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Ecco il compromesso Ue sui migranti (Conte si dice soddisfatto)

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migranti

I leader europei sui migranti sono riusciti a trovare un compromesso e l’Italia porta a casa un segnale forte dopo una trattativa a tratti anche dura.

E’ questo il senso dell’esito del Consiglio europeo.

CHE COSA E’ SUCCESSO

Dopo tredici ore e mezza di trattative, intorno alle 4 e mezza di stanotte, i leader europei hanno trovato un accordo sulle conclusioni del Consiglio europeo, inclusa l’immigrazione, dove prevarrà il principio di solidarietà tra i Paesi europei di primo ingresso. (qui il documento ufficiale)

(L’ANALISI DI ENRICO MARTIAL, ESPERTO DI QUESTIONI EUROPEE)

L’ACCORDO SALIENTE SUI MIGRANTI

I salvataggi in mare dovranno essere coordinati con gli Stati membri e il premier italiano Giuseppe Conte ha aperto agli “hotspot di nuova generazione” proposti da Emmanuel Macron, che però dovranno essere accettati su base volontaria, come chiedeva il Gruppo di Visegrad. “Dopo più di due anni di discussioni difficili, controversie e pressioni, tutta l’Ue a 28 unanimemente ha adottato la posizione polacca e del gruppo di Visegrad: no ai ricollocamenti forzati e riforma di Dublino solo se all’unanimità”, ha scritto su Twitter il premier polacco Mateusz Morawiecki commentando l’esito del vertice. La volontarietà affonda di fatto i piani di ricollocamento stabiliti finora.

IL CONCETTO RIBADITO DI VOLONTARIETA’

Compare quattro volte, e non a caso, la parola “volontario” nel documento delle conclusioni del Consiglio europeo. Si parla di “reinsediamenti volontari” e di “base volontaria” per l’apertura di centri negli Stati membri da destinare alla selezione dei rifugiati rispetto ai migranti economici. Poco oltre nel testo, a “base volontaria” vengono definiti anche ricollocamenti e reinsediamenti e il documento cita anche i “rimpatri umanitari volontari”.

(L’ANALISI DI ENRICO MARTIAL, ESPERTO DI QUESTIONI EUROPEE)

LA TEMPISTICA DEL VERTICE

Dopo l’intesa raggiunta sulle conclusioni comprendenti il tema dei migranti, i lavori del vertice Ue a 28 si sono conclusi. I leader torneranno a riunirsi alle 11 con le riunioni a 27 per fare il punto sulla Brexit e alle 19 per discutere del rafforzamento e delle riforme dell’Eurozona.

IL COMMENTO DEL PREMIER CONTE

“E’ stato un lungo negoziato, ma l’Italia da oggi non è più sola”. Il premier Giuseppe Conte, lasciando soddisfatto all’alba il vertice europeo, ha elencato un articolo dopo l’altro il testo delle conclusioni del summit per dimostrare come i partner Ue abbiano recepito e sottoscritto molte delle richieste del piano in dieci punti presentato da Roma. (qui l’approfondimento di Federico Punzi su obiettivi e strategie dell’Italia sul tema migranti)

GLI ARTICOLI

Il presidente del Consiglio italiano ha poi citato uno ad uno gli articoli del documento sull’immigrazione. Primo fra tutti il principio secondo il quale “chi arriva in Italia, arriva in Europa”, ma anche il rifinanziamento del Fondo fiduciario per l’Africa; la necessità di riformare il regolamento di Dublino; l’apertura di centri di sbarco e accoglienza nei Paesi terzi e quelli volontari in Europa. Sui quali, assicura Conte, ci riserveremo una eventuale decisione “al livello governativo in modo collegiale” ma, precisa, “direi che non siamo assolutamente invitati a farli”.

(L’ANALISI DI ENRICO MARTIAL, ESPERTO DI QUESTIONI EUROPEE)

LIBIA E GUARDIA COSTIERA

“Tutte le navi che operano nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non ostacolare le operazioni della guardia costiera libica”. E’ quanto si legge nelle conclusioni del vertice.

IL GIUDIZIO DI MACRON

Per il presidente francese Emmannuel Macron, in molti avevano previsto “che non ci sarebbe stato un accordo, che sarebbe stato il trionfo delle soluzioni nazionali. Stasera siamo riusciti a trovare una soluzione europea”, commenta soddisfatto. Poi arriva Angela Merkel che definisce “un buon segnale” il fatto che sia stato raggiunto un accordo a 28.

LA POSIZIONE DELICATA DI MERKEL

La cancelliera, che rischia la tenuta del suo governo, è riuscita ad ottenere il riferimento ai movimenti secondari. “I paesi – si legge nel documento – devono prendere tutte le misure necessarie e collaborare strettamente tra di loro per contrastare i movimenti secondari”. Si tratta ora di capire se basterà al ministro dell’Interno, Horst Seehofer (qui l’approfondimento di Pierluigi Mennitti da Berlino sulle posizioni di Merkel e Seehofer).

(articolo aggiornato alle ore 8,15)

(L’ANALISI DI ENRICO MARTIAL, ESPERTO DI QUESTIONI EUROPEE)

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