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Lagarde e McCaul, chi sono le due manager ai vertici della Bce gradite al Vaticano di Bergoglio

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Due donne in posizioni cruciali per l’Europa. Entrambe cattoliche. Entrambe di successo. Diversissime nell’aspetto. L’approfondimento di Andrea Mainardi

 

Sull’aereo che lo stava portando a Ginevra nel giugno 2018, Papa Francesco disse ai giornalisti che sarebbe stata una buona idea chiamare Christine Lagarde alla guida dello Ior. “Siamo in trattative”, affermò sorridendo. Forse scherzava, forse no. Ma è indubbia la simpatia che Jorge Mario Bergoglio nutre verso la ex responsabile del Fondo Monetario Internazionale, oggi in procinto di assumere la presidenza della Bce. Lì dove da qualche giorno è stata nominata un’altra manager ben conosciuta in Vaticano, Elizabeth McCaul, nuovo membro del Supervisory Board della Bce, che sovrintende e regola le principali banche dell’eurozona. McCaul è stata a lungo di casa a Santa Marta, quando, dal 2013, si recava oltre le mura leonine per contro di Promontory, reclutata a setacciare i conti delle due “banche” del Papa: Apsa e Ior.

COSÌ SIMILI, COSÌ DIVERSE

Due donne in posizioni cruciali per l’Europa. Entrambe cattoliche. Entrambe di successo. Diversissime nell’aspetto. Tipica dama sofisticata da rive gauche parigina Lagarde, anche se di simpatie verso il centrodestra: è stata ministro al Commercio estero con Jacques Chirac; poi dell’Agricoltura e infine dell’Economia durante la presidenza di Nicolas Sarkozy. Più volte ribattezzata la Coco della finanza per il taglio dei capelli curatissimo – e un poco civettuolo –, gli abiti di alta sartoria e i gioielli discreti quanto di gran firma. Se politicamente è accreditata di centrodestra, è considerata una cattolica di sinistra in temi etici. Si definisce praticante. Divorziata e risposata, ha mantenuto il cognome del primo marito, da cui ha avuto due figli. Da adolescente è stata campionessa di nuoto sincronizzato.

MCCAUL, DAGLI STATES CON FAMIGLIA NUMEROSA

Sorriso da casalinga americana che non sembra tenere in gran conto la propria forma fisica, invece, quello di Elizabeth McCaul. Però crede nello sport: recentemente, con il marito Frank Ingrassia, ha sostenuto un generoso progetto da 1,5 milioni di dollari a favore della Lehigh University Athletics per sostenere il calcio maschile. Madre di sette figli, laurea a Boston e impegno nel volontariato. Come racconta un pezzo del Sole 24 Ore, nel 2013, quando si incontrò con l’allora presidente dello Ior, Ernst von Freyberg, si presentò con una lettera scritta dal suo parroco di New York, in cui si attestava il suo essere una buona cattolica e madre accorta. Insomma: capace di conciliare famiglia e brillante carriera.

LA CARRIERA NEGLI UFFICI CHE CONTANO

La biografia di Christine Lagarde è ampiamente indagata e raccontata. Rilascia interviste. Ha un profilo twitter @Lagarde che utilizza con una certa frequenza. Si conoscono con più parsimonia le notizie su McCaul. Tipica riservatezza di chi lavora nella finanza. Ai massimi livelli. Inizio nel 1985 alla Goldman Sachs come investment banker. Negli anni Novanta entra al Dipartimento bancario dello Stato di New York. Nel ’99 il governatore repubblicano George Pataki la nomina supervisore. Ci resta fino al 2003, affrontando, tra l’altro, le emergenze post 11 settembre e contribuendo ad istituire un ufficio per assistere i sopravvissuti all’Olocausto e i loro eredi nelle richieste di indennizzo. Un recupero crediti rubati ingiustamente durante la Seconda Guerra Mondiale non sempre gradito ad alcune banche europee.

WATCHDOG PER CONTO DI DIO

Nel settembre 2003, McCaul entra a far parte del Promontory Financial Group. Si occupa anche della divisione europea di cui ne diviene presto Ceo. Il cameo più narrato della sua carriera rimane quella consulenza in Vaticano. Revisione dei conti non particolarmente vista di buon occhio in certi ambienti di Curia. Non fosse altro per l’opportunità di affidare ad una società di consulenza con solida base a Washington (e legata al suo establishment?) dati sensibili. Forse anche per rassicurare Promontory spedì come senior advisor una cattolica praticante come McCaul. Nel 2016 ha raccontato la sua esperienza in Vaticano durante un incontro della Leadership Roundtable, organizzazione no profit cattolica che promuove migliori pratiche e responsabilità nella gestione della chiesa, nelle finanze e nell’amministrazione. Senza ovviamente svelare nulla del suo lavoro in Vaticano, ha assicurato: le riforme finanziarie sostenute da Francesco hanno contribuito a rendere la Chiesa e le sue istituzioni più trasparenti, meglio governate e conformi alle normative.

LAGARDE NEL CUORE DI BERGOGLIO

Di dialoghi approfonditi tra McCaul e Francesco non c’è contezza. Di certo si sono incontrati. Non fosse altro nella cappella o nei corridoi di Casa Santa Marta. Agli atti e ben immortalate dai fotografi ci sono invece due udienze concesse da Bergoglio a Lagarde. Nel 2014 e nel 2016. Poche settimane dopo l’ultimo incontro, il Papa la elogiò pubblicamente, come “donna intelligente, che sostiene che il denaro deve essere al servizio dell’umanità e non il contrario”. Secondo il vaticanista Sandro Magister, il complimento lasciò “allibiti” i socialisti cattolici francesi. Non certo per le mise eleganti e costose, quanto per una certa idea sul diritto francese, come riassume un suo ampio ritratto recentemente firmato da Maria Serena Natale per IoDonna: “Abituata alla competizione americana, definisce il diritto sociale francese ‘complicato, pesante, pieno di freni alle assunzioni’. Di fronte all’aumento dei prezzi del carburante consiglia ai parigini la bicicletta, come Maria Antonietta con le brioches”.

COME IL VATICANO GUARDA FRANCOFORTE (E VICEVERSA)

Sia come sia, ora nelle eurotorri della Bce di Francoforte, ci sono due donne in carriera, cattoliche, che hanno lavorato per il Papa e sono stimate dal pontefice regnante. Certo: la Città del Vaticano ha adottato l’euro, ma non è un Paese dell’euro. Come scrive il Sole 24 Ore: McCaul non potrà vigilare sullo Ior. Non più.

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