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Come sarà la Grand Strategy di Mario Draghi

di

Mario Draghi

L’intervento di Francesco D’Arrigo, direttore Istituto Italiano di Studi Strategici

 

La manovra di Italia Viva e del suo leader, Matteo Renzi, ha sorpreso i partiti e di fatto costretto la maggioranza ad uscire da un contesto che aveva, complice la pandemia, bloccato il governo e cristallizzato i rapporti di forza tra tutte le forze politiche.

Da quando Mario Draghi ha ricevuto dal Quirinale l’incarico di formare un nuovo governo si è verificato un repentino cambio di giudizio degli italiani a suo favore quando, da ipotesi puramente teorica, il suo insediamento a Palazzo Chigi è diventato una realtà: 7 italiani su 10, secondo vari sondaggi, ritengono che Draghi sia “la figura giusta per guidare il Paese”.

Perché agli italiani improvvisamente piace il progetto Draghi messo in campo dal Presidente della Repubblica Mattarella?

Se riprendiamo l’intervista di Mario Draghi al Financial Times ritroviamo chiaramente una visione che definisce una ben precisa filosofia di governo. L’ex governatore della Bce ha rilasciato dichiarazioni che potrebbero sembrare diverse dal pensiero comune che si ha della sua persona. Egli ha spiegato che il Coronavirus sta mietendo vittime, creando tragedie economiche e familiari in Italia, e che al contempo l’Europa debba reagire con misure potenti e veloci, al fine di fronteggiare i rischi sul piano economico. Ma è quando ha fatto un’analisi di quanto accaduto nei periodi bellici che si ottiene l’effetto sorpresa: i governi hanno finanziato solamente tra l’8% e il 15% delle spese militari ricorrendo alle coperture, per il resto si sono indebitati. E attualmente saremmo come in guerra, ha aggiunto.

Sarà perché da quanto si può interpretare dalla dichiarazione rilasciata al momento della accettazione dell’incarico con riserva, e da quelle fatte delle forze politiche al termine delle consultazioni, risulta delinearsi il “pensiero strategico” del Presidente incaricato Draghi? Perché si intravede una Gran Strategia per l’Italia?

La Gran Strategia, è una strategia a lungo termine perseguita ai più alti livelli da una nazione per realizzare i propri interessi. Generalmente la gran strategia affronta problematiche che includono l’analisi di minacce alla sicurezza dello Stato, primarie e secondarie, la distribuzione delle risorse tra i diversi apparati e servizi, i settori industriali da difendere e sviluppare e quali alleanze internazionali meglio favoriscano gli scopi della nazione. Sovrapponendosi in modo considerevole con la politica estera, la gran strategia si concentra principalmente sulle implicazioni interne ed esterne connesse alle politiche nazionali adottate. Tipicamente la direzione politica di un Paese gestisce la gran strategia su indicazione e consiglio delle più alte cariche, civili e militari, dello Stato. Lo sviluppo della gran strategia può estendersi per molti anni o addirittura per generazioni. Nel mondo degli affari, il termine “gran strategia” indica una vasta gamma di azioni strategiche. Una gran strategia delinea i mezzi che saranno usati per raggiungere obiettivi a lungo termine.

L’Italia, a differenza delle grandi potenze con le quali si confronta e compete a livello globale, non ha mai elaborato una propria gran strategia, necessaria anche a calcolare e a sviluppare le risorse economiche e umane di una nazione

Adottare una gran strategia, inoltre, aiuta a regolare la distribuzione dei poteri tra i diversi organi dello Stato, così come tra i servizi e l’industria, a tenere conto e impiegare il potere della pressione finanziaria, a sviluppare una più coerente cooperazione all’interno della Ue, della Nato e delle altre organizzazioni internazionali. Non ultima, esercitare una necessaria pressione etica.

Nonostante l’orizzonte temporale del suo governo sembra essere breve e delimitato alla guerra, nel nostro caso contro la pandemia e le sue ripercussioni socio-economiche, il suo piano guarda anche alla pace che seguirà, la rinascita dell’Italia grazie all’uso corretto delle risorse del Next Generation Eu.

Il ruolo che il Presidente incaricato sta esprimendo, nonostante le attuali resistenze dei partiti, sembra essere indirizzato nel coordinare, dirigere ed unificare tutte le risorse disponibili verso la realizzazione di una politica di salvezza nazionale, attraverso una operazione fondamentale di ripresa della fiducia ed indirizzare tutte le energie del paese e le risorse del Recovery Fund verso una rinascita complessiva del nostro sistema economico, sociale e politico.

Il contributo più significativo che il governo Draghi può offrire, sarà anche quello di compattare per la prima volta dopo decenni la politica italiana e quella di Bruxelles attorno all’Italia, a sostegno dell’interesse nazionale e per aumentare significativamente la capacità di influenza del nostro grande paese nello scacchiere mondiale.

Una vera e propria Grand Strategy.

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