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L’Eurogruppo sul Mes sbugiarda Conte. L’approfondimento di Liturri

L’agenda dei lavori dell’Eurogruppo e le parole del presidente Centeno contraddicono gli annunci del premier Conte sul Mes. L’approfondimento dell’analista Giuseppe Liturri

Sono partiti alle 17,30 i lavori dell’Eurogruppo in formato inclusivo ed, all’ingresso, il presidente Mario Centeno ha commentato testualmente, ripreso dalla Reuters: “Abbiamo lavorato un sacco quest’anno. Abbiamo adottato una decisione in giugno e da allora è stato condotto un lavoro tecnico. Oggi faremo il punto della situazione in vista della firma subito all’inizio del prossimo anno”.

Un successivo lancio di qualche ora dopo, pur ribadendo l’accordo già raggiunto a giugno, attribuiva alle (tardive) obiezioni sollevate dall’Italia ed alla indebolita posizione del ministro delle finanze tedesco Scholz (recentemente sconfitto nella corsa alla leadership della Spd) il ritardo nell’intesa finale rispetto all’obiettivo iniziale di dicembre. In ogni caso, solo dettagli rispetto a un percorso ormai definito.

Se a queste parole aggiungiamo quanto stabilito dall’agenda dei lavori dell’Eurogruppo, la netta sensazione è che non ci sia davvero nulla da fare. I giochi sono fatti sin da giugno.

Il testo dell’agenda non lascia spazio a dubbi: “…facendo seguito al mandato ricevuto dai Capi di Governo all’ultimo Eurosummit del 21 giugno, i ministri delle Finanze hanno fatto progressi lavorando su tutti gli aspetti menzionati nella lettera di giugno del Presidente dell’Eurogruppo al Presidente del Consiglio Europeo. Il 4 dicembre, l’Eurogruppo in formato inclusivo redigerà il rapporto per l’Eurosummit di dicembre, concentrandosi sui seguenti temi: l’insieme della documentazione giuridica relativa alla riforma del MES, sulla base delle modifiche normative al Trattato concordate a giugno, l’ulteriore rafforzamento dell’Unione Bancaria, comprendendo lo schema di assicurazione europea sui depositi. L’Eurogruppo presenterà anche un rapporto sull’accordo relativo al bilancio per la competitività e la convergenza, raggiunto in ottobre”.

In sintesi, l’accordo è concluso e si lavora sulla documentazione giuridica di secondo livello.

Allora risulta stridente il contrasto con le righe della risoluzione Molinari-D’Uva del 19 giugno, con la quale Conte si recò all’Eurosummit del successivo 21.

13) a render note alle Camere le proposte di modifica al trattato ESM, elaborate in sede europea, al fine di consentire al Parlamento di esprimersi con un atto di indirizzo e, conseguentemente, a sospendere ogni determinazione definitiva finché il Parlamento non si sia pronunciato”.

E viene da chiedersi come sia possibile che l’Eurogruppo prosegua i lavori, dando per già CONCORDATA la revisione del Mes e “facendo seguito al mandato dell’Eurosummit del 21/6” quando Conte in quell’incontro aveva l’esplicito mandato parlamentare di “sospendere ogni determinazione definitiva”?

Di fronte ai seguenti inoppugnabili fatti:

  1. Da dicembre 2018 a giugno 2019 l’avanzamento del negoziato del Mes è stato condotto senza acquisire preventivamente un atto di indirizzo parlamentare.
  2. Quando i parlamentari hanno insistito, in vista dell’Eurogruppo decisivo del 13 giugno, sono stati trattati da carbonari, potendo solo visionare fuggevolmente delle bozze (senza allegati decisivi) sotto scorta nelle stanze del MEF.
  3. Quando, all’esito dell’Eurogruppo del 13 giugno, è emerso in tutta la sua chiarezza l’infernale meccanismo messo in piedi (comunicato dall’Eurogruppo a Tusk il 15), il testo della risoluzione del 19 mirava inequivocabilmente a bloccare tutto, poiché traduceva in politichese l’ormai famoso “non firmiamo un c…” di Salvini.

Quale altra prova bisogna portare per dimostrare che il problema non è tanto quello di sapere o non sapere, come molti commentatori si attardano ancora a rilevare, quanto prendere atto che tutti sapevano e Conte sapeva che tutti gli avevano detto di bloccare tutto? Cosa è stato bloccato, se dall’agenda dell’Eurogruppo si rileva che l’accordo è pronto e mancano solo gli ultimi dettagli?

Qui qualcuno non la Conta giusta.

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