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Vi spiego perché Merkel è un’anatra zoppa. Parla il prof. Giulio Sapelli

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Germania

L’intervista al prof. Giulio Sapelli, storico ed economista, sulle conseguenze delle elezioni in Baviera per la cancelliera Merkel 

«Ma che sinistra. I verdi che vincono in Baviera utilizzano i temi dei conservatori». Giulio Sapelli, storico dell’economia, va ancora una volta controcorrente sul voto in Baviera che ha visto il crollo della Csu, i cristiano sociali, scesi al 37%, dieci punti in meno rispetto al 2013, e l’affermazione degli estremi di sinistra e destra, dei Verdi e dell’Afd, rispettivamente al 18,5% e al 10. «È l’inizio della disgregazione della politica tedesca, la Merkel dovrebbe trarne le conseguenze e fare un passo indietro. Spero solo non si candidi a presidente della Commissione europea».

Per la prima volta dopo 50 anni, i cristianosociali alleati della Cdu a livello nazionale perdono la maggioranza assoluta in Baviera. I Verdi guidati da Katharina Schulze raddoppiano i consensi. Cosa sta succedendo?

Ma lei ha visto come si veste la verde Schulze? Indossa abiti tipici bavaresi, che prima erano appannaggio della Csu. Ha rispolverato i temi tipici del folk, del popolo, del ritorno alla natura per rassicurare l’elettorato. Nel rapporto tra angoscia e politica, i Verdi hanno dato risposte a quanti hanno paura degli effetti non virtuosi della globalizzazione. La Csu ha smesso di farlo da tempo. Seehofer ha condotto una politica antimmigrazione ma debole, priva di risultati a livello nazionale.

Il popolo, il folk, non sono temi di destra? L’Afd, l’Alternativa per la Germania, è contraria all’immigrazione e però ha raggiunto solo un onorevole 10%.

I Verdi sono ecologisti e pro immigrazione ma prendono voti anche dal mondo conservatore. Solo chi legge superficialmente le cose può etichettarli di sinistra.

In Baviera c’è anche la realtà di destra dei Freie Wähler, i liberi elettori, all’11,5.

I liberi elettori esprimono un voto di protesta ma non si identificano con nessun partito esistente, e però non si rifugiano nell’astensionismo, decidono di organizzarsi e di votare per essere rappresentati.

Potremmo definirli i grillini tedeschi?

Somigliano al M5s in effetti. Il loro pensiero è quello della descrescita felice, dicono basta alla corruzione, che in Germania è elevatissima, raccolgono il voto di protesta, ma non hanno la volgarità del linguaggio dei pentastellati, non ricorrono al vaffa. Del resto siamo in uno Stato che è ancora hegeliano, dove i magistrati non si intrufolano in politica. Un grande Stato.

Disastro completo per la sinistra dell’Spd. Il partito socialista tedesco è quinto, perde oltre metà dei voti, crollando al 9,5, il peggior risultato del dopoguerra.

Un risultato scontato per la socialdemocrazia. Hanno pagato anche loro l’avere aderito in modo pedissequo al blairismo. A ciò va aggiunta la crisi di leadership, la perdita di credibilità e di carisma, pensate a leader come Martin Schulz e Andrea Nahles. Un po’ quello che è capito in Italia quando la sinistra ha scelto gli amministratori locali per dirigere il partito. Si sono tirati fuori dalla storia via via, allontanandosi dagli umili. Hanno sposato il liberismo dei diritti che va di pari passo con il liberismo dell’economia.

Il voto in Baviera cosa dice per l’assetto politico della Germania?

È l’inizio della disgregazione politica tedesca. La Baviera è una nazione, un modo di vivere che ha la leggerezza del barocco tedesco e non la forza dell’acciaio come invece Berlino e Amburgo. Un processo in cui si incuneano anche fenomeni come la Brexit. Una realtà come Amburgo per esempio è naturalmente attratta dall’interlocuzione con il Regno unito, ha poco a spartire con le lande desolate interne.

La Csu è l’alleata della Cdu a livello nazionale. Che messaggio è arrivato ad Angela Merkel?

La Merkel è ormai considerata un ostacolo sia da destra che da sinistra, dovrebbe prenderne finalmente atto e fare un passo indietro. Spero soltanto che non vagheggi di diventare presidente della Commissione europea, perché porterebbe lì il suo rancore.

La lacerazione della Germania che riflessi avrà secondo lei sulla tenuta dell’Unione europea?

L’Europa di cui lei parla è solo tecnocrazia, non ha più nessuna legittimazione. Doveva evitare le guerre, e abbiamo avuto i conflitti balcanici, doveva far crescere l’occupazione, e salgono i tassi di disoccupazione salvo che per la Germania, che è tra i paesi a piena occupazione con Stati Uniti e Giappone. Fatti che non si studiano, che portano a una alterazione della visione della realtà. È questa Europa ha portato al risorgere delle destre.

Estratto di un articolo pubblicato su ItaliaOggi

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