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Maxi piano in Germania con tagli Iva e bonus per figli e auto

di

Merkel

Che cosa prevede il pacchetto di aiuti da 130 miliardi in 2 anni deciso dal governo Merkel per cercare di superare la crisi economica da coronavirus in Germania

 

Nella serata di ieri, 3 giugno, i partiti della Grosse Koalition hanno trovato la quadra del pacchetto di aiuti di 130 miliardi in due anni, con i quali la Germania spera di superare la crisi economica derivata dal coronavirus. Un elenco dettagliato di 57 punti, che segnano il percorso che il governo ha delineato per l’economia e la società tedesca nell’epoca post pandemica. Di quella cifra, un’enormità nella storia repubblicana tedesca, ben 120 miliardi sono a carico delle casse federali. Un impegno che macina in un colpo solo sette anni di oculata gestione finanziaria, sette anni in cui il pareggio di bilancio, lo Schwarze Null, era diventato il dogma e la bussola della politica finanziaria tedesca. E il motivo – a detta dei suoi due artefici, i due ministri delle Finanze di questo settennato, Wolfgang Schäuble (Cdu) e Olaf Scholz (Spd) – per cui oggi la Germania può affrontare con una potenza di fuoco maggiore la più grave crisi dal dopoguerra.

IVA RIDOTTA PER SEI MESI, DAL 19 AL 16%

Il piano è articolato e, secondo i suoi artefici, mira da un lato a minimizzare gli effetti negativi della paralisi imprenditoriale (il lockdown) su lavoro, commercio, impresa, consumo; dall’altro spinge a sostenere una ripresa qualitativa, puntando a innovazione, digitalizzazione, processi eco-sostenibili in grado di far fare al sistema industriale tedesco quel salto di modernizzazione che faticava a compiere in tempi economici ordinari. Tra i punti spicca la riduzione a partire dal 1° luglio e sino alla fine dell’anno dell’Iva dall’attuale 19 al 16% e dell’aliquota ridotta dal 7 al 5%, con l’obiettivo di incentivare la domanda interna. Una misura che da sola costa all’erario 20 miliardi di euro.

BONUS DI 6.000 EURO MA SOLO PER AUTO ELETTRICHE

Un secondo punto importante, sul quale era stato acceso il confronto fra i due partiti conservatori (Cdu e Csu) e i socialdemocratici (Spd), è quello degli incentivi per l’auto, settore vitale per l’industria tedesca e colpito da questa crisi in un momento delicato di transizione dei suoi modelli produttivi. Alla fine l’ha spuntata l’Spd, che ha imposto l’obbligo di utilizzare i 6.000 euro di bonus messi a disposizione dallo Stato all’acquisto di auto elettriche. Esclusa dunque la possibilità di estendere gli incentivi alle auto con motori a benzina o diesel, come avrebbero voluto Cdu e Csu. Sempre nel settore dei trasporti, chiuso nei giorni scorsi l’accordo con Lufthansa per il piano di salvataggio da 9 miliardi (alla fine vidimato anche dal sì del del consiglio di sorveglianza della compagnia aerea con l’accettazione dei vincoli di Bruxelles), il governo mette sul piatto delle ferrovie di Deutsche Bahn capitale azionario aggiuntivo pari a 5 miliardi di euro. Per il trasporto pubblico locale, anch’esso fortemente penalizzato nelle settimane di blocco e ancora oggi in difficoltà per una ripresa molto complessa, sono stati stanziati aiuti per 2,5 miliardi.

BONUS AUTO, ESPERTI DIFFIDENTI

Sul capitolo automobile, che ha agitato particolarmente le acque nel governo, alla fine ha contato molto anche l’opinione dei consiglieri esperti. Ancora ieri, una dei saggi economisti, Monika Schnitzer, aveva criticato l’ipotesi dei bonus per gli acquisti (una sorta di incentivi alla rottamazione) sia come misura d’aiuto in se stessa, che per l’effetto frenante nei confronti dell’innovazione, su cui l’industria automobilistica sta giocando la propria sfida per la sopravvivenza. Gli esperti suggerivano di destinare i finanziamenti allo sviluppo di una efficiente rete di rifornimento elettrico o a idrogeno, il governo ritiene di aver trovato il compromesso nell’incentivo diretto all’acquisto di modelli solo elettrici. Resta la critica all’effetto reale per le case automobilistiche: studi sul precedente incentivo alla rottamazione del 2009 evidenziano come tale misura abbia avuto un effetto positivo molto ridotto.

