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L’Italia osserva assonnata la spartizione della Libia?

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Libia

Tutti i dettagli sull’accordo in Libia del governo di unità nazionale guidato da Fayez al-Serraj con Qatar e Turchia. Misurata alla Turchia come base navale?

Qatar e Turchia sempre più vicini al governo di Serraj in Libia. Tutti i dettagli.

Il governo di unità nazionale guidato da Fayez al-Serraj ha firmato un accordo con Qatar e Turchia per l’invio di “consiglieri e istruttori” destinati alle proprie forze armate. Lo afferma lo stesso esecutivo di Tripoli. “Abbiamo raggiunto un’intesa con il ministro alla Difesa turco Hulusi Akar e con il ministro del Qatar Khaled bin Mohammad Al-Attiyah volto ad una cooperazione tripartita per realizzare un istituto militare per l’addestramento”, ha affermato il viceministro alla Difesa tripolino, Salah al-Namrouch.

L’INCONTRO DI TRIPOLI

Sia Akar che il ministro di Stato per la Difesa del Qatar, Sheikh Khaled, sono arrivati ieri a Tripoli per incontri i vertici militari locali. Secondo l’intesa tra i tre Paesi, la Turchia e il Qatar invieranno consiglieri militari e organizzeranno dei corsi di addestramento per i cadetti libici.

CASO SIRTE

Peraltro, anche il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ieri si trovava a Tripoli, avvertendo che il Paese sta attraversando una “calma ingannevole” da quando i combattimenti intorno alla città di Sirte erano entrati in stallo, lo scorso giugno.

LE POTENZE IN LIBIA

Parlando con i giornalisti, Maas ha ha affermato che le potenze straniere “stanno continuando ad armare massicciamente” la Libia. Era l’aprile del 2019 quando ‘l’uomo forte della Cirenaica’, il maresciallo Khalifa Haftar, ha lanciato l’offensiva nei confronti delle forze del governo nazionale di al-Serraj.

IL PORTO DI MISURATA

Fonti di al-Arabiya hanno riferito che il 17 agosto è stato aggiunto un accordo tripartito con cui il porto di Misurata potrebbe presto divenire una base militare turca, che consentirebbe ad Ankara non solo di controllare una nuova postazione sul Mediterraneo, ma altresì di dispiegare “potenti mezzi navali” nella regione. La mossa, spiega il quotidiano, rientra nei piani di espansione della Turchia, la quale mirerebbe ad incrementare la propria presenza militare e commerciale non solo in Libia, ma anche nelle regioni del Nord Africa e del Mediterraneo meridionale. Il patto prevede l’istituzione di un centro di coordinamento militare tripartito con sede nella città di Misurata, con Doha impegnata a finanziare centri di addestramento e basi per i combattenti di Tripoli.

IL TWEET DI URSO (COPASIR)

“A Misurata una base navale turca, a Sirte quella russa. La spartizione della LIBIA nel silenzio attonito del governo. Traditi gli interessi vitali dell’Italia”. Lo scrive su twitter il senatore Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir, che chiede ”il ministro degli Esteri a spiegare in Parlamento quella che appare come la più grave sconfitta della nostra storia repubblicana. Il destino dell’Italia non si gioca a Pomigliano ma nel Mediterraneo dove stiamo perdendo su tutto il fronte. In LIBIA come in Libano, in Siria come nel Mediterraneo orientale, altre Nazioni occupano il ruolo che era dell’Italia”.

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