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Le vere sfide per la destra

Se la destra vuole stravincere alle prossime elezioni renda realtà l’“illusione securitaria”. Chi sbaglia, paga; se è straniero, paga a casa sua. Il corsivo di Battista Falconi

Tralasciamo per un momento i grandi scenari che potrebbero preludere al Nuovo ordine mondiale: ormai in parecchi lo chiamiamo così, anche se magari tutto potrebbe ricomporsi in Groenlandia, Iran, Corea, Messico, Venezuela, Medio Oriente, Ucraina, Africa (Sudan, Sahel, Corno d’Africa, Congo, Niger e Nigeria), a Cuba, Taiwan. Certo la sfilza di dichiarazioni e comunicati sull’incontro dei Volenterosi non fa stare tranquilli e se tra un paio di settimane Trump mantenesse l’impegno di occuparsi dell’isola artica ne vedremo delle brutte.

Ma ora concentriamoci su più semplici e minute vicende di casa nostra, che però sono collegate alle globali per due ragioni: perché, parafrasando il Vangelo, chi non è credibile nel poco non lo sarà nemmeno nel molto; e perché parte della cultura politica progressista approccia vicende interne e planetarie con la stessa, demodée follia woke. Ci riferiamo innanzitutto ai due omicidi di Aurora, la diciannovenne della provincia di Latina stuprata e uccisa da un peruviano recidivo, e del capotreno ammazzato da un croato, che aveva dato in escandescenze più volte. La domanda è la stessa: come mai non basta rendersi responsabili di comportamenti violenti, addirittura condannati per questi, per essere posti in condizioni di non nuocere?

Il problema riguarda soprattutto gli stranieri, lo sappiamo statisticamente, poiché non sono sempre i migliori che se ne vanno per venire a casa nostra, spesso sono persone già sbandate nella propria che qui fatalmente fanno peggio, poiché non trovano condizioni ottimali. Il buon senso semplicistico da cui è notoriamente affetta la borghesia conservatrice vorrebbe che, al primo o secondo caso di aggressione, queste persone vengano rispedite nel luogo di origine, ma il coacervo delle norme e delle applicazioni non lo permettono. I borghesi conservatori non lo capiscono, essendo notoriamente stupidotti, e anzi, non essendo cattivi razzisti come si dice, vorrebbero applicare pari durezza verso i maschi italiani che picchiano e perseguitano mogli, compagne e fidanzate, mandandoli in galera e buttando la chiave dopo aver tentato seriamente, ma non troppo insistentemente, di cambiare loro vita e testa con la rieducazione.

I borghesi conservatori vorrebbero pari durezza e celerità anche contro i maranza che, a Milano come a Napoli, girano col coltello in tasca e lo tirano fuori con una facilità che i vecchi camorristi contenevano furbamente, sapendo che eccessi di violenza gratuita alzano l’attenzione delle forze dell’ordine. E, da sempliciotti non xenofobi, vorrebbero l’applicazione senza manco sapere se si tratti di stranieri o italiani, di prima o settima generazione.

A più o meno breve si andrà a votare e ci si contenderanno gli elettori in proporzioni già abbastanza note dai sondaggi. Se la sinistra vuol consolidare il proprio sconsenso continui a simpatizzare per i dittatori, come lamentano persino intellettuali de sinistra quali Manconi e Mattia Feltri: aspiranti leader quali Landini teorizzando surreali libertà venezuelane conculcate dagli USA, allestendo un altro presepe su cui sparare. Se la destra vuol consolidare il proprio consenso, trasformi davvero e velocemente in realtà quella che Annalisa Cuzzocrea chiama “illusione securitaria”, il panpenalismo, il law and order. Chi sbaglia, paga; se è straniero, paga a casa sua.

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