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Fondi Pensione

Gli Usa hanno un problema con gli investimenti cinesi dei fondi pensione

Cosa dice il rapporto di Future Union sugli investimenti miliardari in Cina della maggior parte dei fondi pensione pubblici americani.

C’è un motivo in più per cui è da ritenersi altamente improbabile che gli Usa procedano al totale disaccoppiamento nei confronti dell’economia cinese. Lo ha messo in luce un rapporto di ricerca appena diffuso da Cnbc da cui emergono gli investimenti miliardari che i fondi pensione pubblici americani, ma anche molti atenei, fondazioni ed enti non profit, fanno in Cina e a Hong Kong e che in certi casi finanziano gruppi tech vanto del Dragone come Alibaba, Tencent e perfino ByteDance, la società che controlla quella bestia nera chiamata TikTok.

Il rapporto Future Union

Come emerge dal report stilato da Future Union, negli Usa è la maggioranza dei fondi pensione pubblici, insieme a molti atenei e ad alcune organizzazioni non profit, ad aver effettuato investimenti – che risalgono in certi casi addirittura all’ultimo anno – in Cina e a Hong Kong.

Dal report risulta che i più grandi 74 investitori hanno allocato in Cina e a Hong Kong più di 70 miliardi di dollari attraverso più di 1.100 investimenti in vari fondi, inclusi quelli che hanno un’esposizione verso i gruppi tech come Alibaba, Tencent e ByteDance.

Dati reali ancora più alti

Gli autori del rapporto, che hanno attinto a una combinazione di database pubblici e privati come quelli di Pitchbook, CapitalIQ e Private Equity International, avvertono tuttavia che il fenomeno potrebbe essere sottostimato con molti più investimenti rimasti sotto traccia.

Dei 74 principali fondi pensione analizzati nel documento, tre quarti hanno effettuato quegli investimenti entro gli ultimi 36 mesi, mentre quasi il 40% lo ha fatto negli ultimi 12.

Tutti gli investimenti cinesi nei fondi pensione americani

Spicca su tutti il New York State Common Retirement Fund (NYSCRF), che gestisce i risparmi di oltre 1,2 milioni di impiegati pubblici e che ha investito in territorio cinese un totale di 8,3 miliardi, di cui 3,5 negli ultimi 36 mesi.

Contattato da Cnbc, un portavoce del fondo ha rettificato quella somma sostenendo che sia più vicina ai 6 miliardi e che essa rappresenti meno del 3% dei suoi oltre 250 miliardi di asset.

Il secondo investitore più esposto col Dragone è il California Public Employees Retirement System (CaIPERS), che con 2 milioni di clienti descrive se stesso come “il fondo pensioni pubblico più grande della nazione”: a esso sono attribuiti investimenti in Cina per 7,8 miliardi, un quarto dei quali vincolati negli ultimi 3 anni.

Alla richiesta di chiarimenti rivoltagli da Cnbc, un portavoce di CaIPERS ha risposto che il fondo “è un investitore globale e crede che la diversificazione sia un fattore chiave nel generare i ritorni necessari per andare incontro alle esigenze di sicurezza delle pensioni dei nostri due milioni di membri”.

Molto esposte con la Cina sono poi tutta una serie di istituzioni che comprendono il California State Teachers Retirement System (5,5 miliardi), il Washington State Investment Board (5), il San Francisco Employees’ Retirement System (3,3), il Pennsylvania Public School Employees’ Retirement System (3,2), il New York State Teachers’ Retirement System (3,1), il Maryland State Retirement Pension System (3), l’Oregon Public Employees Retirement System (2,9) e il Teacher Retirement System of Texas (2,7).

Anche le Università

Il rapporto Future Union individua anche una serie di università coinvolte nel medesimo meccanismo: i loro fondi hanno effettuato in Cina e a Hong Kong un totale di 385 investimenti, molti dei quali negli ultimi 36 mesi, per un valore complessivo di 7,7 miliardi.

La somma però, avvertono gli autori del report, potrebbe essere molto più consistente alla luce del fatto che gli atenei privati non hanno alcun obbligo di disclosure e che molti di quelli pubblici di fatto non rivelano dove sono destinati i loro investimenti.

Con 1,6 miliardi di fondi impegnati, è la University of Michigan, il più grande ateneo pubblico di quello stato, ad essere in cima alla graduatoria degli enti di formazione che non si fanno scrupoli nel fare affari con la Cina e con Hong Kong. Pochissimi dollari la separano dal secondo classificato, l’University of Texas System.

Anche fondazioni ed enti no profit

Rockefeller Foundation, Carnegie Foundation e MacArthure Foundation sono solo alcuni tra i nomi di organizzazioni senza fini di lucro con rilevanti interessi in Cina, dove sono stati individuati un totale di 620 investimenti.

Un portavoce della MacArthure Foundation ha spiegato che quest’ultima mantiene “un portafoglio ampiamente diversificato per raggiungere i suoi obiettivi di investimento e programmatici”, precisando in ogni caso che Cina e Hong Kong non costituiscono “una porzione significativa” dello stock totale di investimenti.

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