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Vannacci

Perché Salvini e Vannacci marciano assieme alle Europee

Chi c’era e che cosa si è detto alla presentazione del libro "Controvento" di Matteo Salvini. E come va la Lega alle Europee.

Il “capitano” politico e il generale vero, dell’esercito. Che in politica, a dispetto di retroscena che già fantasticano addirittura di un inevitabile duello tra i due per la leadership, si mostra disciplinato con il leader leghista, vicepremier e ministro delle Infrastrutture, che lo ha fortemente voluto come candidato indipendente per la Lega alle Europee.

Il generale però stavolta delude i suoi detrattori in attesa di frasi forti su temi sensibili, magari da forzare ulteriormente e distorcere. Attirano l’attenzione di tutti i riflettori Matteo Salvini e Roberto Vannacci per la prima volta insieme ieri pomeriggio a Roma al Tempio di Adriano per la presentazione del libro “Controvento” (Piemme, già alla seconda ristampa) del leader della Lega, vicepremier e ministro di Infrastrutture-Trasporti.

Il libro autobiografico che Salvini aveva incominciato a scrivere con la giornalista e saggista Maria Giovanna Maglie, scomparsa quasi un anno fa (applauso commosso in sala) e a lei dedicato insieme con “Roberto Maroni, Umberto Bossi e Silvio Berlusconi”, ricorda Salvini.

Intervistati da Giovanni Sallusti, direttore di Radio Libertà ed editorialista di Libero Quotidiano, il “capitano” e il generale convergono sull’idea di Italia, di Europa “identitarie”. Vannacci viene incaricato da Salvini di portare a Strasburgo le idee della Lega, la difesa della “sovranità” italiana, per “cambiarla questa Europa”. Temi e parole d’ordine che non possono certo suscitare perplessità e critiche di esponenti leghisti di peso come è accaduto sulla disabilità, tema sul quale Vannacci ribadisce di non aver mai parlato di classi separate.

Salvini sottolinea che Vannacci per la Lega sarà un valore aggiunto che porterà “uno o anche due seggi in più”. Ricorda, come aveva già fatto, che non è d’accordo con tutte le idee del generale, così come “Roberto è libero di non essere d’accordo con tutto quello che dico io”. Scherza: “Siamo la coppia lucifera, per la sinistra naturalmente, di queste elezioni europee”. Il segretario leghista racconta che non conosceva il generale. “Quest’estate, quando è scoppiata la polemica sul “Mondo al contrario” “ho voluto andare a conoscere questo mostro che aveva avuto il coraggio di mettere nero su bianco quel libro, di cui ho condiviso una gran parte”, dice Salvini.

Prosegue: “Ci siamo trovati in sintonia culturalmente e umanamente e non vedo l’ora che sia il 9 giugno: gli italiani avranno una sorpresa”. Per il segretario leghista la candidatura di Vannacci porta un “valore aggiunto” alla Lega. Il generale: “Vorrei un’Italia e un’Europa più identitarie. L’identità dei popoli esiste. È la cultura woke che ci porta a doverci vergognare di quello che siamo, benessere, ricchezza e progresso. Ho parlato di patria, identità confini, sicurezza e progresso, ritengo che siano valori sovrapponibili con quelli della Lega per questo mi sono candidato come indipendente”. E ancora: “Un mondo senza identità è un mondo al contrario, il mondo che l’Europa ci sta offrendo ultimamente. Sono stati annacquati i segni della nostra identità, come il crocifisso”.

Per il resto, il generale si mostra scettico sull’ipotesi della creazione di un esercito comune europeo. “La difesa comunitaria avrebbe tantissime problematiche di non facile soluzione: chi è che comanda? Chi decide? Chi prende gli ordini?”, si chiede. Mentre Salvini critica il Digital services act europeo, parlando di “censura”, e spiega di aver scelto di candidare un generale per parlare di “pace” in Europa. Il segretario leghista riconosce le divisioni del centrodestra italiano a Strasburgo ma assicura che il voto europeo “non avrà la minima influenza sul governo” a Roma, “che durerà tutti i cinque anni di legislatura.

In platea il ministro Giuseppe Valditara, il vice segretario Andrea Crippa, e il sottosegretario Claudio Durigon, oltre ad alcuni esponenti leghisti tra cui i parlamentari e gli europarlamentari Claudio Borghi, Simonetta Matone, Antonio Angelucci, Andrea Barabotti, Laura Ravetto, Mara Bizzotto, Gianluca Cantalamessa, Giulio Centemero, Maria Cristina Cantu’, Giorgio Maria Bergesio. Ci sono anche Francesco Storace, Andrea Ronchi, e Francesca Verdini, compagna di Salvini.

