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Perché la guerra Usa-Cina su soia e mais influirà sulla benzina

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Per esaudire le attese dei contadini del Midwest, colpiti dalla guerra commerciale tra Cina ed Usa sui germogli di soia e sul mais, Trump consentirà l’utilizzo di benzina con più etanolo


Clima, questo sconosciuto. Donald Trump, come già aveva fatto intuire in campagna elettorale, non crede ai cambiamenti climatici. Tutte le sue scelte, in questi mesi, sono state orientate alla crescita economica del Paese, poco importa poi se tale crescita è sostenibile e se rispetta gli accordi di Parigi (da cui gli Usa sono usciti).

Anche l’ultima delle sue scelte non si smentisce: si può utilizzare la benzina che contiene più etanolo. In pratica, che inquina di più. Alla faccia dell’allarme Onu e delle raccomandazioni.

LA GUERRA COMMERCIALE USA-CINA

Tutto parte da qui. La guerra in corso tra Cina ed Usa ha colpito anche gli agricoltori del Midwest, che alle elezioni di metà mandato di novembre sul congresso potrebbero fare una scelta diversa da quella repubblicana.

A causa della guerra commerciale, la Cina ha imposto tariffe del 25% sui germogli di soia e sul mais. La decisione ha avuto un forte impatto sugli agricoltori a stelle e strisce, che lo scorso anno hanno venduto quasi un terzo del loro raccolto in Cina. In termini di dollari, solo gli aerei rappresentano un’esportazione più significativa verso la Cina, la seconda più grande economia del mondo.

“C’è ansia per il programma del presidente sull’applicazione delle tariffe”, ha detto il senatore Chuck Grassley, repubblicano dell’Iowa.

OBIETTIVO CONQUISTARE I CONTADINI DEL MIDWEST

A Trump, serviva una soluzione per tenere buoni gli agricoltori del Midwest e durante una visita allo stato dell’Iowa ha dovuto tirar fuori un coniglio dal cilindro: per conquistare voti, ha promesso che sarà possibile utilizzare benzina con più etanolo.

La benzina, più inquinante, è certamente più economica e questo aiuterebbe i conti degli agricoltori. L’annuncio dell’etanolo “rappresenta un grande incentivo non solo per l’ansia delle tariffe ma perché stiamo avendo un altro raccolto di mais record e questo naturalmente fa scendere i prezzi”, ha detto Grassley.

UNA SCELTA CHE NON PIACE NEMMENO AI PETROLIERI

Se i contadini gioiscono, non lo fanno invece ambientalisti e intera l’industria del petrolio, che sperano, ovviamente, in un no deciso al progetto dell’agenzia per la protezione dell’ambiente. Secondo il piano, comunque, le raffinerie potranno comprare e vendere crediti per usare l’etanolo da mescolare alla benzina.

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