Il governo spera però anche in un effetto psicologico sul settore. Un’analisi pubblicata ieri dall’Ifo di Monaco, indica che il morale dell’industria automobilistica resta basso, peggiore che durante la crisi finanziaria del 2009 (indice congiuntura passato da -87,2 in aprile a -84,4 in maggio).

FAMIGLIE, BONUS DI 300 EURO A FIGLIO

Le prime settimane di riaperture di negozi e ristoranti non hanno fatto registrare quella ripresa dei consumi che ci si augurava. Preoccupazioni per i rischi di contagio, ma soprattutto timori per il futuro economico personale, tengono sostanzialmente lontani i clienti dalle spese. Per spingere i consumi, il governo tedesco ha previsto di aiutare le famiglie, regalando un bonus di 300 euro per ogni figlio. Una misura tipicamente cara ai partiti cristiano-democratici, ma anch’essa criticata dai saggi economisti, per i quali sarebbe stato meglio incentivare il potenziamento delle strutture scolastiche e degli asili nido, ancora in attività a scartamento ridotto: “Più che di bonus diretti, le famiglie hanno bisogno di tornare a lavorare, e quindi di poter tornare a lasciare i propri figli a scuola e all’asilo”, ha detto Schnitzer.

AIUTO A COMUNI, LAVORO AUTONOMO E INNOVAZIONE

Nel pacchetto spiccano anche aiuti ai comuni, che lamentano parallelamente il crollo delle entrate fiscali e l’aumento delle spese. Le casse federali interverranno per pareggiare i bilanci gravati dalle tasse mancanti e per sostenere i maggiori costi sociali. È invece stata respinta la proposta dell’Spd di assunzione anche dei debiti pregressi. Dai comuni giungono in questo caso risposte soddisfatte, le promesse governative dovrebbero garantire anche spazio di manovra per mantenere i finanziamenti dei progetti innovativi nelle varie comunità locali.

Tra le altre misure, sono messi a disposizione 25 miliardi per sostegni a lavoratori autonomi e piccole e medie imprese, alleggerimenti sui costi dell’energia per imprese e privati, sostegno ai progetti infrastrutturali in corso e finanziamenti a ricerca, digitalizzazione, comunicazione, alta tecnologia ed energia pulita. C’è pure un capitolo destinato alla preparazione contro possibili, future epidemie, con l’incentivo alla produzione nazionale di sistemi di tutela personale (mascherine, indumenti di sicurezza) e articoli medicinali.

GOVERNO SODDISFATTO, OPPOSIZIONI CRITICHE

Come sempre accade, un pacchetto così vasto incontra approvazioni e critiche. Sul piano politico, i partiti fanno il loro dovere. La maggioranza esprime soddisfazione. Angela Merkel, mantenendo i consueti toni bassi, parla di “un buon risultato”, il leader Csu Markus Söder (il presidente della Baviera uscito probabilmente meglio da questa crisi, con qualche speranza di provare per la prima volta a portare un bavarese alla guida del futuro governo) lo giudica “un pacchetto massiccio e strategico” e per il ministro delle Finanze Scholz (Spd) è il piano giusto “per uscire con forza dalla crisi”. Dalle opposizioni arrivano invece accuse di incompletezza o di indeterminatezza. Per i liberali si tratta di un elenco parziale di misure costose ma inefficienti, la Linke lamenta la scarsa attenzione alla dimensione sociale ed ecologica. Ma i primi lodano la riduzione dell’Iva, i secondi gli aiuti ai comuni.

Più incisiva è la critica che arriva dall’Unione dei piccoli e medi imprenditori Bvmw, che vede nel pacchetto governativo “singole misure populiste finalizzate al rilancio dei consumi privati”.

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