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La Cina sta sbroccando sulle misure anti Covid?

Misure Anti Covid Cina

Le misure anti Covid della Cina stanno danneggiando l’economia eppure il governo di Pechino continua a difenderle strenuamente. Ecco perché e cosa ha detto il responsabile degli Affari esteri del Pcc contro l’Occidente

 

In vista del 20° Congresso nazionale del Partito comunista cinese (Pcc), che si terrà nella seconda metà del 2022, Pechino non sembra intenzionata a revocare la sua controversa politica zero Covid prima del suo più importante evento politico.

Anzi, il responsabile degli Affari esteri del Pcc, Yang Jiechi, si è scagliato contro l’Occidente per difendere le draconiane misure anti Covid messe in campo dalla Cina per frenare i contagi.

COSA HA DETTO YANG JIECHI

Yang, definito la “tigre” della diplomazia del presidente Xi Jinping, ha accusato l’Occidente di “screditare” e “diffamare” il protocollo nazionale anti-pandemico del Dragone.

In un editoriale pubblicato sul “Quotidiano del Popolo”, organo del Pcc, Yang ha affermato che “alcune persone in Occidente stanno utilizzando le nostre politiche di controllo pandemico per screditare il Paese e attaccare il nostro sistema sociale”.

Le misure anti Covid della Cina, secondo Yang, sono “solide e responsabili” ed è necessario che il Paese “aderisca con fermezza alla strategia di ‘tolleranza zero’ nel contenimento del virus, respingendo i discorsi e gli atti che intendono distorcere o mettere in discussione la nostra politica di controllo”.

Ha poi aggiunto che la Cina dovrebbe “salvaguardare con determinazione la dignità nazionale, la sicurezza del regime e la sicurezza ideologica, per garantire la stabilità politica e sociale”.

IL CONGRESSO DEL PCC

Come riportato dal South China Morning Post, Yang ha anche dichiarato che Pechino risponderà con fermezza ai “piani o alle azioni degli Stati Uniti per sopprimere la Cina” in vista del congresso del Partito.

Quest’anno, il Congresso nazionale del Pcc, che si tiene ogni cinque anni e in cui si definiscono gli obiettivi politici, riveste un’importanza particolare perché si prevede che il Partito scelga Xi per un terzo mandato, un fatto unico dalla morte di Mao Zedong nel 1976.

Nel 2018, infatti, la Cina ha eliminato i limiti di mandato per i presidenti, aprendo la strada a Xi per rimanere in carica a tempo indeterminato. Quest’anno, le autorità hanno inoltre rafforzato la sicurezza nella capitale e aumentato ulteriormente i controlli sui social media, intensificando anche l’oppressione nei confronti dei dissidenti.

LE MISURE ANTI COVID

Proprio per salvaguardare un evento così caro al Partito e al suo presidente, la Cina prosegue ostinata nel suo approccio “tolleranza zero” per contenere il virus, imponendo severi lockdown, test di massa e confini chiusi nonostante tutto ciò si ripercuota inevitabilmente sull’economia, ai minimi dai primi mesi del 2020.

I diplomatici cinesi, tuttavia, secondo quanto scrive Bloomberg, l’hanno additato come la prova che il Pcc supervisiona un sistema politico migliore di quello degli Stati Uniti, dove è stato superato un 1 milione di decessi Covid.

Mentre Shanghai si prepara gradualmente a uscire da un lockdown che va avanti da quasi due mesi, decine di città in Cina continuano tenere in ostaggio la popolazione e ora gli occhi sono puntati sulla capitale dove si registra un aumento dei casi che potrebbe portare a rigide restrizioni.

Questo renderebbe ancora più incerte le previsioni economiche del Paese. All’inizio del mese, il premier Li Keqiang aveva già messo in guardia dalla “complicata e grave” situazione occupazionale dopo che il tasso di disoccupazione rilevato è salito al 5,8% a marzo, il più alto dal maggio 2020.

L’OCCIDENTE CONTRARIO

La scorsa settimana, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus ha invitato la Cina a ripensare la strategia zero Covid, affermando che non è sostenibile.

E all’inizio di maggio, il consulente della Casa Bianca Anthony Fauci ha affermato che è improbabile che le chiusure abbiano successo a lungo termine perché il governo non sta sfruttando il tempo per aumentare i tassi di vaccinazione tra i residenti anziani più a rischio.

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