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Misure anti pandemia. Un confronto tra Italia, Germania, Francia, Spagna e Uk

di

acqua ossigenata

Che cosa emerge da uno studio della società PwC sulle misure contro la pandemia e un confronto tra Paesi europei

La pandemia da Coronavirus, che in Italia ha registrato un elevato tasso di riproduzione (cioè il numero di altre persone infettate da una persona infetta, pari a 2-2,6, con alcune stime fino a 3,9) ha messo alla prova il sistema sanitario nazionale e il Governo, che in piena emergenza hanno dovuto attuare misure di restrizione importanti per contenere il contagio.

Come ha risposto il nostro Paese alla pandemia? E quale le differenze con gli altri Paesi Ue (Francia, Spagna, Germania, Regno Unito)? A queste domande ha provato a rispondere studio comparativo della società PwC Italia.

TAMPONI A TAPPETO

Partiamo da uno dei temi più discussi in queste settimane: i tamponi. Il nostro Paese risulta secondo per numero di tamponi effettuati, dietro la Germania: circa 1,7 milioni di tamponi totali per l’Italia, oltre 2 milioni per Berlino. Segue a distanza, ma sotto 1 milione, la Spagna.

IL LOCKDOWN

Per contenere la pandemia, poi, l’Italia, come gli altri Paesi Ue, ma con alcuni giorni di anticipo, ha scelto di attuare limitazioni e chiusure di scuole, centri sportivi, esercizi commerciali. Ha fermato i viaggi nazionali e internazionali non urgenti e necessari, vietato gli assembramenti e gli eventi sportivi.

Solo la Gran Bretagna è stata meno restrittiva, rispetto ad Italia, Francia, Spagna e Germania, sul fronte viaggi.

Già prima di altri, l’Italia ha scelto di avviare i controlli negli aeroporti e ha chiuso alcuni voli. Ha scelto di chiudere le scuole quando si contavano circa 100 casi nel Paese.

MISURE DI POTENZIAMENTO

Per far fronte all’emergenza, l’Italia ha stanziato fondi aggiuntivi per la sanità, per la sanità, determinando un incremento delle stime sulla spesa sanitaria, si è mobilitata (con non poche difficoltà) per l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione, ha ottimizzato i posti letto negli ospedali e mobilitato il personale sanitario. Così hanno agito anche gli altri Paesi Ue.

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