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Tutti i problemi di Mediapro in Spagna

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Mentre Mediapro va alla conquista della tv italiana, in Spagna deve fare i conti con i big delle Tlc che non accettano le condizioni per i diritti televisivi per la Champions League e l’Europa League. Articolo di Giusy Caretto

Mediapro ha fame di denaro, in Italia ed anche in Spagna. Mentre però la partita nel nostro Paese la si sta ancora giocando, in Spagna la società arranca ed inizia ad avere problemi con i più grandi operatori di Tlc. Sul piatto, in questo caso, ci sarebbero i diritti televisivi per la Champions League e l’Europa League per le prossime tre stagioni (2018/19, 2019/20 e 2020 / 21).

Mediapro ha presentato un mese fa le opzioni per accaparrarsi i match più importanti del calcio internazionale: il termine di presentazione delle offerte è scaduto venerdì sera, 6 aprile, ma le cose non sono andate proprio come la società spagnola sperava.

VODAFONE RINUNCIA AI DIRITTI

Mediapro, infatti, ha chiesto cifre esorbitanti e così i tre big di mercato hanno cercato di mettere un freno all’atteggiamento di onnipotenza della società. Con grande sorpresa, Vodafone ha deciso, direttamente, di rinunciare ai diritti tv di Champions League ed Europa League, mentre Movistar e Orange hanno deciso di partecipare, ma alle loro condizioni: l’offerta fatta, secondo il quotidiano El Español, è di gran lunga inferiore alle pretese di Mediapro.

COSA SUCCEDE ORA?

Nessun particolare commento da parte di Mediapro: l’azienda che detiene i diritti tv si è limitata a dire che i grandi operatori di telecomunicazioni, tranne uno, hanno presentato offerte per diritti televisivi, senza però fare nomi.

E’ chiaro, però, che un accordo non è stato raggiunto e che si dovrà passare a nuove contrattazioni. E’ possibile che la società presieduta da Jaume Roures richiami Orange e Movistar e avvii nuovi negoziati al fine di abbassare i prezzi dei pacchetti. Vodafone, non avendo presentato offerta, resta esclusa dalle trattative.

VODAFONE: PREZZI TROPPO ALTI, CONVIENE PERDERE CALCIO

La scelta di Vodafone non dovrebbe stupire granché. In passato, il Ceo di Vodafone Spagna, Antonio Coimbra, aveva già sottolineato come all’azienda sarebbe convenuto perdere i clienti calcio che partecipare ad una gara dalle cifre esorbitanti.

“Se Vodafone rinuncia al calcio e tutti i clienti se ne vanno, nel peggiore dei casi, l’azienda perderebbero 192 milioni all’anno, mentre i costi per accaparrarsi i diritti superano i 200 milioni l’anno. In questo scenario brutto ed estremo bisogna farsi i conti”, aveva commentato Coimbra.

ANCHE IN ITALIA MEDIAPRO ALLA RICERCA DI DENARO

La società spagnola che si è aggiudicata i diritti Tv della Seria A ha presentato qualche giorno fa dei pacchetti che Sky e Co. dovrebbero acquista per poter trasmettere le partite sulle loro piattaforme: si tratta di prodotti già confezionato, complete di produzione, telecronaca, pre e post partita. La soluzione permette all’azienda spagnola di rientrare dall’investimento per aggiudicarsi i diritti: il prodotto confezionato, infatti, permetterebbe a Mediapro di tenersi la pubblicità e tutto il so introito (fino a  100 milioni di euro).

E in questo scenario, soli 4 mesi dall’inizio della prossima stagione, non è detto che il 19 agosto qualcuno trasmetta le partite della Serie A.

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