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Incendi in Amazzonia. Fatti, numeri, confronti ed esagerazioni

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Foresta amazzonica

Che la foresta amazzonica stia bruciando è un dato di fatto. Che in questo 2019 ci sia un picco di incendi rispetto al passato – e un picco soprattutto nel Brasile della presidenza di Jari Bolsonaro – è una sintesi più controversa. Ecco i dati. L’approfondimento di Andrea Mainardi

 

Che la foresta amazzonica stia bruciando è un dato di fatto. Che in questo 2019 ci sia un picco di incendi rispetto al passato – e un picco soprattutto nel Brasile della presidenza di Jari Bolsonaro – come giornali, politici, star dello sport, della musica e del cinema stanno denunciando, è sintesi più controversa. Lo dicono i dati. Non fosse altro che il consuntivo si potrà trarre solo a novembre, quando terminerà la stagione secca che coincide con quella degli incendi che da anni devastano la regione. E non solo in Brasile, ma anche in Venezuela, Perù e Bolivia che condividono spazi di foresta.

NASA: FENOMENO NELLA MEDIA

Alcuni giorni fa, la Nasa ha pubblicato un rapporto di analisi sulle sue immagini satellitari. Si precisa che ad oggi il fenomeno incendi nel bacino dell’Amazzonia è vicino alla media rispetto agli ultimi quindici anni. Solo il tempo dirà se il 2019 segnerà record. Secondo le stime, sebbene l’attività sembri essere al di sopra della media negli stati di Amazonas e Rondônia, finora “è apparsa al di sotto della media nel Mato Grosso e nel Pará”.

COSA DICE L’AGENZIA BRASILIANA INPE

Anche il brasiliano National institute of space research (Inpe) ha pubblicato un rapporto. I dati riflettono gli incendi boschivi negli ultimi sette anni nei paesi del Sud America. L’Inpe fornisce numeri elevatissimi nel 2019. L’ultimo aggiornamento (al 24 agosto) conta 79.513 focolai nell’intero Brasile. La maggior parte in Amazzonia, ma non tutti: il 48% si trova al di fuori della foresta pluviale. Quelli propriamente forestali sarebbero sui 40mila.

IN PROPORZIONE, BOLIVIA E VENEZUELA SE LA PASSANO PEGGIO

Anche il numero di focolai in Bolivia (18.398) e specialmente in Venezuela (26.523) è notevolmente alto. Stando al numero di incendi e all’estensione territoriale di foresta sembrano, in proporzione, questi due ultimi paesi ad essere più colpiti. Con un’area equivalente al 10,76% di ciò che ha il Brasile, il Venezuela raggiunge il 34,53% dei focolai del paese vicino. L’area della Bolivia è equivalente al 12,9% di quella del Brasile, ma il suo numero di incendi equivale al 22,72%.

L’ANNO ORRIBILE FU IL 2005

Nelle tabelle del Global fire emissions database (Gfed) – progetto di ricerca targato Nasa – si possono osservare i numeri degli incendi registrati in tutta l’Amazzonia negli ultimi sedici anni. Ovviamente i dati 2019 sono parziali e la stagione secca si prolunga fino a novembre. Secondo i dati dell’istituto nazionale brasiliano per la ricerca spaziale Inpe, quest’anno sono già andati in fumo 18.629 chilometri quadrati di foresta amazzonica nel Paese. Ma il record non c’è (ancora). I dati peggiori degli ultimi diciassette anni sono stati quelli del 2005, con oltre 160mila chilometri quadrati rasi al suolo. Alla presidenza, in Brasile, c’era da due anni Lula Da Silva. Bolsonaro è capo di stato dal gennaio di quest’anno. Qui la tabella riassuntiva dei dati Inpe elaborata da Counting Stars:

PICCHI IN BOLIVIA

Al 22 agosto 2019, in Bolivia, in particolare nel dipartimento di Santa Cruz, si registra un numero molto più alto di incendi rispetto agli ultimi anni. Un numero superato solo da quelli 2010. L’agenzia spagnola Europa Press ha scritto giovedì: “L’ondata di incendi è iniziata due settimane fa in Bolivia, poi si è diffusa in Brasile e Perù”. L’agenzia Inpe, tuttavia, aveva registrato 13.334 focolai in Brasile già in luglio.

TRA INCENDI REALI E FAKE

Che la situazione sia molto seria è evidente. All’inizio di agosto lo stato più grande del Brasile, Amazonas, ha dichiarato lo stato di emergenza a causa del gran numero di incendi boschivi nella regione. Un picco sopra la media certificato anche dalla Nasa. Il 19 agosto il cielo sopra San Paolo si è fatto scuro. E da lì è partita la sensibilizzazione internazionale. Spesso però, sui social, anche da parte di star come Cristiano Ronaldo, Leonardo DiCaprio, Madonna e politici, come Emmanuel Macron, sono state condivise foto di incendi e devastazioni passate. Alcune da parecchi anni. Altri scatti riguardano incendi che nulla hanno a che fare con l’Amazzonia, come ha documentato l’agenzia di stampa francese Afp.

PERCHÉ L’AMAZZONIA BRUCIA: NON SOLO ALLEVAMENTO

Gli incendi nell’Amazzonia sono principalmente deliberati come il modo più semplice per rimuovere la foresta pluviale e trasformarla in prateria per l’allevamento del bestiame o l’agricoltura. Nel prossimo decennio si prevede che la produzione di carne bovina crescerà del 24%, la soia del 39% e il bioetanolo del 27%.

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