Mondo

La Turchia gioca contro Italia ed Eni in Libia. Il commento di Pelanda

di

erdogan Turchia eni

L’interesse economico italiano primario è tutelare la presenza delle operazioni dell’Eni in Libia minacciata dall’offensiva della Turchia. Il commento dell’analista Carlo Pelanda

La Turchia a conduzione Erdogan ha deciso l’ingaggio militare massivo in Libia a sostegno del governo di al Serraj per evitarne la sconfitta da parte delle milizie di Haftar, combinato con la definizione di un’area economica marina turco-libica nel Mediterraneo orientale che fornisce ad Ankara uno strumento formale di dominio/interdizione delle risorse energetiche dell’area, intento anticipato mesi fa dall’invio di navi militari per impedire l’esplorazione di giacimenti vicino a Cipro da parte di aziende italiane ed europee.

Ora l’Italia e l’Ue devono trovare una risposta. L’interesse economico italiano primario è tutelare la presenza delle operazioni dell’Eni in Libia e, soprattutto, evitare che nell’area dominata dal governo di al Serraj e tribù alleate (parte della Tripolitania) la concessione all’Eni venga sostituita con una ad aziende turche.

L’interesse politico è che il presidio costiero non vada in mani ostili che potrebbero usare i flussi migratori come arma di ricatto. L’interesse combinato italiano e francese è che la Turchia rientri nei suoi confini, rinunciando alla sua ambizione neo-ottomana. Haftar è sostenuto da Arabia Saudita, Emirati ed Egitto, considerando che America e Israele sono alleati di questi e che la Russia si è infilata via Egitto e che la Francia vi è da sempre. Al Serraj è sostenuto da Turchia e Qatar entro la guerra intra-sunnita tra filo-sauditi e Fratellanza musulmana.

L’Italia ha sbagliato alleanza collocandosi nella seconda. Il cambiarla ora la esporrebbe a gravi danni qualora il conflitto finisse con la divisione tra Cirenaica all’Egitto e Tripolitania alla Turchia. Ma il restarvi emarginata dalla Turchia sarebbe un rischio forse peggiore. Roma è indecisa.

La situazione è in stallo. Per sbloccarla bisognerebbe aiutare una parte a vincere e usare la mossa turca a favore degli interessi italiani: convergenza tra Francia e Italia estesa anche a collaborazioni per il presidio congiunto sia del Mediterraneo sia dell’Africa, alleanza con l’Egitto dandogli influenza sulla Libia in cambio di garanzie per gli affari e per il controllo dei migranti.

Ciò renderà nullo anche il trattato della zona economica marina turco-libica. Non facile, certo, ma scelta più produttiva di altre per Roma e l’Ue.

(estratto di un articolo pubblicato su Italia Oggi)

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati