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Lega, chi c’è e che cosa si dice (anche del Ppe) alla Pontida del Sud

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Berlusconi

Fatti, nomi e curiosità sulla Pontida del Sud, la tre giorni leghista in corso a Catania, dove Giorgetti ha detto: la Lega si confronterà con il Ppe. Il corsivo di Paola Sacchi

 

L’hanno chiamata la Pontida del Sud. È la tre giorni leghista in corso da ieri, primo ottobre, a Catania, in attesa del processo a Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona per la nave Gregoretti. Domani, sabato 3 ottobre, è prevista la prima udienza.

Ma la tre giorni leghista non è solo un atto di protesta, in una Catania blindata, contro il processo a un ex ministro dell’Interno ed ex vicepremier per una scelta dove — e questo è un precedente — il potere giudiziario giudica la scelta del potere esecutivo, un esecutivo che peraltro aveva condiviso le scelte del leader leghista, di quel ministro per il quale la maggioranza di sinistra, guidata dallo stesso premier di oggi, Conte, ha fatto pollice verso anche per la Open Arms, altro processo che attende Salvini a Palermo.

La tre giorni leghista dal titolo “Processate anche me”, è una protesta pacifica che coglie l’occasione per affrontare i temi al centro della politica, attraverso il lavoro e le nuove sfide che attendono l’attore protagonista: la Lega Salvini premier, Lega nazionale, primo partito italiano, che in Sicilia alle europee prese un inaspettato 20 per cento.

Roberto Calderoli, big storico del Carroccio, ricorda alla cronista: “Pensa, io mi presentai proprio qui a Catania per le elezioni per la prima volta una quindicina di anni fa…”. “Di strada ne abbiamo fatta, eh…”, sottolinea, soddisfatto, “Il Calde della Val Brembana”, vicepresidente del Senato, dando uno sguardo ai locali della Dogana, pieni dei “nuovi” leghisti del Sud. Come l’assessore ai Beni culturali e Identità della Regione Sicilia, Alberto Samonà, o il suo omologo in Calabria, il leghista Nino Spirlì, vicepresidente leghista della presidente (FI) Iole Santelli.

Che questa sia la Pontida del Sud, ovvero l’evento che ogni anno ha tracciato sempre la linea del partito, lo testimonia anche la presenza efficientissima di Maurizio Bosatra, ovvero il mega-organizzatore dello storico evento sul pratone della bergamasca. È una Lega che parla del suo futuro, che, a differenza di quanto è stato scritto dal mainstream, non dà l’immagine di aver subìto una frenata con le ultime regionali al Sud.

Un partito che certamente ha problemi di crescita e di amalgama, ma, avverte il numero due leghista Giancarlo Giorgetti, elogiando il commissario della Sicilia, il senatore Stefano Candiani, “sta facendo un gran lavoro per costruire anche qui quella quercia che il mio papà (pescatore, ndr) sul lago (di Varese, ndr) ha sempre preferito ai salici, perché quelli con la pioggia vengono subito giù”. Dall’Italia al futuro della Lega in Europa. Sempre Giorgetti: “Hanno scritto cose sbagliate sull’ingresso della Lega nel Ppe. È cosa inventata. Me ne attribuiscono così tante che non ci faccio ormai più caso. Io credo nel sovranismo nel senso che il popolo è sempre sovrano. Ma l’Europa, ci piaccia o no, esiste, e noi col Ppe dobbiamo confrontarci, il Ppe esprime la Cdu, che esprime il leader principale”.

Attori determinanti, secondo Giorgetti, su cui intervenire, fare pressione proprio perché il popolo sia sovrano. E la Ue “va cambiata”. Si parla anche di agricoltura con l’ex ministro Gianmarco Centinaio, il quale ricorda un risultato da lui ottenuto sui prodotti Igp, fra cui anche un cioccolato siciliano. Il problema dell’egemonia culturale occupa un momento importante. Spirlì, il vicepresidente della Calabria, leghista, scrittore e gay, durante il dibattito, coordinato da Maria Giovanna Maglie, si scaglia ironicamente contro il politically correct: “Se non mi chiamate ‘ricchione’ , mi offendo”. Sul tema dell’immigrazione e sul perché sia “un grave ritorno indietro” smantellare i decreti sicurezza interviene Nicola Molteni, l’ex sottosegretario all’Interno.

Ci sono tutti i big leghisti, i capigruppo di Camera, Riccardo Molinari, e Senato, Massimiliano Romeo. I parlamentari, cosiddetti euroscettici, Alberto Bagnai, responsabile economico della Lega, e Claudio Borghi.

E presenze simboliche della lotta al Covid come quella del deputato di Codogno, Guido Guidesi. Con lui il segretario della Lega lombarda, la base originaria di tutto, Paolo Grimoldi. La deputata Barbara Saltamartini, che dette una mano significativa a Salvini per “espugnare” l’anno scorso l’Umbria, e i parlamentari umbri, guidati dal senatore Luca Briziarelli.

A portare solidarietà a Salvini gli alleati: oggi c’erano Gianfranco Miccichè, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, con il presidente della Regione Nello Musumeci, e domani ci saranno Giorgia Meloni, leader dei Fratelli d’Italia, e Antonio Tajani, numero due di Forza Italia.

Il “capitano” Salvini arriva nel pomeriggio, intervistato da Maglie. Prima del processo di Catania.

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