“Nel mio Paese, nel 2024, chi ritiene che la donna valga meno dell’uomo non è il benvenuto, è invitato a tornare al suo Paese. Bruxelles e Strasburgo sono il tempio del politicamente corretto, dei bagni gender, dei bambini che hanno un prezzo, sono in vendita e possono essere scelti, ma l’utero in affitto è un reato contro l’umanità – sostiene il capo della Lega -. C’è solo una religione che nella sua applicazione letterale è un problema”. E lancia un monito, Salvini: “Noi stiamo cedendo interi pezzi di città in Europa al fanatismo islamico e rischiamo di pentircene quando sarà troppo tardi. Il generale lo ha scritto chiaramente”.

Alle 18, Salvini riunisce i suoi in videoconferenza per la riunione del consiglio federale che dà il via libera definitivo alle liste dei candidati alle Europee. Il segretario invita tutti a darsi da fare attivamente per la campagna e annuncia tre manifestazioni per la chiusura della campagna elettorale (a Milano, Roma e Bari). Salvini – secondo quanto riporta l’Agi – avrebbe spiegato ai suoi: ‘La di Vannacci ci servirà per fare breccia in una campagna elettorale che sarà tutta incentrata sulla sfida tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein’. Nessuno dei dirigenti avrebbe fatto critiche sulla scelta. Giancarlo Giorgetti sarebbe intervenuto per dire sostanzialmente che ben venga la candidatura di un indipendente che porta più voti, l’importante è che non si confondano le posizioni di un indipendente con quelle della Lega, soprattutto quando si tratta di posizioni non condivisibili.

Dal canto suo, Salvini avrebbe ribadito come le frasi di Vannacci sui disabili siano state strumentalizzate dalla stampa e dalla sinistra. Al termine del consiglio federale la Lega diffonde le liste. Vannacci è candidato come indipendente in tutte le circoscrizioni, capolista solo nella circoscrizione Centro e Sud. Nel Nord Ovest, capolista Silvia Sardone, a seguire l’uscente Alessandro Panza, il deputato Francesco Bruzzone, gli europarlamentari Isabella Tovaglieri, Gianna Gancia, Angelo Ciocca, su posizioni vicine alle critiche fatte da Umberto Bossi a Salvini, e Oscar Lancini, oltre all’assessora lombarda Elena Lucchini e la deputata Simona Bordonali. Nella circoscrizione Nord Est, capolista l’uscente Paolo Borchia.

Sono in corsa anche il vicesindaco di Treviso Alessandro Manera, l’eurodeputata Rosanna Conte, la deputata e sindaca di Pozzonovo Arianna Lazzarini, il primo cittadino di Porto Tolle Roberto Pizzoli e Morena Martini, sindaca di Rossano veneto; oltre all’emiliano-romagnola Alessandra Basso, europarlamentare uscente. Ma anche la sindaca di Monfalcone (Gorizia) Anna Maria Cisint, e l’assessore Fvg Stefano Zannier (dopo i primi tre candidati, la posizione in lista è stata scelta per ordine alfabetico). Al Centro, oltre a Vannacci e al senatore-economista Claudio Borghi, sono candidati Laura Cartaginese, capogruppo in Regione Lazio, l’ex consigliere capitolino Davide Bordoni, e le eurodeputate uscenti Susanna Ceccardi e Anna Cinzia Bonfrisco. Candidata anche la ex senatrice di Terni Valeria Alessandrini, simbolo di quell’ Umbria in cui Salvini fu decisivo per il clamoroso cambio dal profondo rosso al centrodestra, con la vittoria della leghista Donatella Tesei, candidata riconfermata alle prossime Regionali. Alessandrini, una giovane insegnante, alle Suppletive prese il posto di Tesei al Senato, in condizioni proibitive per l’inizio del Covid, quando nel Collegio 2 in Umbria si andò a votare con guanti e amuchina.

Al Sud, dopo Vannacci, corrono Aldo Patriciello, campione di preferenze che a fine 2023 lasciò Forza Italia e aderì alla Lega, e l’uscente campano Valentino Grant. Mentre, nelle Isole, guida la lista la deputata uscente Annalisa Tardino, davanti a Vannacci, Ester Bonafede (in quota Udc), Raffaele Stancanelli, Mimmo Turano, Fracesca Reitano e il senatore Nino Germanà, dalle posizioni molto garantiste. Fu mandato da Salvini un paio di anni fa alla guida della delegazione della Lega a Hammamet alle iniziative della Fondazione Craxi per l’anniversario della scomparsa dello statista socialista.

Antonio Tajani, segretario azzurro, vicepremier e ministro degli Esteri, intervistato da Bianca Berlinguer su Rete 4 “È sempre Carta bianca” dice che ovviamente Vannacci è libero di candidarsi come tutti ma sottolinea che le idee del generale non sono quelle di FI che, al contrario di Salvini, “vuole più Europa e più Italia in Europa”. Ma anche Tajani come Salvini assicura che il governo durerà per tutta la legislatura.

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