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La mappa del voto per Fratelli d’Italia, Pd, M5s e Lega. Report

Fratelli d’Italia si radica al centro e al nord-est, non sfonda al sud. Il Pd resiste a fatica nella vecchia “zona rossa”. M5s si conferma come partito del Sud, mentre la Lega torna nei vecchi confini della Lega Nord di Bossi. Numeri e mappe nell’analisi dell’Istituto Cattaneo

 

Questa analisi riguarda la distribuzione geografica dei consensi per i quattro partiti più votati alle elezioni del 25 settembre 2022 (Fratelli d’Italia, Partito democratico, Movimento 5 stelle e Lega). Il territorio ha sempre avuto una grande importanza politica in Italia.

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale e il ripristino della democrazia, il Paese appariva diviso in aree geografiche che delimitavano non solo un determinato territorio, ma anche uno specifico comportamento elettorale e un preciso rapporto tra i partiti, il territorio e la società. In particolare, in due di queste aree – il Centro (la Zona rossa) e il Nord-Est (la Zona bianca) – erano presenti, rispettivamente, la subcultura comunista e cattolica e i partiti di sinistra e la Democrazia Cristiana (DC) riscuotevano i loro maggiori successi.

Negli anni Ottanta e Novanta, la nascita e il successo della Lega Nord hanno eroso i consensi della DC nella Zona bianca, mentre Tangentopoli, la fine della Prima Repubblica e la nascita di Forza Italia hanno ulteriormente modificato la geografia elettorale del paese.

Dal 2013 in poi, l’improvvisa ascesa e il successo del M5S ha prodotto ulteriori cambiamenti. Cosa è successo nel 2022? Il partito di Giorgia Meloni, passato dal 4 al 26% nel giro di una legislatura, si radica al Centro e al Nord-Est, mentre non sfonda al Sud. Il Partito democratico resiste, a fatica, nei confini della vecchia Zona rossa. Il Movimento 5 stelle si conferma come partito del Sud, mentre la Lega di Salvini torna nei vecchi confini della Lega Nord di Umberto Bossi.

Ecco l’estratto dell’analisi.

FRATELLI D’ITALIA NON SFONDA AL SUD

La distribuzione territoriale di Fratelli d’Italia è probabilmente la più interessante da analizzare, trattandosi del partito che ha aumentato maggiormente i suoi consensi, passando dal 4.4 delle scorse elezioni politiche al 26 di questa tornata elettorale. Il partito di Giorgia Meloni ottiene un risultato particolarmente positivo nel Centro (in particolare nel Lazio e nel sud delle Marche e dell’Umbria) e nel Nord-Est, con picchi particolarmente importanti in Veneto, nella Lombardia orientale e nella provincia di Piacenza. La distribuzione dei consensi di Fratelli d’Italia lo fa assomigliare meno al partito suo predecessore, Alleanza Nazionale (principalmente radicato nel Mezzogiorno), e più al suo principale affluente (la Lega). Osserviamo infatti una limitata attrattiva del partito di Giorgia Meloni al sud, dove probabilmente sconta la concorrenza del Movimento 5 stelle (si veda sotto), mentre da AN, e in particolare dalla storia della destra da cui deriva, la leader eredita una forte presenza nel Lazio e nelle regioni limitrofe.

LA LEGA: UN RITORNO AGLI ANTICHI CONFINI

Il partito di Matteo Salvini perde più di tre milioni di voti rispetto al 2018 (circa 9 punti percentuali). Le perdite più consistenti del Carroccio sembrano però concentrarsi nelle regioni del Centro-Sud, di fatto quelle nelle quali il partito di Salvini aveva ottenuto nuovi consensi nel periodo 2018- 2020. Dalla Mappa 2, osserviamo che gran parte del sostegno per la Lega salviniana è tornato nelle regioni storiche di sostegno al Carroccio (principalmente il Lombardo-Veneto, il Piemonte e il Friuli-Venezia Giulia). Altro elemento caratterizzante, e ricorrente, della distribuzione territoriale della Lega è rappresentato dallo scarso supporto, anche al Nord, nelle grandi città e nelle cinture metropolitane (si notino i cali di consensi nella zona del milanese, del padovano e del torinese). Tuttavia la Lega esce da questa elezione critica nettamente meridionalizzata rispetto agli esordi. Il divario tra le percentuali ottenute al nord e al sud si è nel notevolmente ridotto.

IL MOVIMENTO 5 STELLE: IL PARTITO DEL SUD

La distribuzione dei consensi per il Movimento 5 stelle indica un radicamento sempre più forte del partito nel Sud del paese. Mentre nel 2013 i voti per il M5S si distribuivano in maniera omogenea in tutto il paese, a partire dal 2014 si è osservata una meridionalizzazione dell’elettorato del Movimento, fenomeno che è diventato chiaro in occasione delle elezioni politiche del 2018 e delle europee del 2019. Sebbene il Movimento 5 stelle sconti un calo di consensi di più di 17 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni politiche (ma di poco meno di 2 punti rispetto alle europee del 2019) la Mappa 3 mostra che la dinamica della geografia elettorale del partito di Conte resta invariata.

IL PARTITO DEMOCRATICO: QUELLA ZONA ROSSA CHE RESISTE A FATICA

Il Partito democratico, pur mantenendo percentuali di supporto sostanzialmente invariate rispetto al 2018, perde quasi un milione di voti rispetto alle precedenti politiche. Da un punto di vista territoriale, la Zona rossa è l’unica delle vecchie zone politiche italiane a resistere, anche se a fatica. Ma rimane tuttavia vero che le roccaforti del PD restano quelle dell’Italia centrale (in particolare la Toscana, l’Emilia-Romagna il Nord delle Marche e dell’Umbria), anche se con percentuali ancora più basse che nel 2018.

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