possibilità di ospitare più gruppi di 10 bambini se lo spazio lo consente e se le condizioni sono soddisfatte in modo tale che i gruppi non si incrociano”, ha detto Edouard Philippe, secondo quanto riporta Le Monde.

Dal 18 maggio, ma non in modo uniforme sul territorio nazionale, potranno essere riaperte le scuole medie. A fine maggio saranno prese decisioni sui licei, con l’ipotesi di riaprire per primi gli istituti professionali a partire dall’inizio di giugno.

Mascherine obbligatorie nelle scuole.

BAR E RISTORANTI ANCORA CHIUSI

I Bar e ristoranti, invece, rimarranno chiusi ancora e forse, potranno tornare ad alzare la saracinesca a Giugno. Una eventuale decisione per l’apertura al pubblico sarà presa, infatti, il 2 giugno.

MISURE, DIFFERENZIATE TRA REGIONI

Alcune riaperture e alcune misure per la fine del distanziamento saranno introdotte in modo differenziato tra regione per regione, sulla base della condizione epidemiologica (contagi e posti negli ospedali).

NO A VIAGGI FRA REGIONI

Nella fase 2 francese non saranno consentiti, come in Italia, gli spostamenti interregionali. “Per quanto riguarda i viaggi interregionali o interdipartimentali, (…) vogliamo ridurre questi viaggi solo a ragioni professionali o familiari, per ovvi motivi di limitazione della circolazione del virus”, ha detto Edouard Philippe.

CONSIGLIATO SMART WORKING

Ove possibile, anche la Francia promuove lo smart working. Il lavoro agile “dovrebbe essere mantenuto ove possibile. Almeno nelle prossime tre settimane”, ha detto il Premier.  “Per le persone che non saranno in grado di telelavorare, dovrebbe essere incoraggiata la la definizione di turni pr l’alternanza in azienda”.

NO A MESSE E RITI RELIGIOSI FINO A 2 GIUGNO

Per prendere parte a cerimonie e riti religiosi bisognerà attendere fino al 2 giugno. “Comprendo l’impazienza delle comunità religiose, i luoghi di culto potranno continuare a restare aperti” ma non si potranno “organizzare cerimonie religiose prima del 2 giugno”, ha detto il Edouard Philippe. I funerali resteranno autorizzati con la partecipazione di “al massimo di 20 persone”. Per quanto riguarda i matrimoni, i sindaci dovrebbero “proporre di rinviarli, salvo urgenze”

I cimiteri saranno di nuovo aperti al pubblico dall’11 maggio.

STOP A SPORT PROFESSIONISTICI

Si fermano il calcio e gli altri sport professionisti. “La stagione agonistica degli sport professionistici 2019-2010, in particolare quella del calcio, non potrà riprendere”, ha aggiunto il premier francese.

700MILA TEST A SETTIMANA

Nonostante la riapertura, la Francia si attende “tra i 1.000 e i 3000 nuovi casi di contagio ogni giorno dall’11 maggio”, ha detto il Premier, specificando che per tenere monitorata la situazione il Governo si è prefissato l’obiettivo di “eseguire almeno 700.000 test virologici a settimana”.

“Ogni nuovo caso corrisponderà in media allo screening di almeno 20-25 persone che hanno incontrato il soggetto positivo nei giorni precedenti, quindi 3.000 volte (ovvero il numero massimo di contagi atteso, ndr) pe 25 volte, questo dà 525.000 test a settimana, 700.000 ci danno il margine che oltre a testare le catene di contaminazione, saremo in grado di implementare campagne di screening come abbiamo promesso”, ha specificato il Premier.

INCERTEZZE SU APPLICAZIONE

Restano, invece, le incertezze sull’utilizzo dell’applicazione per la Fase 2 francese. “Per ora – ha detto in assemblea il Premier – date le incertezze su questa applicazione, faccio fatica a dire se funziona e come funzionerà esattamente. Non ho dubbi che gli ingegneri lavoreranno sodo e riusciranno a far funzionare questo progetto, ma dal momento che ancora non è così, mi sembra, a dire la verità, onorevoli colleghi, che il dibattito sull’applicazione sia un prematuro. Confermo comunque il mio impegno: quando l’applicazione in fase di sviluppo funzionerà e prima della sua attuazione, organizzeremo un dibattito specifico seguito da un voto specifico”, ha promesso Il Premier.

MASCHERINE NON OBBLIGATORIE

A differenza dell’Italia, in Francia per la fase due le mascherine non saranno obbligatorie.  “L’uso di una mascherina in luoghi pubblicisarà raccomandato per il personale e i clienti ove non è possibile garantire il distanziamento sociale”, ma non è obbligatorio. “Un commerciante – ha aggiunto il Premier – può rendere l’accesso al suo negozio soggetto all’uso di una mascherina di protezione”.

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