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In Wirecard si trasportavano milioni in buste di plastica

di

Wirecard

Che cosa ha svelato il Financial Times sullo scandalo della fintech tedesca Wirecard. L’articolo di Giuseppe Liturri

 

L’ex dipendente di Wirecard ha affermato che parte delle somme prelevate erano destinate a un uomo d’affari condannato negli Usa

[Tratto dal Financial Times]

L’ex assistente personale di Jan Marsalek ha rivelato di aver aiutato ad eseguire ingenti prelievi di contanti per i clienti di Wirecard Bank, effettuati mediante buste di plastica per la spesa. Tra i destinatari figurava anche il nome di un uomo d’affari in questo momento alle prese con seri problemi giudiziari negli Stati Uniti.

Sabine Heinzinger, ex assistente proprio di Marsalek, ha affermato di aver avuto un ruolo cruciale in due prelievi di contanti, rispettivamente di 200.000 e 300.000 €, organizzati da senior manager di Wirecard, tra cui Marsalek, ex ceo del gruppo e ora latitante.

L’ex assistente si è giustificata affermando di non aver considerato sospetti i prelievi in quanto sempre accompagnati da una gran quantità di documenti firmati da “diversi dipendenti senior”.

Ciononostante, Heinzinger ha ammesso la sua sorpresa per il fatto che le banconote fossero state trasportate in sacchetti di plastica. “Mi aspettavo un metodo di più professionale, ma è così che mi sono stati consegnati i soldi”, ha affermato giovedì in tarda serata nel corso dell’ultima udienza della commissione parlamentare che indaga sul crollo del gruppo che si occupava di pagamenti.

La testimonianza di Sabine Heinzinger, che ha lavorato per Marsalek per sette anni fino all’implosione di Wirecard, è il primo riferimento pubblico alla vicenda dei prelievi di contanti da quando il Financial Times ha riportato l’accaduto il mese scorso.

La pratica aveva avuto inizio già nel lontano 2012, quando importi a sei cifre venivano spesso trasportati in banconote in sacchetti di plastica Aldi e Lidl, come riportato alla polizia da alcuni ex dipendenti. L’importo totale, l’attuale ubicazione del denaro e il motivo per rimuoverlo dall’edificio non sono stati chiariti.

L’ex assistente di Marsalek è stata una dei numerosi testimoni nell’ambito di un’udienza di 15 ore che si è svolta venerdì mattina. Il comitato ha esaminato per mesi la vicenda Wirecard, che è crollata nel giugno 2020 a seguito di una delle più grandi frodi aziendali di marca tedesca degli ultimi decenni.

Heinzinger ha sottolineato di aver appreso della frode solo nel giugno dello scorso anno, poco prima che Wirecard rivelasse che nelle Filippine mancavano 1,9 miliardi di euro in contanti aziendali, aggiungendo che inizialmente pensava che si trattasse di un “malinteso” che poteva essere risolto in maniera rapida.

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