Mondo

La crisi, i conti e il futuro dell’Italia

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Il post di Gianandrea Abbascià

 

Un gioco al rialzo! Un partita “a chi offre di più” !

Fare un Governo è cosa seria; pensare ad un squadra che abbia la capacità di guidare la Macchina (leggasi Paese, Nazione, Italia) non può essere un passatempo che tenga conto di meri interessi personali, così come invece appare ai nostri occhi il modus operandi di queste ultime 48 ore; fa un po’ ribrezzo! Il tutto non può ridursi ad un’offerta da bancarella di un mercato di quartiere. Le Istituzioni e la Credibilità del nostro Paese sono cosa seria!

Riguardando e riascoltando, più e più volte, il messaggio del Presidente della Repubblica, a margine del giro di consultazioni, si nota l’amarezza e un certo disappunto, perché bisogna evitare in tutti i modi di entrare nel vortice dello stallo dello scorso anno. Già nel maggio del 2018 il nostro Presidente ebbe lo stesso tono, dopo circa due mesi di andirivieni.

Al di là di ogni valutazione di merito, cosa decisamente prioritaria, il sistema politico, i partiti (tutti) ci garantiscano stabilità e continuità, specie con alcune attività avviate e nei rapporti con le Istituzioni Europee.

In questo anno trascorso ne abbiamo viste davvero tante ma nonostante tutto c’è chi, all’interno della squadra di governo, ha saputo dire dei no e ha tenuto la barra dritta nonostante le forti maree; abbiamo saputo dialogare con Europa e il nostro Paese ha avuto capacità di cammino, con tanti dossi e tornanti ma ha camminato.

Se alcuni di quei no fossero stati sì, probabilmente oggi non saremmo nelle stesse condizioni.

Un taglio delle tasse necessita di coperture, qualsiasi operazione, necessità di coperture, anche fatte in deficit, avranno poi necessità di essere coperte; non bisogna essere esperti di bilancio di uno Stato, basta essere “tesorieri” in una famiglia per capirlo. E allora è facilmente comprensibile come alcuni no sono stati vitali per i conti pubblici, i nostri conti, le nostre tasche.

Un interlocutore serio, credibile e che sin ora ha dimostrato che le cose possono essere fatte, ma vanno fatte con una ratio accuratissima.

I partiti decideranno nelle prossime ore, forse; poi la parola, in ultimo, l’avrà il nostro Presidente che, facendo sintesi, capirà se davvero ci sono i presupposti per formare un nuovo governo (che possa durare) o se sciogliere, dopo 17 mesi, le Camere.

Incaricare una figura mite, competente, dialogante e che possa garantire un confronto senza soluzione di continuità con l’ultimo anno trascorso, ma sopratutto che sappia tenere il timone dritto (perché forti mareggiate ce ne saranno ancora) sarebbe per tutti noi la soluzione più consona, considerando anche che votare in piena legge di bilancio potrebbe avere effetti decisamente non gradevoli, a meno che qualcuno non voglia proprio speculare sulle macerie… ma almeno a questo non vogliamo crederci!

Il prossimo mercoledì capiremo, forse, come evolverà la crisi di governo apertasi pochi giorni fa. Stay Tuned!

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