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La triste parabola di Macron vista dal francese Le Figaro

Emmanuel Macron in fin di regno: leccato, mollato, linciato. L'articolo di Le Figaro tratto dalla rassegna di Liturri

 

(Le Figaro, Eugénie Bastié, 15 gennaio 2026)

Il libro Néron à l’Élysée, scritto dai giornalisti ex-macronisti Nicolas Domenach e Maurice Szafran, offre un ritratto impietoso e dettagliato del secondo mandato di Emmanuel Macron, dipinto come un presidente affetto da narcisismo patologico che ha bruciato le proprie basi politiche e quelle altrui.

Gli autori, un tempo sostenitori, si sono trasformati in critici feroci dopo la dissoluzione del 2024, paragonando Macron all’imperatore Nerone per la sua ossessione di distruggere tutto ciò che lo circondava. Il volume raccoglie testimonianze inedite sulle tre caotiche annate finali del quinquennio, evidenziando errori capitali come la rielezione opaca del 2022 e soprattutto la dissoluzione suicida del 2024. Emerge un leader seduttivo ma spietato, incapace di circondarsi di personalità forti e ossessionato dal controllo, che ha deluso profondamente ex-alleati e intellettuali centristi.

1. Regola d’oro della politica francese applicata a Macron

«Leccato, abbandonato, linciato: questa regola d’oro della vita politica francese, stabilita da Jean-François Kahn, sembra ormai l’epitaffio di Emmanuel Macron in fin di regno, un presidente che ha perso il suo fulmine e vive recluso e impotente all’Eliseo, mentre giornalisti, intellettuali e consiglieri che lo avevano accompagnato al potere nel 2017 oggi si rivoltano contro di lui senza pietà.»

2. Accusa di narcisismo patologico e paragone con Nerone

«Nessun altro presidente ha suscitato un odio così intenso, nemmeno tra i suoi ex sostenitori, perché nessuno prima di lui aveva usato la seduzione in modo così sistematico per attirare a sé le forze sparse del centrismo, lasciando dietro di sé cuori spezzati senza rimorso, proprio come Nerone non riusciva a staccarsi dallo spettacolo inebriante delle fiamme che divoravano Roma.»

3. Errori capitali del secondo mandato

«Le due colpe originarie sono la rielezione del 2022, ottenuta senza vera campagna perché ossessionato dalla guerra in Ucraina, dando ai francesi la sensazione di essere stati privati di un momento democratico catartico, e soprattutto la dissoluzione del 2024, un capriccio inspiegabile e un suicidio politico che ha gettato nel panico e nel trauma tutta l’intellighenzia centrista.»

4. Incapacità di circondarsi di figure forti

«Il narcisismo patologico gli impedisce di circondarsi adeguatamente: è il peggiore dei direttori del personale, incapace di far emergere personalità forti e decapita instancabilmente chiunque possa fargli ombra, a cominciare dai suoi tre primi ministri Édouard Philippe, Élisabeth Borne e Gabriel Attal, a differenza di de Gaulle che seppe valorizzare figure come Malraux.»

5. Diagnosi psicologica condivisa da ex-alleati

«Alain Minc, inventore del cerchio della ragione e un tempo entusiasta sostenitore, si chiede ad alta voce se questo uomo dal narcisismo patologico non sia in depressione, con tutti i segni clinici evidenti, mentre Gérald Bronner parla di un presidente leggermente autistico con gravi lacune nella metacognizione, ossia nella capacità di percepire le reazioni che provoca negli altri.»

(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)

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