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La guerra di Putin nella campagna elettorale italiana

Centrodestra

Putin e non solo. Cosa succede e cosa si dice in campagna elettorale. La nota di Paola Sacchi

 

Le minacce di Putin diventano l’argomento centrale della campagna elettorale alle sue ultime battute.

Lo schema è sempre lo stesso: il Pd e il “Terzo polo” di Carlo Calenda partono subito all’attacco del centrodestra, che però reagisce compatto contro la nuova grave offensiva del presidente russo. Ma in una campagna elettorale tutta giocata praticamente dalla sinistra e in parte da Calenda – con toni diversi dell’alleato terzopolista Matteo Renzi – sull’allarme rischio democrazia in caso di vittoria del centrodestra, Enrico Letta torna alla carica sulle “ambiguità” degli avversari. Ma, intanto, coloro che hanno votato contro i provvedimenti di sostegno all’Ucraina, compreso l’invio delle armi, e l’allargamento della Nato, sono alleati, seppur solo “elettorali”, del Pd. E cioè Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni.

Il centrodestra, che quei provvedimenti invece li ha sempre votati, parla attraverso Giorgia Meloni che definisce le minacce di Putin una “reazione di debolezza”. Di fronte alla quale però, ammonisce la presidente di FdI, occorre restare “vigili e compatti”.

Matteo Salvini ribadisce la sua condanna della guerra di Putin e che il suo giudizio è cambiato su di lui dopo l’aggressione all’Ucraina, “chi scatena la guerra ha sempre torto”. Ma il leader leghista, sempre al centro degli attacchi della sinistra, ricorda anche “i 28 contratti fatti da Letta con Putin, sorrisi e strette di mano” e insiste sul fatto che ci sia un sistema europeo a sostegno dei Paesi, come l’Italia, che più risentono dei contraccolpi delle sanzioni.

Silvio Berlusconi, in un’intervista all’agenzia Agi, ammonisce sulla necessità di compattezza con gli alleati euro-atlantici. Sottolinea che la linea resta quella di Mario Draghi. Stefania Craxi (FI) presidente della commissione Esteri del Senato ricorda che “gli unici ad aver deragliato sono stati i governi di Giuseppe Conte”. Il leader azzurro, quindi, rilancia il ruolo suo e di Forza Italia come “garante dell’europeismo e atlantismo” del governo di centrodestra. L’ex premier invita a non “disperdere il voto, dandolo a partitini” e ribadisce che “il voto utile dei moderati è per FI”.

È la risposta all’offensiva del “terzo polo”, dove Calenda ipotizza anche di aver superato la Lega. Il Cav sul caro bollette ha di nuovo una posizione di mediazione tra Meloni, che continua a dirsi contraria allo scostamento di bilancio, e Salvini che invece continua il pressing perché siano subito messi sul tavolo 30 miliardi. Berlusconi allarmato per il costo occupazionale e economico che l’emergenza rischia di provocare ribadisce che sarebbe meglio non andare allo scostamento ma apre anche a un’ipotesi di fare deficit concordandolo con la Ue.

Stasera a Roma, in piazza del Popolo, tutti e tre i leader del centrodestra sul palco. Con loro Maurizio Lupi di “Noi moderati”. Sarà l’unica iniziativa unitaria della coalizione data per vincitrice dai sondaggi. Poi, ultimo tratto a tre punte. Ognuno chiuderà su piazze diverse la campagna elettorale.

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